07 Marzo 2013 | 10:44

Il grande e potenze Oz, Il lato positivo e gli altri: la guida di Sorrisi ai film del weekend

La guida di Sorrisi ai film in uscita questo weekend, dal prequel di «Il mago di Oz» al film che ha portato l'Oscar a Jennifer Lawrence, fino alle nuove commedie italiane con Angela Finocchiaro e Claudia Gerini.

 di

Il grande e potenze Oz, Il lato positivo e gli altri: la guida di Sorrisi ai film del weekend

La guida di Sorrisi ai film in uscita questo weekend, dal prequel di «Il mago di Oz» al film che ha portato l'Oscar a Jennifer Lawrence, fino alle nuove commedie italiane con Angela Finocchiaro e Claudia Gerini.

Foto: di Harmony Korine

07 Marzo 2013 | 10:44 di

«Il grande e potente Oz» di Sam Raimi

Potremmo chiamarlo «Oz nel mondo delle meraviglie». Infatti ci sono molte somiglianze tra il nuovo kolossal della Disney firmato da Sam Raimi (ma non era un regista horror?), e quello diretto tre anni fa da Tim Burton. In entrambi i casi il protagonista è alla ricerca del vero se stesso. E in entrambi i casi scopre un mondo meraviglioso e pieno di personaggi fantastici.
Se però «Alice in Wonderland» era un sequel, con una Alice ormai cresciuta che incontrava di nuovo il Bianconiglio, qui siamo di fronte al «prequel» di un altro grande classico: «Il mago di Oz» diretto nel 1939 da Victor Fleming.
Va bene, va bene: si tratta di un film assurto a leggenda soprattutto negli Stati Uniti, dove qualsiasi bambino sa cantare a memoria «Over the Rainbow», e molto meno da noi. E forse il pubblico italiano non ha un insaziabile desiderio di sapere da dove venissero il grande Mago di Oz (che poi era un cialtrone, e lo è anche in questo film) o la Strega Verde. Ma di sicuro resterà incantato dalla fantasmagoria in 3D creata dallo scenografo Robert Stromberg e dal mago degli effetti speciali Scott Stokdyk (tre Oscar in due), tra città di smeraldo, bolle di sapone usate come aeroplani e paesaggi mozzafiato. Agli effetti speciali si devono anche i due personaggi più originali del film: una scimmietta con le ali e una bambolina di porcellana (che il protagonista salva riattaccandole con un po’ di colla le gambe orribilmente amputate).
Sono loro ad accompagnare nel suo viaggio Oscar (James Franco), un mago da quattro soldi trasportato da un uragano nel mondo di Oz (proprio come era successo a Dorothy-Judy Garland 74 anni fa). Qui, con sua grande sorpresa, scopre che tutti lo credono un mago vero e dotato di mirabolanti poteri (in fondo a Oz il soprannaturale è di casa) e si aspettano di essere governati da lui. Il nostro eroe accetta, ma deve combattere due terribili streghe (Rachel Weisz e Mila Kunis), mentre la buona Glinda (Michelle Williams) è la sua unica alleata. Lo spirito è quello del primo film, e può forse sembrare un po’ ingenuo per gli spettatori di oggi. Ma a questo c’è rimedio: basta tornare bambini.

(Paolo Fiorelli)

«Il lato positivo» di David O. Russell

Non è facile descrivere i percorsi della mente, l’abbandono, il dolore, lo sguardo di chi ti vede diverso, la voglia di amare e ricominciare e… la sindrome bipolare. Eppure il regista David O. Russell (quello di «The fighter») ci prova, e alla fine riesce a commuovere e far sorridere allo stesso tempo, inseguendo la pazza storia di Pat Solatano (Bradley Cooper) e di Tiffany (Jennifer Lawrence). Sono entrambi feriti nell’anima, ma desiderosi di trovare il lato positivo della vita, un senso che illumini le loro giornate. Magari in una gara di ballo da disputare insieme. Tratto dal romanzo dell’americano Matthew Quick (in Italia è edito da Salani) e candidato a ben 8 premi Oscar, alla fine il film ha vinto una sola statuetta, ma pesante: se l’è guadagnata la deliziosa Jennifer Lawrence come migliore attrice protagonista. Un’affermazione che resterà nella storia, anche per il clamoroso capitombolo dell’attrice al momento della consegna del premio.

(Barbara Mosconi)

«Amiche da morire» di Giorgia Farina

Il trio è ben assortito. Cristiana Capotondi è la mogliettina forse tradita, Claudia Gerini la prostituta forestiera, Sabrina Impacciatore la ragazza con la nomea di portajella. Rinchiuse negli stereotipi dell’isoletta del Sud retriva e omertosa, le tre donne faranno lega per proteggere i propri segreti dal giudizio della gente e dalle indagini della polizia. Commedia sui condizionamenti sociali, «Amiche da morire» diverte con tre mattatrici che recitano alla pari su toni diversi, mentre Vinicio Marchioni, il Freddo del «Romanzo criminale» in tv, salta dall’altra parte della barricata e diventa commissario di polizia. Dirige Giorgia Farina, esordiente nel lungometraggio ma già pluripremiata per i suoi corti, su sceneggiatura di Fabio Bonifacci (quello di «Amore, bugie e calcetto» e «Lezioni di cioccolato»).

(Alberto Anile)

«Just like a woman» di Rachid Bouchareb

Marilyn ha un marito parassita, la musulmana Mona una suocera che la odia perché non le ha dato nipoti. Unite dalla passione per la danza del ventre, le due donne fuggono vendicando i torti maschili e celebrando l’amicizia femminile. Il modello è «Thelma e Louise», ma il risultato è lontano. Marilyn è Sienna Miller, Mona è l’incantevole Golshifteh Farahani di «About Elly».

(A. An.)

«Ci vuole un gran fisico» di Sophie Chiarello

Le disavventure di Eva, una donna sulla soglia dei 50. Opera prima di Sophie Chiarello, è una commedia sulla crisi di mezza età, virata al femminile. Oltre all’irresistibile Finocchiaro, il cast è ricchissimo: l’uomo misterioso che entra nella vita di Eva è Giovanni (ma appaiono anche Aldo e Giacomo), il cantante Elio veste i panni dell’ex marito, mentre la figlia ribelle è Antonella Lo Coco dello show «X Factor».

(F. C.)

«Spring breakers» di Harmony Korine

Lo spring break in Usa è il periodo di dissolute vacanze primaverili degli studenti. Quattro ragazzine le trascorrono seminude a ubriacarsi e sballare, fino a diventare le lolite di uno spacciatore sciroccato. Tecnicamente ben girato, il film cerca lo shock ed è un inno ormonale agli eccessi adolescenziali.

(A. An.)

«La cuoca del presidente» di Christian Vincent

il sogno di ogni cuoco diviene realtà per Hortense, assunta come responsabile delle cucine dell’Eliseo. Una deliziosa commedia «culinaria», liberamente ispirata a una storia vera: quella di Danièle Mazet-Delpeuch, che cucinò per Mitterrand alla fine degli Anni 80. Gustosa.

(F. C.)