16 Maggio 2013 | 07:24

Il Grande Gatsby, con Leonardo DiCaprio rivive a Cannes il romanzo di F. Scott Fitzgerald

Una cosa bisogna dirla: era difficile immaginare un ruolo che andasse più a pennello al divino Leonardo. Sognatore, ottimista, favoloso, eppure tormentato: Gatsby è lui. «Sono stato fedele allo spirito del romanzo» giura il regista Baz Luhrmann...

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Il Grande Gatsby, con Leonardo DiCaprio rivive a Cannes il romanzo di F. Scott Fitzgerald

Una cosa bisogna dirla: era difficile immaginare un ruolo che andasse più a pennello al divino Leonardo. Sognatore, ottimista, favoloso, eppure tormentato: Gatsby è lui. «Sono stato fedele allo spirito del romanzo» giura il regista Baz Luhrmann...

Foto: Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan

16 Maggio 2013 | 07:24 di

In America è già Gatsby-mania. E il libro di Francis Scott Fitzgerald, che ha 88 anni, è di nuovo schizzato in cima alle classifiche dei bestseller. Ovviamente c’è lo zampino del cinema. Dal 10 maggio è nelle sale, dopo mesi di attesa (era annunciato per Natale), la nuova versione per lo schermo di «Il grande Gatsby» con Leonardo DiCaprio nel ruolo principale. Il film ha ha aperto ieri sera il Festival di Cannes e arriva oggi nelle nostre sale.

Una cosa bisogna dirla: era difficile immaginare un ruolo che andasse più a pennello al divino Leonardo. Sognatore, ottimista, favoloso, eppure tormentato: Gatsby è lui. E quando, dopo mezz’ora di spasmodica trepidazione, il divo appare finalmente sullo schermo, tra lo sfarzo di fuochi di artificio in 3D e l’assordante musica di Gershwin, il film raggiunge il suo culmine. Certo, i puristi avranno un bel gridare al sacrilegio: sì, è vero, sullo schermo appare l’Empire State Building, che all’epoca doveva ancora essere costruito. E lo stesso vale per le copie dell’«Ulisse» di Joyce, che non era ancora pubblicato. E anche l’idea di raccontare l’«Era del Jazz» con le canzoni rap di Jay-Z sembra una provocazione. Ma lo stile barocco e sgargiante del regista Baz Luhrmann (quello di «Romeo + Giulietta» e «Moulin Rouge!») è adatto a far rivivere l’ubriacatura di lusso dell’America sull’orlo della Grande Crisi del 1929. E con il 3D, sembra veramente di entrare nei sontuosi salotti di Gatsby.

«Sono stato fedele allo spirito del romanzo» giura infatti il regista. E aggiunge DiCaprio: «Quando mi ha offerto la parte, non ho esitato. Il bello di Gatsby è che è arrivato dal nulla e ha creato un intero mondo a sua immagine e somiglianza. Ci sono in lui il sognatore romantico, il gangster pericoloso, l’innamorato perso… tutti racchiusi in un solo personaggio. Cosa può chiedere di più un attore?».

Tutto vero. Eppure, a conti fatti, la grandezza del capolavoro di Fitzgerald resta per il cinema come la luce verde sul molo di Daisy: così vicina, eppure irraggiungibile.