21 Ottobre 2016 | 17:10

«Piuma»: essere in dolce attesa… a 18 anni!

Due ragazzini alle prese con la gravidanza: parlano i protagonisti del film

 di Paolo Fiorelli

«Piuma»: essere in dolce attesa… a 18 anni!

Due ragazzini alle prese con la gravidanza: parlano i protagonisti del film

Foto: Blu Yoshimi di Martino e Luigi Fedele

21 Ottobre 2016 | 17:10 di Paolo Fiorelli

Lui dice: «Quando arrivano le difficoltà il Samurai se ne rallegra». «Forse perché è scemo!» risponde lei. Ferro e Cate parlano chiaro. Hanno 18 anni, idee spesso diverse e un bambino in arrivo. Tutti li criticano, ma diventare papà e mamma a 18 anni è davvero così terribile?

Intorno a questo interrogativo ruota «Piuma» il film di Roan Johnson, presentato a Venezia e prodotto dalla stessa squadra di «Braccialetti rossi» (non a caso nel cast c’è anche Brando Pacitto, che qui interpreta il migliore amico di Ferro e Cate). La sincerità tenera e brutale con cui viene affrontato l’argomento nasce «dalle reali discussioni che abbiamo avuto sul tema io e la mia compagna» racconta il regista. «Ma è chiaro che trasferirle nella realtà di due diciottenni le rende ancora più forti».

Trovare i protagonisti non è stato facile. «I due ruoli sono molto complessi e quindi ci servivano ragazzi con una maturità eccezionale. Blu Yashimi l’abbiamo trovata abbastanza presto, ma per il ragazzo, dopo 1200 provini, ero davvero disperato. Mi ero quasi rassegnato ad alzare l’età dei personaggi ma il produttore Carlo Degli Esposti giustamente si è impuntato: “Devono avere 18 anni o non sarà la stessa cosa” ha detto. Aveva ragione. Poi abbiamo scovato Luigi Fedele, che ha un’intelligenza formidabile ed è perfetto per la parte».

Entrambi gli interpreti dimostrano un’inaspettata «saggezza»: ma come reagirebbero davvero nella situazione del film? «Penso che a 18 anni non sei ancora cresciuto abbastanza per diventare genitore» dice Luigi «ma se capita e uno decide di assumersi questa responsabilità, lo ammiro».

Le cose che più colpiscono uno spettatore «matusa» di oltre 40 anni, come chi scrive, sono tre: nel film lei sembra molto più matura di lui, il romanticismo latita (non si dice mai «ti amo») e non c’è traccia di conflitto generazionale (anzi, quasi quasi sono i figli a consolare i genitori della «disgrazia»»). Dice Blu: «Le ragazze sembrano più a loro agio con i sentimenti, però in fondo anche lui se la cava: tentenna, ma alla fine si dimostra responsabile e, col suo ottimismo, la incoraggia ad andare avanti».  E Luigi: «Io non sento nessun bisogno di “ribellarmi” ai genitori, e se mi guardo in giro, tra i miei coetanei, vedo che è lo stesso. Sarà che ormai i padri-padroni non esistono quasi più, semmai sono fin troppo amiconi. E allora, ribellarsi a cosa?».

A proposito di padri: menzione d’onore a Sergio Pierattini, che interpreta il papà di Ferro. Un divertentissimo toscano «prigioniero dei romani»: perde la testa di fronte alla notizia, sfiora il divorzio, e sul figlio non sembra riporre troppa fiducia, tanto da sbottare: «Ma ’sta ragazza poteva pure trovarsi qualcuno di meglio, dai!». Perché alla fine i più terrorizzati sono proprio i futuri nonni: i due ragazzi a momenti li devono consolare e far loro da «badanti». È incoscienza? «Io parlerei piuttosto di leggerezza, una qualità che ti aiuta a non arrenderti, a non smettere di sognare quando tutto sembra remare contro» ribatte il regista. «Questo è il motivo per cui Ferro e Cate daranno alla bambina il nome Piuma. E io l’ho dato al film».

LA SCHEDA DEL FILM

Regia: Roan Johnson
Attori: Blu Yoshimi di Martino, Luigi Fedele, Brando Pacitto
Genere: commedia
Durata: 98'
Trama: Alla vigilia dell’esame di maturità, Ferro e Cate scoprono di aspettare un bambino. E decidono di tenerlo. Al tempo stesso sono tormentati dai dubbi: staranno facendo la cosa giusta? Al «dibattito» partecipano comicamente parenti, amici e conoscenti. E mentre i genitori si infuriano e i figli decidono di fuggire di casa (ma solo per andare dal nonno, che vive al piano di sopra...), alla fine emergono le ragioni profonde della loro scelta.