10 Gennaio 2013 | 14:18

Da Muccino a «Cloud Atlas», la guida di Sorrisi ai film del weekend

Ogni nuovo film di Gabriele Muccino è destinato a destare clamore. Soprattutto da quando, con «La ricerca della felicità», colpì al cuore il pubblico statunitense. «Quello che so sull’amore» è il suo terzo film americano.

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Da Muccino a «Cloud Atlas», la guida di Sorrisi ai film del weekend

Ogni nuovo film di Gabriele Muccino è destinato a destare clamore. Soprattutto da quando, con «La ricerca della felicità», colpì al cuore il pubblico statunitense. «Quello che so sull’amore» è il suo terzo film americano.

10 Gennaio 2013 | 14:18 di

«Quello che so sull’amore»
Con Gerard Butler, Catherine Zeta-Jones. Regista: Gabriele Muccino.

Ogni nuovo film di Gabriele Muccino è destinato a destare clamore. Soprattutto da quando, con «La ricerca della felicità», colpì al cuore il pubblico statunitense. «Quello che so sull’amore» è il suo terzo film americano. Il protagonista è un ex calciatore (Gerard Butler) ma lo sport preferito dall’uomo, come ironizzava una vecchia pellicola di Rock Hudson, gioca in realtà le sue partite tra cuore e lenzuola: il calciatore ripensa ancora alla ex moglie e intanto le altre donne gli cadono fra le braccia. Il film ha avuto una genesi complicata e la critica statunitense lo ha bocciato. Muccino si è sentito sedotto e abbandonato da Hollywood e qualcuno ha sorriso. Eppure «Quello che so sull’amore» non ha nulla da invidiare alle professionali commedie americane. Al contrario, non è mai volgare e i tanti divi coinvolti (ci sono anche Jessica Biel, Uma Thurman, Catherine Zeta-Jones e Dennis Quaid) sono più bravi e genuini del solito. Da vedere, senza pregiudizi.

(Alberto Anile)

«Cloud Atlas»
Con Tom Hanks, Halle Berry. Regista: Tom Tykwer, Lana e Andy Wachowski.

Pensate a un mosaico. Poi immaginate che le sue tessere si muovano tutte insieme, come in un caleidoscopio: questo, in sintesi, è l’impianto di «Cloud Atlas», un colossal ambientato nel passato, nel presente e nel futuro, con gli stessi attori che tornano e ritornano su un arco di 500 anni. Un avvocato di San Francisco protegge uno schiavo condannato a morte durante il viaggio dalle isole del Pacifico, nel 1849. Un giovane musicista compone nel 1936 il suo capolavoro, la sinfonia «Cloud Atlas Sextet», per vederselo sottrarre da un tronfio e malvagio imbroglione. Una giornalista sfida qualunque rischio per evitare una catastrofe nucleare nel 1973. Una tra migliaia di ragazze-cloni acquista una coscienza e si ribella a una sadica dittatura nel 2144. Una piccola comunità sopravvive al cataclisma planetario nel 2321. Via via che la trama si sviluppa, si scopre che tutte le storie sono collegate tra loro e sono parte di un unico grandioso disegno, raccontato con abbondanza di mezzi ed effetti speciali spettacolari. Chi ha amato «Prometheus», «The Tree of Life» e simili film filosofici, adorerà questo cosmico affresco voluto dai fratelli Wachowski (quelli di «Matrix»). Chi si perderà per strada nella foresta dei rimandi, ne ricaverà una sensazione di leggera indigestione. Basato su un bestseller dello scrittore David Mitchell (che ha approvato incondizionatamente il lavoro) il film ha i suoi punti di forza nella splendida fotografia e nel make-up, che trasforma più volte gli attori protagonisti. 

(Patrizia Guariento)

«La scoperta dell’alba»
Con Margherita Buy, Sergio Rubini. Regista: Susanna Nicchiarelli.

Caterina compone per gioco al telefono il vecchio numero di casa: le risponde se stessa bambina, quando il padre non era ancora sparito. Affetti familiari, Brigate Rosse e musica indipendente, dal romanzo di Walter Veltroni.

(A. An.)

«A royal weekend»
Con Bill Murray, Laura Dern. Regista: Roger Michell.

Roosevelt ospita il re d’Inghilterra alla vigilia della Seconda guerra mondiale. L’incontro storico sarà (molto) complicato dalla situazione familiare del presidente americano, sempre più innamorato della cugina Daisy.

(A. An.)