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03 Settembre 2016 | 16:32

Festival di Venezia: papa Jude Law conquista tutti

Un po' santo e un po' arruffapopolo, il protagonista della fiction di Paolo Sorrentino «The young pope» strappa l'applauso. E se fosse questa la migliore pellicola di Venezia?

 di Paolo Fiorelli

Festival di Venezia: papa Jude Law conquista tutti

Un po' santo e un po' arruffapopolo, il protagonista della fiction di Paolo Sorrentino «The young pope» strappa l'applauso. E se fosse questa la migliore pellicola di Venezia?

Foto: Jude law in «The young Pope»

03 Settembre 2016 | 16:32 di Paolo Fiorelli


Vuoi vedere che alla fine il miglior film di Venezia si scoprirà essere... una fiction tv? Carismatico, misterioso,  seducente, astuto, e forse anche santo: il protagonista di «The young pope» è un concentrato di contraddizioni che lo rendono ancora più irresistibile; merito anche del fascino naturale di Jude Law, che gli dà volto. Così, grazie al festival  che ne ha mostrato le prime due puntate, molti misteri sull'attesissima fiction firmata da Paolo Sorrentino sono stati svelati. Molti altri invece resteranno tali fino alla messa in onda dell'intera serie, prevista per ottobre su Sky. Intanto però abbiamo scoperto che Papa Pio XIII (Jude Law) sfuggirà ben presto alle gerarchie cardinalizie che lo hanno eletto illudendosi di controllarlo come un pupazzo; e che tra lui e il potentissimo Segretario di stato Voiello (Silvio Orlando) sarà presto lotta senza quartiere. Unico alleato certamente fedele al fianco del nuovo papa, suor Mary (Diane Keaton), la donna che lo ha accolto nel suo orfanatrofio quando era solamente Lenny Belardo, un bambino abbandonato dai genitori hippy (che non potevano tenerlo perché... volevano visitare Venezia). Si intuisce che il passato di Lenny-Pio XIII è pieno di misteri, e che sarà proprio lì che i suoi nemici andranno a scavare, nella speranza di toglierlo di mezzo. Lui intanto si rivela essere un papa rivoluzionario. Come dimostrano due straordinari discorsi che tiene alla folla in piazza San Pietro, e che non raccontiamo per non togliere il gusto della sorpresa. Vi basti sapere che sono uno l'opposto dell'altro.

Si cerca lo scandalo? «Mai» risponde il regista. «Anzi spero che anche in Vaticano si rendano conto che questa è una storia piena di onesta curiosità, e senza alcun pregiudizio, su un mondo che io considero affascinante e misterioso». Da ogni fotogramma trasuda l'inconfondibile stile-Sorrentino: lo splendore visivo, il gusto per il dettaglio rivelatore, gli accostamenti sorprendenti, i dialoghi caustici e brillanti.  «E in più» dice lui «la lunghezza della fiction mi ha permesso di approfondire ancora meglio i personaggi, e di concedermi quelle digressioni che amo e che il cinema spesso ti costringe a tagliare. Per me questo è semplicemente un film di 10 ore. E sono passati i tempi in cui l'aggettivo "televisivo" poteva suonare come una critica». Se il livello è quello di «The young pope», siamo completamente d'accordo.