05 Settembre 2016 | 21:19

Festival di Venezia: è il giorno di Kim Rossi Stuart

L'attore e regista porta al Lido «Tommaso». E ci sono anche Terrence Malick e un film con Jim Carrey e Keanu Reeves

 di Paolo Fiorelli

Festival di Venezia: è il giorno di Kim Rossi Stuart

L'attore e regista porta al Lido «Tommaso». E ci sono anche Terrence Malick e un film con Jim Carrey e Keanu Reeves

Foto: Kim Rossi Stuart in una scena di «Tommaso»

05 Settembre 2016 | 21:19 di Paolo Fiorelli

Giornata non ricca ma «strabordante», quella di oggi alla Mostra del Cinema. Si comincia con Kim Rossi Stuart (qui anche in veste di presidente della giuria che assegnerà il premio alla migliore opera prima). Il suo «Tommaso» è una sorta di «Provaci ancora Sam»  in versione nostrana, con un protagonista alle prese con l'universo femminile. «Volevo mettere sulla graticola il maschio conquistatore. E parlare dei nostri tentativi, tragici e comici insieme, di capire il mondo misterioso delle donne» dice l'attore e regista. Che aggiunge: «Nel film sono fondamentali anche le tre figure femminili, che rappresentano tre diversi tipi di donna. E se Jasmine Trinca e Cristiana Capotondi ricordano più la femmina-accuditrice, Camilla Diana è quella istintiva e passionale, che prende la vita a morsi». Così, mentre passa da una fallimentare relazione all'altra, Tommaso inizia a sospettare che la vera ragione della sua drammatica «imbranataggine» si annidi nel passato e nei rapporti familiari che lo hanno segnato...

Ma oggi è anche la giornata di «The bad batch», sorta di incubo apocalittico ambientato in una futura società di cannibali, con Jim Carrey e Keanu Reeves tra i protagonisti. Dall'America arriva anche «Voyage of time: life's journey» del maestro Terrence Malick, un film sperimentale che si propone di ripercorrere addirittura, nei suoi 90 minuti, la storia dell'intero universo, dal Big Bang a oggi. Si torna in Italia con «La ragazza del mondo» in cui Michele Riondino (che presto rivedremo in tv in «Il giovane Montalbano») deve affrontare una difficile relazione con una giovane donna (Serra Serraiocco) molto legata ai precetti della sua fede, quella dei Testimoni di Geova. E poi con «Robinù», documentario sulle nuove, giovanissime leve della Camorra, che vede il giornalista Michele Santoro nelle inedite vesti di regista.