06 Febbraio 2013 | 01:05

Mark Wahlberg, intervista esclusiva al duro di «Broken city»

«Sei licenziato. Non mi puoi interrompere mentre sto parlando!». Che Mark Wahlberg sia un duro lo sapevamo, ma non ci aspettavamo di assistere a un licenziamento in diretta durante l’intervista che ci ha concesso per presentare «Broken City», in Italia il 7 febbraio.

 di

Mark Wahlberg, intervista esclusiva al duro di «Broken city»

«Sei licenziato. Non mi puoi interrompere mentre sto parlando!». Che Mark Wahlberg sia un duro lo sapevamo, ma non ci aspettavamo di assistere a un licenziamento in diretta durante l’intervista che ci ha concesso per presentare «Broken City», in Italia il 7 febbraio.

06 Febbraio 2013 | 01:05 di

«Sei licenziato. Non mi puoi interrompere mentre sto parlando!». Che Mark Wahlberg sia un duro lo sapevamo, ma non ci aspettavamo di assistere a un licenziamento in diretta durante l’intervista che ci ha concesso per presentare «Broken City» (in Italia da domani, giovedì 7 febbraio). Vittima, un impiegato.

«Scusi, sono stato rudemente interrotto» spiega l’attore-produttore che due anni fa ha sfiorato l’Oscar per aver prodotto «The Fighter». E riprende a parlare del suo nuovo film, dove si confronta con un altro tipo caldo del grande schermo: Russell Crowe. Il primo è un detective privato che scopre i loschi affari del secondo, un politico corrotto. E ovviamente il film è tutto giocato sul duello tra i due duri.

Mr. Wahlberg, lei e Crowe avete entrambi fama di essere molto infiammabili… avete fatto a gara a chi lo era di più, sul set?
«In un certo senso… Il regista ci ha chiesto di sfidare noi stessi e di sfidarci l’un l’altro. E l’abbiamo fatto. Era necessario, perché se non senti rivalità tra i due, se non ti chiedi durante il film chi la spunterà, allora vorrebbe dire che il film non funziona. È stato divertente sfidarci. Ma per il bene del film, non per motivi personali!»

Allora è vero che è un duro.
«Io? Lo sono quando ho bisogno di esserlo. Cerco di essere un bravo ragazzo ma se mi trovo nella condizione di dovermi proteggere, potete giurarci che lo so fare».

E l’incontro con Russell come è stato, fuori dal set?
«Ci conosciamo da un bel pezzo, ma è la prima volta che lavoriamo insieme. È stato entusiasmante. La mia scena preferita è proprio quella dove io e Russell litighiamo… ma poi, alla sera, finiva sempre con un drink insieme al regista».

È un film molto diverso da «Ted», la pazza commedia dove recitava accanto a un orso di pezza…
«Sì. «Ted» è stata una scommessa vinta. All’inizio ero molto perplesso, non lo nascondo, ma poi ho pensato che era l’occasione per provare a fare qualcosa di diverso. E lo stesso ho pensato quando Michael Bay mi ha chiesto di essere nel cast del nuovo “Transformers”: non vedo l’ora di essere sul set».

Lei è una specie di sopravvissuto: doveva salire su uno degli aerei dirottati l’11 settembre, ma poi ha cambiato piano all’ultimo momento…
«Non ci penso spesso. Ma certo, sono cose che ti fanno pensare che può succederti di tutto, in ogni momento. Io ho la fede che mi sostiene e cerco di fare la cosa giusta. E godermi la vita».

La tv la guarda?
«La guardo e la produco. “Boardwalk Empire” è il top, è scritto e recitato alla grande, e non lo dico perché lo produco io. Mi piacerebbe anche recitarci, ma non voglio che la gente si distragga e dica: ehi, ma quello non è Mark Wahlberg?».