24 Aprile 2013 | 06:12

Iron Man 3, torna nelle sale il supereroe Marvel interpretato da Robert Downey Jr.

Ci sono supereroi buoni fino al midollo, come Superman o l’Uomo Ragno. E poi c’è quello spaccone di Iron Man alias Tony Stark. Presuntuoso, irascibile, irritante eppure amatissimo: Iron Man 3 debutta nel mondo per battere i record d'incasso di «The Avengers»...

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Iron Man 3, torna nelle sale il supereroe Marvel interpretato da Robert Downey Jr.

Ci sono supereroi buoni fino al midollo, come Superman o l’Uomo Ragno. E poi c’è quello spaccone di Iron Man alias Tony Stark. Presuntuoso, irascibile, irritante eppure amatissimo: Iron Man 3 debutta nel mondo per battere i record d'incasso di «The Avengers»...

Foto: Robert Downey Jr.

24 Aprile 2013 | 06:12 di

Ci sono supereroi buoni fino al midollo, come Superman o l’Uomo Ragno. E poi c’è quello spaccone di Iron Man alias Tony Stark. Presuntuoso, irascibile, irritante. Un miliardario che quando ritrova una vecchia fiamma le dice: «Ti prego, adesso non dirmi che ho un figlio di 12 anni che mi aspetta in macchina». O che vestendosi davanti allo specchio commenta: «Cavolo, è in momenti come questo che capisco quanto sono super!». Sono solo due battute dell’attesissimo «Iron Man 3», nelle sale da giovedì 24 aprile con l’obiettivo preciso di eguagliare o addirittura superare l’incredibile incasso di «The Avengers», il film di cui lo stesso Iron Man era protagonista insieme con altri supereroi: 1,6 miliardi di dollari (la Disney non aveva mai guadagnato tanto con un solo film, neppure con «Pirati dei Caraibi»).

Ma qual è l’arma segreta di Iron Man? Più che l’armatura d’acciaio è l’ironia. E quella la deve tutta all’attore/autore che lo interpreta (e che ne ha regalata molta anche all’altro eroe che lo ha consacrato: Sherlock Holmes). Stiamo parlando di Robert Downey Jr., un tipo davvero eccentrico anche in quella comunità di «pazzi-ma-creativi» comunemente chiamata Hollywood. E non tanto perché nel tempo libero suona e canta con la sua band e ha pubblicato anche un bel disco rock. Per fare un esempio, quando è andato in Giappone per presentare il primo capitolo della saga di Iron Man, Downey Jr. è stato fermato e bandito per sempre dal Paese del Sol Levante. Motivo? La sua fedina penale non è esattamente immacolata e contempla diversi arresti per droga (e possesso di armi), ragione per cui fu anche cacciato dal cast del popolare telefilm «Ally McBeal» nel 2002. Del resto con la sua bizzarra biografia (un papà che gli fa fumare spinelli e poi cerca di farne un ballerino classico, finché lui fugge a New York e campa facendo la «scultura vivente» per strada) che ci si poteva aspettare?

Ma questa, ormai, è storia. Da quando Robert, con un gesto simbolico, ha bruciato i suoi vecchi abiti nel cortile di casa (letteralmente!) è davvero cambiato. Ed è rimasto solo quel certo gusto di stupire nelle sue dichiarazioni, che poi regala anche ai suoi personaggi. Qualche chicca: «Preoccuparsi è come pregare perché quello che vuoi evitare accada». «Il mio talento di attore? Sono un mentitore fantastico». «Non giudico più la gente. E sapete perché? Perché ho capito che c’è un po’ di bastardo anche nell’uomo più buono e un po’ di eroe in ogni bastardo».

Del nuovo film, dove affronta Ben Kingsley, cattivissimo terrorista Mandarino (un po’ Fu Manchu, un po’ Bin Laden), invece dice: «La cosa più difficile è venire incontro alle attese della gente. Tutti questi fan che ti dicono “non vorrai mica rovinare la saga, eh?”». Credo che non li deluderemo. Il mio personaggio affronta una crisi senza precedenti e si ritrova a farlo con le sue nude forze, perché il Mandarino lo spoglia di ogni risorsa tecnologica. Non solo: il rapporto con Pepper (interpretata da Gwyneth Paltrow, ndr) raggiunge il vertice, ma non vi dico come. E il finale è sorprendente… Insomma, se questa fosse l’ultima volta che vesto l’armatura di Iron Man, sarei comunque contento, perché credo che non si può fare meglio di così». Questa è la granitica opinione di Robert Downey Jr. Almeno finché non arriverà nelle sale «The Avengers 2» e poi, chissà, «Iron Man 4».