05 Novembre 2014 | 16:56

Ficarra & Picone ci raccontano la loro nuova esilarante commedia «Andiamo a quel paese»

La notizia è che Ficarra & Picone, nella vita reale, sono esattamente come li vedete in tv. Il primo estroso, nervoso e quasi bizzoso. Il secondo olimpicamente calmo, gentile e un po’ svagato. E anche freddoloso: avvolto nel cappotto, continua a lamentarsi dell’aria condizionata dell’hotel di Milano dove li incontriamo...

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Ficarra & Picone ci raccontano la loro nuova esilarante commedia «Andiamo a quel paese»

La notizia è che Ficarra & Picone, nella vita reale, sono esattamente come li vedete in tv. Il primo estroso, nervoso e quasi bizzoso. Il secondo olimpicamente calmo, gentile e un po’ svagato. E anche freddoloso: avvolto nel cappotto, continua a lamentarsi dell’aria condizionata dell’hotel di Milano dove li incontriamo...

05 Novembre 2014 | 16:56 di

La notizia è che Ficarra & Picone, nella vita reale, sono esattamente come li vedete in tv. Il primo estroso, nervoso e quasi bizzoso. Il secondo olimpicamente calmo, gentile e un po’ svagato. E anche freddoloso: avvolto nel cappotto, continua a lamentarsi dell’aria condizionata dell’hotel di Milano dove li incontriamo, mentre Salvo sta benissimo in maglietta.

Ficarra & Picone: avete un film in arrivo (il quinto!) e poi vi vedremo a «Zelig» e «Striscia»… ma voi due non eravate quelli «nati stanchi»?
Picone: «Forse il segreto sta proprio nel fare le cose “stancamente”: piano, per bene, una alla volta».

Il film «Andiamo a quel paese» ha chiuso tra gli applausi il festival di Roma. Eppure all’inizio c’era chi storceva il naso…
Picone: «Sì, dicevano che una commedia popolare era fuori posto a un festival. Prima ancora di vederla!».
Ficarra: «È bastato l’annuncio, come con le convocazioni della nazionale: “Ma come, gioca Immobile invece di Cassano? Ma come si faaa…”. Dico io, almeno il direttore Müller ci aveva visto giocare. Aveva visto il film».

E com’è questo film?
Ficarra: «Ah non lo so, non l’ho ancora visto…» (Picone lo strattona). «Una commedia gentile, molto comica, un po’ amarognola, che ci è stata ispirata da fatti veri. Perché in Sicilia, paradossalmente, le pensioni dei vecchietti sono un ammortizzatore sociale anche per i nipoti disoccupati. Così nel film arriviamo a una soluzione estrema: Valentino dovrà sposare l’anziana zia Lucia!».

Visto che firmate anche la regia, mi dite come vi siete diretti l’un l’altro?
Ficarra: «Valentino è un attore dalle straordinarie capacità comiche, di cui io solo conosco il segreto. Nel senso che gli altri pensano che reciti, mentre io so che è proprio scemo. L’unico problema è che è secchione, studia il copione e con lui è sempre “buona la prima”. E questo mi costringe a fare lo stesso. Una rabbia…».
Picone: «Quello che la gente non sa di Salvo è che in realtà viene da Bergamo Bassa, e solo il suo maniacale metodo alla De Niro gli ha permesso di apparire credibile come siciliano. È anche ritardatario, indisciplinato e rissoso. Io come regista lo sprono sempre a fare del suo peggio. Così è più comico».

Ma tra voi due, dite la verità, chi è la «spalla»?
Ficarra: «Queste per noi sono categorie vecchie, superate. Oggi io faccio la clavicola e lui il menisco».

Vabbè cambiamo argomento. Il 13 novembre sarete a «Zelig» nell’insolita veste di presentatori con Ilary Blasi.
Ficarra: «Come, non c’è più Bisio? Ecco perché all’improvviso c’erano tutti quei pettini nel camerino!».
Picone: «In realtà andiamo ancora a fare gli ospiti. Solo che invece dei soliti cinque minuti ci prendiamo due ore».

E a marzo vi aspetta «Striscia».
Picone: «E già, Ricci ci dice sempre: “Voi portate a Striscia la primavera”».
Ficarra: «Peccato che poi ci metta i bastoni tra le ruote in diretta. Chessò, mi telefona e dice: “Di’ a Valentino che è proprio uno stupido”».

Perché lo fa?
Ficarra: «Un po’ è una tecnica per farci dare il meglio. E un po’ è che lui è fatto proprio così: è il classico spettatore che davanti alla tv si indigna e grida: “Ora telefono e gliene dico quattro”. Per fortuna è l’unico che ha il numero diretto!».