21 Luglio 2013 | 19:40

Giffoni 2013, Dario Argento critica Federico Zampaglione: «Non è il mio erede, lo crede lui, non io»

La terza giornata del Giffoni Film Festival, flagellata da un nubifragio impietoso che ha mandato a monte tutta la scaletta degli appuntamenti (e soprattutto il Blu Carpet), ha visto come protagonisti l'angelica Jessica Chastain e l'oscuro Dario Argento...

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Giffoni 2013, Dario Argento critica Federico Zampaglione: «Non è il mio erede, lo crede lui, non io»

La terza giornata del Giffoni Film Festival, flagellata da un nubifragio impietoso che ha mandato a monte tutta la scaletta degli appuntamenti (e soprattutto il Blu Carpet), ha visto come protagonisti l'angelica Jessica Chastain e l'oscuro Dario Argento...

21 Luglio 2013 | 19:40 di

Quando si dice il diavolo e l’acqua santa. La terza giornata del Giffoni Film Festival, flagellata da un nubifragio impietoso che ha mandato a monte tutta la scaletta degli appuntamenti (e soprattutto il Blu Carpet), ha visto come protagonisti l’angelica Jessica Chastain e l’oscuro Dario Argento.

L’attrice americana, per ben due volte candidata al premio Oscar («The Help», «Zero Dark Thirty»), è arrivata accompagnata da nonna e presunto fidanzato, l’imprenditore italiano Gianluca Passi. Accolta con un’ovazione dai ragazzi si è commossa per il video che le hanno dedicato: «È la prima volta che mi accade una cosa del genere». Dolce, affascinante, elegantissima strizzata in un abito rosso, ha spiegato che nel 2014 lavorerà in tre film: «Miss Julie», diretta da Liv Ullman. «Interstellar» di Christopher Nolan e nell’horror di Guillermo Del Toro «Crimson Peak». La star non soffre certo di «troppa popolarità». Ha infatti raccontato di essersi iscritta a un corso di cucina a New York e di riuscire a frequentarlo senza essere assediata dai paparazzi. «Anzi, una ragazza non riconoscendomi mi ha perfino detto che assomigliavo a Jessica Chastain…».

Poi è stata la volta del lato oscuro della giornata. Dario Argento, arrivato quasi scappando dalla folla che gli chiedeva inutilmente di fermarsi per firmare alcuni autografi, non ha risparmiato qualche frecciatina a chi gli chiedeva se Federico Zampaglione, cantautore e regista di «Tulpa» (il suo terzo horror, interpretato dalla compagna Claudia Gerini, ora nelle sale), fosse davvero il suo erede: «Non c’entra niente con me. Lui si crede il mio erede, non io…». Altra stoccata al cinema horror americano: «Ormai è nelle mani delle banche che cercando il profitto puntano su film splatter, pieni di effetti speciali ma senza suspense, grazie ai quali incassano soldi».

Dopo di che, Argento si è aperto nel modo asciutto e semplice che lo contraddistingue. Ha raccontato, per esempio, che il primo «trauma» della sua vita fu quando da bambino andò a vedere «Amleto» a teatro: «Quando apparve il fantasma stetti talmente male da avere le convulsioni». Non solo. «Da adolescente fui costretto per molte settimane a letto. In quelle giornate da solo a casa prendevo dalla libreria di mio padre alcuni libri. Un giorno mi capitarono tra le mani i racconti di Edgard Allan Poe e per me furono una folgorazione e una rivelazione».

Cosa lo spaventa davvero? «La mia parte oscura, quella che tutti hanno ma molti ignorano. Ed è proprio grazie al fatto che io so raccontarla che i miei film hanno successo in tutto il mondo, perché sono universali. Io vi mostro il mio inferno interiore, girare questi film non serve a esorcizzare le mie paure, ma a soddisfare il bisogno di comunicare con il pubblico. Alla gente piace avere paura perché è uno dei sentimenti più forti, così vicino alla morte e alla violenza, anche se si sa che quelle immagini non usciranno dallo schermo ed è tutta finzione». Per finire, gli abbiamo chiesto se si spaventa a guardare i suoi film. Ci ha risposto così, con un’immagine che ricorda davvero uno dei tanti racconti del suo autore preferito, Allan Poe: «Non mi spaventano quando li guardo. Ho paura quando li immagino. Mentre li scrivo, da solo e inizia a fare buio. L’idee si assommano e mi viene l’ansia…». Grazie, maestro.