16 Ottobre 2017 | 15:06

«IT»: con Pennywise la paura torna al cinema

Il grande ritorno in sala del capolavoro horror di Stephen King, 27 anni dopo la miniserie con Tim Curry

 di Valentina Barzaghi

«IT»: con Pennywise la paura torna al cinema

Il grande ritorno in sala del capolavoro horror di Stephen King, 27 anni dopo la miniserie con Tim Curry

Foto: Bill Skarsgård nei panni del pagliaccio Pennywise

16 Ottobre 2017 | 15:06 di Valentina Barzaghi

A più di un mese di distanza dalla sua uscita internazionale, il 19 ottobre approda anche in Italia «IT». Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, pubblicato per la prima volta nel 1986 e diventato da subito un classico della letteratura di genere, il film è firmato dal pressoché sconosciuto Andrés Muschietti («Mamà») che riesce - nonostante l’opera di King sia complessa da portare sul grande schermo nella sua completezza tematica - a regalarci un buon horror, ma soprattutto una splendida storia d’amicizia.

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La storia

È l’ottobre del 1988 quando a Derry, nel Maine, il piccolo Georgie esce di casa in una giornata di pioggia per far navigare la barchetta di carta costruita con il fratello maggiore Bill, costretto a casa dall’influenza. Il suo gioco non ha però vita lunga: la barchetta, trasportata dall’acqua, finisce in un tombino. Mentre Georgie prova a recuperarla, un viso di pagliaccio appare dallo scolo fognario e il bambino scompare per sempre.

Ma non è il solo: un anno dopo, nella cittadina, sono diversi i giovanissimi svaniti nel nulla. Bill, che non si rassegna alla morte del fratello, aiutato dai suoi inseparabili amici, con cui forma il cosiddetto ‘club dei perdenti’ - un gruppo di classici adolescenti nerd bullizzati a scuola - decide di far chiarezza sugli eventi. La causa assumerà i tratti mostruosi di un pagliaccio di nome Pennywise il Clown.

La serie tv anni '90

Generazioni di figli degli anni Ottanta sono rimasti traumatizzati da «IT» a causa della mini-serie tv andata in onda in due parti nel 1990. Nei panni di Pennywise c’era lo spaventoso Tim Curry («The Rocky Horror Picture Show») che incarnava perfettamente il simbolo per eccellenza della paura. IT, infatti, è un’entità maligna la cui esistenza precede quella dell’Universo, un demone che si risveglia ogni 27 anni e di cui quello da clown è solo uno dei volti che assume nel corso della sua esistenza. Rivista ora, a causa dell’evidente scarso budget produttivo o alla poca fedeltà al romanzo, la serie ci fa sorridere, tanto che non giustifichiamo come sia riuscita ad agire sulla nostra psiche di bambini in modo così devastante.

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La storia d'amicizia

L’«IT» di Muschietti, come dicevamo, è un horror che gioca con classici stilemi di genere, ma è soprattutto una splendida storia d’amicizia. ‘Il club dei perdenti’, così come si definisce il gruppo di sette amici, è il cuore pulsante di «IT». Se individualmente Bill, Richie, Eddie, Stanley, Beverly, Ben e Mike non ce la fanno nemmeno a tener testa ai bulli della scuola, insieme riescono a sconfiggere paure sia reali (il difficile rapporto coi genitori) sia immaginarie (il pagliaccio).

«Esiste un confine, una zona, dove i ragazzini sono troppo grandi per credere a Babbo Natale e al Coniglio Pasquale, ma hanno ancora paura che ci possa essere qualcosa sotto al letto una volta spente le luci. Volevo mettere questi ragazzini nella situazione in cui sono gli unici a vedere questa creatura, perché credono ancora nei mostri. E al contempo, sono più grandi dei bambini che sono totalmente inermi, mentre loro riescono a intraprendere una qualche reazione» dice Stephen King parlando della scelta di avere questi ragazzi come eroi del suo libro. Con chiari riferimenti a cult tematici come «Goonies» e «Stand by me», Muschietti ‘batte il ferro finché è caldo’ sul successo di un immaginario alla «Stranger Things», per portare al cinema nostalgici e nuovi adepti eighties.

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La paura

«La paura universale, ci accomuna tutti. E cosa esiste di più terrificante di qualcosa che non attacca la vostra persona, ma le vostre paure più profonde?» s’interroga Andrés Muschietti.

«IT» è giocato su due piani di paura: quello della realtà, che è caratterizzato dal difficile rapporto dei protagonisti coi coetanei, ma soprattutto con i genitori, e quello della fantasia, in cui la realtà si rispecchia e s’amplifica trasfigurandosi in irreali creature spaventose. Se quando eravamo piccoli, di «IT» ci ha terrorizzato il pagliaccio-mostro, oggi abbiamo paura dei significati che questo porta con sé.

L’«IT» di Muschietti gioca bene con la tensione e la paura dello sfarfallio delle luci, degli oggetti che prendono vita, del buio e del sangue, ma ciò che rende davvero grande il suo thriller horror è l’aver ben rappresentato gli incubi di una vita: i mostri che ti catturano da molto giovani, che provi a combattere con tutte le tue forze, ma poi ritornano. IT, la cosa, è il suo nome non a caso: per ciascuno può assumere significati diversi.

Il pagliaccio

Stephen King nel romanzo descrive IT come un pagliaccio vestito con un costume argentato, una cravatta blu, un colletto increspato e dei pon pon arancioni. Nella versione televisiva di Tim Curry è un clown stile ‘circense’, a metà tra Ronald McDonald e la celebre ‘star tv’ Bozo (pagliaccio che aveva un suo programma tra gli anni ’60 e i ’70).

Quello recentemente creato da Muschietti e splendidamente interpretato da Bill Skarsgård, invece, porta alla sua massima espressione la folle teatralità di Pennywise, attraverso un vestito che la costumista Janie Bryant ha disegnato in stile elisabettiano con ornamenti medievali e rinascimentali, a simboleggiare come il mostro sia a Derry da centinaia d’anni.

Il nuovo IT, inoltre, ha un aspetto molto più fanciullesco dei suoi predecessori, con occhi grandi e guance rosate, che lo rendono ancora più inquietante perché è una figura all’apparenza innocente che però compie cose terribili. 

Il cast

La risata, la fisicità e l’espressioni di Bill Skarsgård rendono il suo IT davvero iconografico. Classe 1990, figlio di Stellan e fratello di Alexander, lo abbiamo visto recentemente anche in «Atomic Blonde» e nella saga «Divergent», ma siamo certi sentiremo ancora moltissimo parlare di lui. Per trovare i ragazzini protagonisti, invece, la produzione si è sottoposta a casting davvero estenuanti. I nostri preferiti in assoluto sono la strepitosa Sophia Lillis nei panni della coraggiosa e bellissima Beverly Marsh, e Jeremy Ray Taylor in quelli del cicciottello Ben Hanscom: un ragazzino dotato di un’intelligenza eccelsa, nonché un vero eroe romantico.

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Il sequel

Così come il romanzo e il suo prequel televisivo, anche il nuovo «IT» è diviso in due parti: quella attuale racconta l’adolescenza del gruppo di ragazzi negli anni ’80, mentre la seconda sarà ambientata tra 27 anni, quando i sette amici ormai adulti si rincontreranno a Derry per uccidere una volta per tutte Pennywise, tenendo così fede al patto di sangue fatto quando erano piccoli. Il secondo episodio dovrebbe uscire nel 2019 e dietro alla camera con tutta probabilità ci sarà ancora Muschietti. Sugli interpreti, invece, non si hanno ancora notizie.

Il Trailer

Le Curiosità

• una volta che la trasformazione di Bill Skarsgård in IT è stata completata, la produzione ha deciso di nasconderlo ai ragazzini per provocare in loro reazioni spontanee di paura.

• nell’idea originale di Stephen King, la cittadina di Derry è costruita su quella di Bangor, nel Maine, dove l’autore abita con la sua famiglia. Quando Muschietti ha scoperto che Bangor era inagibile per questioni logistiche, ha optato per ricreare Derry a Port Hope, in Ontario, Canada.

• la colonna sonora di «IT» è stata composta da Benjamin Wallfisch, che ha preso come riferimento le sinfonie classiche dei film d’avventura anni ’80. Il tema di Pennywise, invece, è una canzone per bambini del XVIII secolo intitolata «Oranges and Lemons» che alcuni storici ritengono sia legata al ‘sacrificio infantile’. Non a caso, è un motivetto allegro, con un marcato retrogusto oscuro.