Home CinemaDonato Carrisi presenta il nuovo libro: «Quando scrivo mi faccio paura da solo»

14 Maggio 2013 | 04:37

Donato Carrisi presenta il nuovo libro: «Quando scrivo mi faccio paura da solo»

L'autore di «Il Suggeritore» ci racconta come è nato il suo nuovo, attesissimo thriller: «L'ipotesi del male». E ci svela: «Presto da un mio best seller sarà tratta una serie tv internazionale»…

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Donato Carrisi presenta il nuovo libro: «Quando scrivo mi faccio paura da solo»

L'autore di «Il Suggeritore» ci racconta come è nato il suo nuovo, attesissimo thriller: «L'ipotesi del male». E ci svela: «Presto da un mio best seller sarà tratta una serie tv internazionale»…

14 Maggio 2013 | 04:37 di Redazione

Se avete amato «Il Suggeritore», primo eclatante successo dello scrittore pugliese Donato Carrisi, non perdete il sequel-prequel «L’ipotesi del male», il suo nuovo, travolgente thriller. «Racconta la storia delle persone scomparse volontariamente che tornano dal nulla per fare del male» spiega l’autore. «A ispirarmi sono state una mail inviatami da una persona sparita per sua scelta e una maglietta che ho visto a Londra con la scritta: “Non conosci la paura fino a quando non senti un colpo di tosse provenire da sotto il tuo letto”».

Un anno di ricerche, sei mesi per strutturare la trama e tre per scrivere, ed è nato il suo nuovo lavoro. «I miei personaggi nascono “in seconda classe”, vale a dire dalla realtà che mi circonda: viaggiando in treno, prendendo la metropolitana, osservo la gente e da un particolare del loro aspetto nascono i protagonisti dei miei libri».

Lei è considerato il miglior scrittore italiano di thriller, ma non la inquieta scrivere del “lato oscuro” delle persone?
«Altroché. A volte mi capita di scrivere una parte particolarmente spaventosa, magari di notte. Allora chiamo un amico e gli chiedo di farmi compagnia al telefono per almeno un quarto d’ora».

Quindi anche lei ha delle paure?
«Ne ho tantissime. In particolare mi spaventano le bambole e gli aerei. Una volta sono stato invitato da Alitalia a provare un simulatore di volo. Mi hanno indirizzato al mio posto e sul sedile cosa c’era? Una bambola! Guardi, le ho anche scattato una foto con il cellulare!».

Lei è un autodidatta della scrittura?
«Ho iniziato a 19 anni scrivendo spettacoli teatrali. Poi mi è capitato di guardare alla tv “Un prete tra noi” con Massimo Dapporto e mi sono detto che anche io potevo scrivere una sceneggiatura. Così nacque “Lobos”. Lo inviai a Mediatrade e mi consigliarono diverse produzioni a cui sottoporlo. A rimanerne colpito fu Achille Manzotti lo stesso produttore di Dapporto che mi propose di scrivere il seguito di quella serie. Grazie a “Casa famiglia” sono diventato il più giovane sceneggiatore Rai».

Quando si dice il caso. E «Lobos» che fine ha fatto?
«Erano le prime pagine del Suggeritore. A un certo punto della mia vita ho deciso di tornare in Puglia per dedicarmi completamente alla sua stesura. Era la mia scommessa, un salto nel buio».

Stravinta, si direbbe.
«Sì, visto il successo planetario che ha avuto ho pensato a un miracolo. Serva da lezione a tutti, se ce l’ho fatta io a realizzare il mio sogno ci può riuscire chiunque, basta crederci».

E saper scrivere. Piuttosto, «Il Suggeritore» lo vedremo mai al cinema?
«La sua naturale evoluzione, visto che nasce come sceneggiatura, è quella di diventare un film. Però ci vorrà ancora del tempo, perché è un progetto difficile da realizzare. Invece posso anticiparle che da un altro mio libro, “Il tribunale delle anime” nascerà una serie tv, una grossa produzione internazionale. Non sarà della Rai e potrebbe vedere la luce verso la fine del 2014».

Nell’attesa cosa farà, scriverà un altro thriller?
«Sì, il seguito di “Il tribunale delle anime”».