26 Febbraio 2009 | 21:00

Anne e Kate, la strana coppia

Nel film «La mia migliore nemica» Anne Hathaway e Kate Hudson (anche produttrice), intepretano due personaggi diversi come l’acqua e l’olio: la prima mora, elegante, umile, non ricca, la seconda bionda, buffa, ricca, aggressiva. Sorrisi ha incontrato le due attrici a Roma. Argomento di discussione? Matrimoni, uomini, amicizia e cinema.

 di

Anne e Kate, la strana coppia

Nel film «La mia migliore nemica» Anne Hathaway e Kate Hudson (anche produttrice), intepretano due personaggi diversi come l’acqua e l’olio: la prima mora, elegante, umile, non ricca, la seconda bionda, buffa, ricca, aggressiva. Sorrisi ha incontrato le due attrici a Roma. Argomento di discussione? Matrimoni, uomini, amicizia e cinema.

26 Febbraio 2009 | 21:00 di

Anne Hathaway e Kate Hudson (@kikapress)
Anne Hathaway e Kate Hudson (@kikapress)

Il film è esattamente come te lo immagini, semplice e divertente, e senza un grammo di inutile volgarità. Racconta di due superamiche per la pelle che, temendo di dover rinunciare al proprio sogno, si trasformano in supernemiche. Il pepe ce lo mette la frenesia nuziale, quella particolare agitazione che coglie le ragazze in età di matrimonio quando devono organizzare i propri fiori d’arancio. Nel film «La mia migliore nemica», l’isteria raggiunge livelli epici: perché il grande sogno di Liv (Kate Hudson) ed Emma (Anne Hathaway), coltivato fin dall’infanzia, prevede che la celebrazione avvenga al Plaza di New York. Tra l’altro il destino (ovvero gli sceneggiatori Greg DePaul, Casey Wilson e June Diane Raphael) s’intromette con due belle coincidenze: i rispettivi fidanzati richiedono la loro mano negli stessi giorni; e una segretaria strafottente prenota per errore il Plaza nello stesso giorno per entrambe. Una delle due, perciò, dovrà capitolare, ma non prima di essersi battuta con tutta se stessa.

Se la pellicola di Gary Winick diverte senza mai annoiare si deve anche alle due protagoniste, Kate Hudson (anche produttrice) e Anne Hathaway, che intepretano due personaggi diversi come l’acqua e l’olio: la prima bionda, buffa, ricca, aggressiva, la seconda mora, elegante, umile, con meno mezzi. Abbiamo incontrato le due attrici a Roma, e abbiamo parlato con loro di matrimoni, di amicizia e di cinema.

Ma voi ce l’avete nella vita una vera amica del cuore?

HATHAWAY: «Oh sì. È una mia cugina, proprio il tipo di amica con la quale posso essere me stessa fino in fondo, e per la quale – se ne avesse bisogno – lascerei tutto. Da poco, purtroppo, ha perso il padre, mio zio. C’è una scena un po’ triste nel film, in cui Liv ed Emma si vedono per la prima volta entrambe con l’abito bianco; in genere quando giro non penso alla mia vita privata, ma in quel momento ho immaginato cosa potrebbe significare per mia cugina arrivare alla sua cerimonia senza il papà al fianco».

HUDSON: «Io ho un gruppo affiatato di sei amiche, ma ce n’è una in particolare, che conosco da quando avevo 10 anni, che è quasi una sorella. Si chiama Diane: è molto diversa da me, spesso litighiamo ma ci vogliamo bene; durante lo sviluppo del film un po’ di lei è finito nel personaggio di Emma».

Nella realtà avete conosciuto due spose folli come quelle che avete interpretato?

HATHAWAY: «Come loro no. Ma conosco ragazze che si sono comprate l’abito bianco ancora prima di conoscere la persona da sposare. C’è chi dice che porta sfortuna., ma per me è solo un a pessima idea. Col tempo si cresce e ci si evolve, soprattutto se incontri una persona che ti piace e che ti fa scoprire una nuova parte di te; e allora cosa te ne fai di un vestito costato migliaia di dollari che a quel punto non ti piace più?».

HUDSON: «Io sui matrimoni ho sentito delle storie pazzesche. Se le avessimo inserite nel film avremmo rischiato il divieto ai minori di 18 anni. Non posso neanche raccontarle, è roba da Tv super-trash».

A guardare il vostro film sembra che il matrimonio negli Usa sia una vera ossessione femminile. Miss Hathaway, invece, ha scelto la convivenza, mentre mrs. Hudson ha già divorziato.

HUDSON: «Non sono mai stata il classico tipo da matrimonio, forse perché i miei genitori non erano sposati. Finchè non incontrai Chris [Robinson, n.d.r.], che un giorno mi fece la proposta. Anche se, in effetti, non fu una vera e propria richiesta di matrimonio, quattro mesi dopo ho fatto mente locale e l’ho rimproverato: “Ma tu non mi hai mai chiesto veramente in sposa!”. È stata comunque una cosa naturale, quasi venuta dal nulla. A un certo punto della vita tutte le donne, quando incontrano una persona con cui stanno bene e vogliono avere dei figli, hanno un sentimento del genere».

HATHAWAY: «Io ho convissuto, non mi sono sposata, e mi sta benissimo, non ci trovo nulla di male. Alcuni si trovano più a loro agio con un legame tradizionale, altri convivendo, ma credo che non bisogna giudicare un rapporto da questo. Non sposarsi non è una minaccia ai valori; e non giudico male chi decide di avere un legame tradizionale. L’amore va sempre bene».

Ma se un giorno si sposasse come immagina il suo matrimonio?

HATHAWAY: «Non lo immagino. Non sto cercando di sviare la domanda, è che non ci penso proprio. E poi non sono una che pianifica, ci sono cose inevitabili nella vita, ma il matrimonio non è una di queste. Nel caso succedesse, so che vorrei sicuramente la mia famiglia. E tanta musica: per non sbagliare porterei sia un deejay sia una band dal vivo».

Ma gli uomini americani sono così proni alle fidanzate come quelli del film?

HUDSON: «Bè, no. In effetti il film si concentra soprattutto sulle donne, che come tutte a un certo punto perdono il lume della ragione. In questi casi, e penso che gli uomini riescano a capirlo molto bene, loro ci guardano senza riuscire a capirci. E se ne vengono fuori con battute come quella che dice uno di loro nel film, “Questo è il momento sbagliato per dimostrare di essere pazze!”».

Il vero tema del film non è il matrimonio perfetto ma l’amicizia perfetta.

HUDSON: «Ecco perché volevo fare questo film. Presentiamo le ragazze con qualche stereotipo, le prendiamo in giro, ma la morale è quella che ripeteva spesso mia mamma [l’attrice Goldie Hawn, n.d.r.]. Quando si è sposato mio fratello, abbiamo organizzato una festa per la mia futura cognata. Eravamo tutte donne: a un certo punto mia madre ha fatto un brindisi, dicendole di guardarsi intorno, e ricordandole che gli uomini vanno e vengono mentre quel gruppo l’avrebbe sempre aiutata, anche nei tempi difficili».

HATHAWAY: «Quando ero più giovane ero convinta che si dovesse e si potesse essere amici con tutti. Poi ho scoperto che non è così, che le persone sono molto diverse fra loro, che a volte ci vuole del tempo prima di conoscersi. Ma, anche se raro, è molto bello avere un legame istintivo con un’altra persona che non ti giudica, con cui puoi essere sempre te stessa perché sai che verrai semplicemente accolta e amata».

È difficile interpretare un ruolo da protagonista di un film sapendo di esserne anche la produttrice?

HUDSON: «Ho seguito la nascita del film durante la preparazione, ma quando ho iniziato a recitare ho cercato di lasciare gli aspetti finanziari alla mia socia. Una volta ingaggiato come regista Gary Winick, il film è diventato suo, io volevo essere la sua attrice, non il suo capo. Naturalmente ci sono stati momenti difficili, difficoltà logistiche, fondi non sufficienti, location che non riuscivamo a ottenere, scene da modificare. Nel cinema raramente le cose vanno come le si è pianificate. Ma alla fine questa grande sfida, durata ben cinque anni, è stata ripagata, anche perché il film ha avuto in Usa un bel successo».

Secondo miss Hathaway sono possibili le amicizie femminili nel mondo dello spettacolo?

HATHAWAY: «Direi di sì. Emily Blunt, che ho conosciuto sul set del “Diavolo veste Prada”, è una delle mie migliori amiche, e col tempo lo siamo sempre di più. Putroppo a volte nel nostro ambiente è difficile vedersi spesso, ma un’amica che fa lo stesso lavoro, è almeno più comprensiva».

E adesso che direzione prenderanno le vostre carriere?

HATHAWAY: «Mi piacerebbe poter leggere il mio futuro. Ho appena completato “Alice nel paese delle meraviglie” con Tim Burton, ma al momento, che ci crediate o meno, sono disoccupata».

HUDSON: «Io ho appena finito di girare “Nine”: ho passato due mesi in un scuola di ballo con ballerini quasi tutti italiani, e mi sono divertita da morire. E lì ho anche avuto la fortuna di recitare con Sofia Loren: una bellezza fenomenale e una presenza straordinaria!».

di Alberto Anile