15 Gennaio 2013 | 16:33

Elisa e Morricone insieme per «Django Unchained» di Quentin Tarantino: la colonna sonora

Le colonne sonore spesso interessano solo i cinefili più accaniti. Esistono eccezioni, tra cui spiccano quelle dei capolavori di Quentin Tarantino: le sue scatenate raccolte sono dischi imprescindibili per qualunque collezione casalinga. Anche il suo ultimo «Django unchained», in sala dal 17 gennaio, porta con sé una strabiliante colonna sonora.

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Elisa e Morricone insieme per «Django Unchained» di Quentin Tarantino: la colonna sonora

Le colonne sonore spesso interessano solo i cinefili più accaniti. Esistono eccezioni, tra cui spiccano quelle dei capolavori di Quentin Tarantino: le sue scatenate raccolte sono dischi imprescindibili per qualunque collezione casalinga. Anche il suo ultimo «Django unchained», in sala dal 17 gennaio, porta con sé una strabiliante colonna sonora.

15 Gennaio 2013 | 16:33 di

Le colonne sonore spesso interessano solo i cinefili più accaniti. Esistono eccezioni, tra cui spiccano quelle dei capolavori di Quentin Tarantino, da «Le iene» a «Bastardi senza gloria» passando per «Pulp fiction»: le sue scatenate raccolte sono dischi imprescindibili per qualunque collezione casalinga. Anche il suo ultimo «Django unchained», in sala dal 17 gennaio, porta con sé una strabiliante colonna sonora per la quale, stavolta, il regista ha scelto di farsi comporre quattro brani ad hoc. Uno di questi è un vero fiore all’occhiello: l’inedito, bellissimo «Ancora qui» è scritto da un maestro come Ennio Morricone e interpretato da Elisa, in italiano.

Gli altri tre brani nuovi sono «100 black coffins» del rapper Rick Ross, «Who did that to you?» del soulman John Legend e «Freedom» di Anthony Hamilton e Elayna Boynton, mentre per arrivare a questa selezione il regista ha dovuto scartare la splendida «Wiseman» di Frank Ocean. Come sempre accade nei film di Quentin Tarantino, le altre musiche sono un tuffo nel passato, qui dedicato ai grandi compositori dello «spaghetti western». Non poteva mancare il tema di «Django» di Sergio Corbucci (1966) e quello di «Lo chiamavano King» (1971), entrambi composti da Luis Bacalov.

Ritroviamo anche il grande Riz Ortolani con il tema per «I giorni dell’ira» (1967) e Franco Micalizzi con quello di «Lo chiamavano Trinità» (1970), oltre ad altri tre classici di Morricone tratti dai film «Gli avvoltoi hanno fame» (1970) e «I crudeli» (1966). Per gli appassionati, e non solo: un album da possedere.