25 Novembre 2011 | 10:54

FICARRA E PICONE l’intervista: «Noi, registi per caso (e per amore)»

Dopo il successo di «Il 7 e l'8» e «La matassa», la coppia siciliana colpisce ancora con una intricatissima storia di equivoci e passione, «Anche se è amore non si vede», già nelle sale. E stavolta hanno fatto tutto loro, compresa la regia...

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FICARRA E PICONE l’intervista: «Noi, registi per caso (e per amore)»

Dopo il successo di «Il 7 e l'8» e «La matassa», la coppia siciliana colpisce ancora con una intricatissima storia di equivoci e passione, «Anche se è amore non si vede», già nelle sale. E stavolta hanno fatto tutto loro, compresa la regia...

25 Novembre 2011 | 10:54 di

Salvo Ficarra e Valentino Picone

Dopo il successo di «Il 7 e l’8» e «La matassa», la coppia siciliana colpisce ancora con una intricatissima storia di equivoci e passione, «Anche se è amore non si vede», già nelle sale. E stavolta hanno fatto tutto loro, compresa la regia.

È il vostro quarto film, ma anche il primo in cui vi siete diretti da soli. Com’è andata?
Picone: «Tiravamo in aria la cinepresa, dove si fermava quello era il punto migliore per fare la scena. Diciamo che ci vuole una grande dose di fortuna».
Ficarra: «Poi la regia non è solo quello, bisogna scegliere i costumi, la scenografia, gli attori, pensare di quante inquadrature hai bisogno…».
Picone: «Ma io tutte queste cose non le sapevo, non le sapevo proprio».
Ficarra: «Infatti è meglio che continui a non saperle…».
Picone: «Questa è la regia? Tu hai fatto il regista! A mia insaputa!».
Ficarra: «Tu a me regista non me lo dici, sennò ti spacco la faccia».

Chi vi ha ispirato per la trama?
Picone: «Tutti gli amici, compresi noi, che sono stati lasciati, o hanno lasciato, e quelli che ancora non lo sanno ma verranno lasciati».
Ficarra: «E tutti quelli che inseguono o sono inseguiti dall’amore».

È il vostro primo film non siciliano: come si lavora in trasferta?
Ficarra: «Ma secondo lei due siciliani a Torino sono fuori casa?».
Picone: «Torino è una città aperta, forse la più europea d’Italia».

Tre attrici, tutte bravissime: Ambra Angiolini, Diane Fleri, Sascha Zacharias. Come le avete scelte?
Ficarra: «Erano le uniche libere».
Picone: «Avevamo appeso manifesti in tutta Roma: cercasi attrici per film di Ficarra & Picone».
Ficarra: «A un certo punto si è presentata pure la Polverini».
Picone: «A parte gli scherzi, forse sono state loro che hanno scelto noi».
Ficarra: «Senta questo. Noi avevamo pensato questi personaggi, e ci siamo limitati a chiamare delle ragazze: quando abbiamo visto che la donna ha incontrato il personaggio noi l’abbiamo solo riconosciuta. Eh, che ne dice? Se la scrive così faccio una figura che non ne ha l’idea».
Picone: «Ficarra me lo nasconde ma quando la sera mi dice che va in discoteca, si va a leggere Schopenhauer».
Ficarra: «No no no, io la sera vado in discoteca, non ti permettere di dire di me queste cose».

Il film si chiude con una zuffa di massa: è stata difficile da fare?
Ficarra: «Un vero divertimento, e non solo a girarla. Abbiamo chiesto a Italo Cameracanna, rumorista di Bud Spencer & Terence Hill, di mettere gli stessi rumori di pugni utilizzati all’epoca: si è emozionato».
Ma a voi cosa fa ridere?
Picone: «I bambini. Sono spontanei e non sanno di essere comici».
Ficarra: «Il mio gatto. Si mette a fare dei complicatissimi agguati per acchiappare le mosche. E io che gli spendo 80 euro per i croccantini!».