31 Gennaio 2013 | 13:25

Les Misérables, Looper e gli altri: la guida di Sorrisi ai film del weekend

Quasi tre ore filate di canzoni. La prima è entusiasmante. La seconda coinvolgente. La terza... beh, se avete il fisico e siete amanti forsennati dei musical, vi godrete anche quella. Se no, forse è meglio dare un’occhiata a cos’altro c’è nelle sale questa settimana.

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Les Misérables, Looper e gli altri: la guida di Sorrisi ai film del weekend

Quasi tre ore filate di canzoni. La prima è entusiasmante. La seconda coinvolgente. La terza... beh, se avete il fisico e siete amanti forsennati dei musical, vi godrete anche quella. Se no, forse è meglio dare un’occhiata a cos’altro c’è nelle sale questa settimana.

Foto: con Bruce Willis

31 Gennaio 2013 | 13:25 di

«Les Misérables» di Tom Hooper

Quasi tre ore filate di canzoni. La prima è entusiasmante. La seconda coinvolgente. La terza… beh, se avete il fisico e siete amanti forsennati dei musical, vi godrete anche quella. Se no, forse è meglio dare un’occhiata a cos’altro c’è nelle sale questa settimana. In una stagione di filmoni rigorosamente sopra le due ore, «Les Misérables» non sfugge alla regola e assalta gli spettatori con una sequela mozzafiato di numeri musicali senza neppure un intermezzo di dialogo, o un raccordo parlato, quasi avesse una fretta indiavolata di passare da una scena madre all’altra. L’apertura è grandiosa, con il coro dei condannati che trascinano in porto un veliero. Poco dopo è la volta di Anne Hathaway, che entra in scena nei panni della derelitta Fantine: il suo numero «I dreamed a dream» è il picco emotivo del film, e le ha guadagnato una meritata nomination all’Oscar. Dopodiché, il film comincia ad appesantirsi, e ad alternare scene godibili a momenti deboli (di solito, quando canta Russell Crowe). Uno sprazzo di sollievo è il divertente intermezzo comico fornito da Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter, la coppia truffaldina che maltratta la bambina Cosette.

(Paolo Fiorelli)

«Looper» di Rian Johnson

Nel 2044 si potrà viaggiare nel tempo, solo che sarà illegale; il sistema verrà usato dalla mafia per spedire nel passato gli ostaggi da uccidere. Finché il giovane killer Joe (Joseph Gordon-Levitt) si trova davanti al fucile un se stesso più maturo (Bruce Willis), e l’esecuzione va a monte. Sono della partita anche Paul Dano, sfortunato collega di Joe, il boss barbuto Jeff Daniels ed Emily Blunt, che ha poteri paranormali e un figlio assai pericoloso. Nel futuro si vede qualche moto volante ma molte auto risalgono al 2010, perché la crisi economica (rassegniamoci) non sarà ancora finita e la gente non avrà cambiato vettura da trent’anni. Nulla di veramente nuovo, in fondo: «Looper» comincia come «Faccia a faccia» (pure lì Willis incontrava se stesso giovane) e prosegue come «Terminator 2», con un ragazzino speciale a cui dare la caccia. Il finale, comunque, è inaspettato. Non del tutto coerente, magari, perché i salti temporali non vanno sempre d’accordo con la logica. D’altra parte, come sbuffa Willis al bar, «se iniziamo a parlare di viaggi nel tempo ci stiamo tutto il giorno e ci ritroviamo a fare diagrammi con le cannucce».

(Alberto Anile)

«The impossible» di Juan Antonio Bayona

L’effetto più forte non è quello, pure impressionante, che riproduce l’onda dello tsunami del 2004 nel Pacifico. A colpire di più è l’espressione di sorpresa sui volti di due turisti inglesi che hanno pensato di lasciare l’inverno a casa per passare il Natale al sole, quando, nel loro albergo a cinque stelle tra le palme da cartolina, sentono uno strano rombo che sembra aver fermato il mondo. Sono solo alcuni istanti prima che, appunto, il mondo si ribalti e una spaventosa onda di acqua nera li travolga. Henry (Ewan McGregor) e Maria (Naomi Watts: per lei una nomination all’Oscar), separati dal maremoto, si dibattono in mezzo a ciò che l’apocalisse ha lasciato dietro di sé. Il film, tratto dalla storia di una sopravvissuta, è forte e commovente. Ma nel tentativo epico di dipingere la catastrofe (che ha fatto 5.000 vittime) a tratti scivola inevitabilmente nel patetico.

(Patrizia Guariento)

«The last stand» di Kim Ji-Woon

il cattivo corre su una velocissima Corvette verso il Messico, e i suoi sgherri usano il bazooka per agevolargli la fuga. Fatica sprecata: Arnold Schwarzenegger (65), maturo sceriffo di frontiera, lo fermerà a mani nude. Dopo quasi 10 anni di politica, l’ex culturista austriaco torna protagonista in un action movie vecchio stile, con un finalone western e la regia qua e là tormentata del coreano Kim Jee-woon. Il vecchio Terminator è appesantito e ha il fiatone, ma sa scherzarci sopra.

(Alberto Anile)