19 Agosto 2009 | 16:56

Il ministro Luca Zaia risponde a Giuseppe Tornatore (e a Sorrisi)

«Andremo tutti a vedere 'Baarìa' di Tornatore e ci guarderemo bene dal chiamarlo Bagheria». Lo ha dichiarato Luca Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, in seguito all'intervista al regista Giuseppe Tornatore pubblicata sul n° 34 di «Sorrisi», in edicola da martedì scorso. «Spero che "Baarìa" possa riportare l'argomento del dialetto su un terreno corretto. Una cosa è riconoscere importanza ai dialetti che scompaiono, altra cosa è strumentalizzarli a fini politici come fa la Lega» aveva detto Tornatore...

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Il ministro Luca Zaia risponde a Giuseppe Tornatore (e a Sorrisi)

«Andremo tutti a vedere 'Baarìa' di Tornatore e ci guarderemo bene dal chiamarlo Bagheria». Lo ha dichiarato Luca Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, in seguito all'intervista al regista Giuseppe Tornatore pubblicata sul n° 34 di «Sorrisi», in edicola da martedì scorso. «Spero che "Baarìa" possa riportare l'argomento del dialetto su un terreno corretto. Una cosa è riconoscere importanza ai dialetti che scompaiono, altra cosa è strumentalizzarli a fini politici come fa la Lega» aveva detto Tornatore...

19 Agosto 2009 | 16:56 di

Giuseppe Tornatore sul set del film «Ba'aria»
Giuseppe Tornatore sul set del film «Baarìa»

Regista premio Oscar per «Nuovo Cinema Paradiso», Giuseppe Tornatore sta per presentare a Venezia «Baarìa», una «commedia epica» ambientata nella Bagheria del secolo scorso. La pellicola sarà distribuita in due versioni, una in lingua italiana, destinata alle sale della penisola, e una in «baarioto», il dialetto di Bagheria, che andrà invece nei cinema siciliani e del resto del mondo.

In un momento politico di crescente contrapposizione tra Nord e Sud e di continue prese di posizione sui dialetti da parte della Lega Nord, la pellicola è chiaramente destinata ad alimentare la discussione. E Tornatore, nella sua intervista a «Sorrisi», lo ha confermato, prendendo posizione contro il modo in cui a suo parere la Lega ha utilizzato il tema: «Spero che “Baarìa” possa riportare l’argomento del dialetto su un terreno corretto. Una cosa è riconoscere importanza ai dialetti che scompaiono, altra cosa è strumentalizzarli a fini politici come fa la Lega».

Ripresa da alcuni quotidiani, l’opinione di Tornatore ha colpito l’attenzione del ministro leghista Luca Zaia, che in un comunicato ufficiale ha deciso di dire la sua sull’argomento. Il ministro approfitta dell’occasione per tentare di tirare dalla sua parte l’ancora inedito «Baarìa»; e facendo riferimento a un altro celebre film interamente parlato in dialetto, diretto da un regista stavolta bergamasco, rivendica l’attenzione storica della Lega Nord verso quelle che chiama «lingue materne», ossia i dialetti.

«Certo, non è la prima volta», prosegue il ministro nella sua nota, «che un grande regista dimostra la fondatezza di quanto stiamo affermando in questi giorni a proposito della necessaria e dovuta riscoperta delle lingue materne. Basti ricordare “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, che trent’anni fa riscosse un grande successo in Italia e all’estero, pur senza contenere nessun riferimento all’italiano. Diciamo che questa volta, a differenza del passato, il film si propone non solo come opera cinematografica, alla quale auguriamo ogni successo, ma anche come laboratorio per un’idea, quella della valorizzazione delle lingue materne, che è molto più che una provocazione».

Alberto Anile