01 Settembre 2016 | 23:31

Festival di Venezia 2016: oggi al Lido arriva «il vero Rocky»

In «The Bleeder» si racconta la storia del pugile che sfidò Muhammad Alì e a cui si ispirò Sylvester Stallone. Ma è anche il giorno di «Nocturnal Animals» con Amy Adams e Jake Gyllenhaal

 di Paolo Fiorelli

Festival di Venezia 2016: oggi al Lido arriva «il vero Rocky»

In «The Bleeder» si racconta la storia del pugile che sfidò Muhammad Alì e a cui si ispirò Sylvester Stallone. Ma è anche il giorno di «Nocturnal Animals» con Amy Adams e Jake Gyllenhaal

01 Settembre 2016 | 23:31 di Paolo Fiorelli

Ci sono storie che non smettono mai di affascinare il cinema. Come quella di Chuck Wepner, un pugile di modesto talento, grande stazza ed enorme coraggio, soprannominato «the bleeder», cioè «il sanguinolento», perché continuava a combattere anche quando era ormai pieno di ferite. Nel 1975 stupì tutti riuscendo a restare in piedi fino al 15esimo round contro Muhammad Alì; Sylvester Stallone era tra il pubblico e da lì prese lo spunto per scrivere «Rocky». Oggi però a Venezia arriva il film che racconta la vera storia di Wepner, impersonato da Liev Schreiber, l'attore reso famoso da «Il caso Spotlight»; accanto a lui Naomi Watts.  E la pellicola si intitola, ovviamente, «The Bleeder».

Ma oggi è anche la giornata di Amy Adams e Jake Gyllenhaal, i protagonisti di «Nocturnal animals», uno psico-thriller firmato da Tom Ford. La trama è affascinante e complicata: Susan, la protagonista, riceve dal suo ex marito, che non vede da 20 anni, il manoscritto di un romanzo intitolato appunto «Nocturnal animals». A questo punto il film comincia a raccontare la storia del libro, in un gioco di rimandi e verità nascoste che finirà per sconvolgere la vita di Susan.

«Nocturnal animals» corre per il Leone d'oro, così come «El cristo ciego», film cileno che racconta la storia di Michael, convinto di avere avuto una visione divina e di poter compiere miracoli. Ma riuscirà davvero ad aiutare la poverissima gente che abita nella zona desertica dove anche lui vive? Forse la fede, sembra dire il film, è innanzi tutto una risorsa per sopravvivere in condizioni estreme.