20 Luglio 2013 | 19:25

Giffoni 2013, 20 luglio: Mira Sorvino con suo padre Paul, Ruggero di «Violetta» e…

La seconda giornata della 43esima edizione del Giffoni Film Festival prosegue con un Blu Carpet molto «familiare». Protagonisti di questo pomeriggio sono stati infatti i primi ospiti internazionali: Paul e Mira Sorvino...

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Giffoni 2013, 20 luglio: Mira Sorvino con suo padre Paul, Ruggero di «Violetta» e…

La seconda giornata della 43esima edizione del Giffoni Film Festival prosegue con un Blu Carpet molto «familiare». Protagonisti di questo pomeriggio sono stati infatti i primi ospiti internazionali: Paul e Mira Sorvino...

20 Luglio 2013 | 19:25 di

La seconda giornata della 43esima edizione del Giffoni Film Festival prosegue con un Blu Carpet molto «familiare». Protagonisti di questo pomeriggio sono stati infatti i primi ospiti internazionali: Paul e Mira Sorvino. L’attrice americana, premio Oscar nel 1996 per «La Dea dell’amore» di Woody Allen, è arrivata accompagnata dal papà regista e dai due figli Mattea (scritto così al femminile) e Johnny. Alla Cittadella del cinema sono stati sottoposti a un fuoco incrociato di domande da parte della giovane platea, alla fine del quale hanno ricevuto il Giffoni Experience Award.

Una buona notizia per i fan di Mira: l’attrice sta per iniziare le riprese dell’ottava (e forse ultima) stagione di «Psych», la serie tv in cui interpreta il capo della sezione investigativa della Polizia di Santa Barbara, Betsy Branningan. Per il cinema, invece, ha appena ultimato le riprese di «Quitters» mentre dopo Germania e Francia dovrebbe arrivare anche in Italia «Union Square»: «Un film
diretto dalla regista italoamericana, Nancy Savoca, in cui si racconta la storia di una famiglia di origini italiane e Mira interpreta una delle due sorelle, quella «un po’ matta» spiega lei ridendo. «È bravissima in questo ruolo» dice orgoglioso papà Paul (155 film all’attivo tra cui «Streghe verso nord» di Giovanni Veronesi nel 2001), che presto girerà un film dal titolo «Carnevale del diavolo» in cui interpreta Dio. «Ho cercato di distorglierla dall’idea di diventare attrice. Prima ho voluto che si laureasse ad Harvard. Poi ha scelto di fare lo stesso questo lavoro e ora sono molto fiero della sua carriera» dice Paul che conclude svelandoci quanto gli sarebbe piaciuto recitare ne «Il Postino» o in «Ladri di biciclette» del suo regista-mito Vittorio De Sica.

Altra accoppiata padre/figlio che ha fatto il suo ingresso trionfale sulla passerella del GFF, dopo aver tenuto una master class a 100 ragazzi, è stata quella formata dal regista di «Vincere» Marco Bellocchio, che torna dopo 10 anni, e dal figlio Pier Giorgio, appena visto nella serie «In Treatment» su Sky. Entrambi si sono detti entusiasti di questa manifestazione . «I ragazzi mi hanno stupito per la preparazione e l’acutezza delle domande» spiega Marco. Padre e figlio lavoreranno insieme a teatro con il capolavoro di Cechov «Zio Vanja», mentre il regista nei prossimi giorni tornerà dietro la cinepresa per girare un film in costume: «La prigione di Bobbio», basato sul vero racconto di una nobile del 1600 costretta a farsi suora.

Ma non è finita. Perché a scaldare il popolo dei più giovani ci ha pensato Ruggero Pasquarelli, ex concorrente di «X Factor» diventato una star grazie alla telenovela targata Disney Channel, «Violetta». La sua esibizione, in cui oltre a rispondere a decine di domande dei giovani fan scatenati ha anche imbracciato la chitarra per cantare, è stata accolta con urla e in alcuni (parecchi) casi da lacrime irrefrenabili. Un vero fenomeno. Ma con i piedi per terra.

Piccolo dietro le quinte. Ieri sera, durante una cena nel meraviglioso scenario del Convento San Francesco, Ruggero si è trasformato per una volta lui in fan e ha chiesto di fare una foto insieme a Francesca Cavallin (e non è stato certo il solo!), eclettica e affascinante attrice che in autunno vedremo accanto a Luca Zingaretti nella miniserie «Adriano Olivetti – La forza di un sogno».

Anche lei è stata ospite ieri al Giffoni: È stata la mia prima volta ed è stata un’esperienza meravigliosa. I ragazzi mi hanno fatto domande intelligenti, originali. Mantengono una purezza d’animo e di pensiero che a volte ti spiazza».

L’attrice ci ha spiegato che non farà più «Un medico in famiglia» per non rimanere imprigionata nel personaggio di Bianca. «Mi sono presa una pausa dal lavoro per dedicarmi di più a figlio di 7 anni». Anche se le piacerebbe molto fare qualcosa legato alla sua grande passione: l’arte (ha una laurea in Lettere Moderne e ha insegnato storia dell’Arte all’università di Verona e di Padova): «Magari condurre un programma che spieghi l’arte alla gente». Capito il messaggio?