29 Agosto 2017 | 17:40

I supereroi al cinema: non solo film per ragazzi

5 film che hanno per protagonisti i personaggi che vengono dal mondo dei fumetti e che vi consigliamo di vedere anche se non siete più dei bambini o dei nerd incalliti

 di Stefano Della Villa

I supereroi al cinema: non solo film per ragazzi

5 film che hanno per protagonisti i personaggi che vengono dal mondo dei fumetti e che vi consigliamo di vedere anche se non siete più dei bambini o dei nerd incalliti

Foto: «Deadpool» al cinema è interpretato da Ryan Reynolds

29 Agosto 2017 | 17:40 di Stefano Della Villa

Negli ultimi anni, i cinema di tutto il mondo sono stati invasi da eroi in calzamaglia, fenomeni mascherati, adolescenti convinti di potersi lanciare dal settimo piano senza nemmeno rompersi un’unghia. Sono i cinecomics, i film che hanno per protagonisti i supereroi e che sono tratti dai fumetti. Se pensate che siano “cose per bambini” o film per nerd incalliti, vi invitiamo a ricredervi: ecco una lista di cinque super-film che pur avendo protagonisti bizzarri e mascherati, possono davvero piacere a tutti.

Captain America – Civil War

Il pantheon degli eroi Marvel entra in profonda crisi: non essendoci più (o “non ancora”) un cattivone che possa tenere testa ai muscoli di Hulk o al martellone divino di Thor, i supereroi combattono contro loro stessi! In un angolo del ring, Tony Stark (Robert Downey Jr) alias Iron Man, favorevole a una supervisione “umana” degli Avengers; dall’altro Steve Rogers (Chris Evans), il muscoloso Captain America, che invece pretende assoluta libertà per i supereroi. Sullo sfondo, il sordido complotto dei resti dell’Hydra, che semina distruzione in mezzo mondo. Inutile dire che lo scontro intestino tra Avengers è epico e memorabile come pochi momenti nella storia dei cinecomic. Il climax lo raggiunge nella titanica battaglia dell’aeroporto di Lipsia, dove appare – per la prima volta in film degli Avengers – anche Spider-man.

Lo chiamavano Jeeg Robot

Anche gli italiani sanno fare i cinecomic! Dopo Salvatores e il suo Il ragazzo invisibile (che vi consigliamo di vedere, se ve lo siete perso), è arrivato a inizio 2016 Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti, e ha lasciato tutti a bocca spalancata. Siamo nei sobborghi della Capitale, dove Enzo (un formidabile Claudio Santamaria) cerca di sopravvivere ai margini della società. Inseguito dalla polizia dopo un furtarello, finisce nel Tevere, proprio dove sono accatastate delle scorie radioattive. Dopo qualche tempo, Enzo scopre di aver acquisito dei poteri da vero super-eroe: può saltare dal tetto di un palazzo senza rompersi le gambe, o picchiare più forte di qualsiasi pugile. Inizierà a usare questi poteri per rubacchiare bancomat (intendiamo, interi bancomat!) e provare colpi sempre più audaci, ma l’amore per Alessia lo riporterà in carreggiata. Il “villain” è Lo Zingaro (lo strepitoso Luca Marinelli), che da solo vale il film ed è più credibili di tanti "colleghi" cattivoni d'oltreoceano. Quando siamo entrati in sala per vedere per la prima volta Lo chiamavano Jeeg Robot, serpeggiava il timore di scontrarsi con un cinecomic “de noantri”: invece, siamo usciti con un sorriso stampato a trentadue denti, dopo aver verificato che i cinecomic italiani possono tranquillamente vedersela con quelli a stelle e strisce, e anzi risultare persino più sporchi, realistici e toccanti.

Batman Begins

È lo spartiacque tra il Batman “vecchio stile”, quello di Adam West e di Micheal Keaton, e il Cavaliere Oscuro “moderno”, più convincente e verosimile. Merito, non ci sono molti dubbi, del regista, quel Christopher Nolan capace dei miracoli visivi di Inception o dell’ormai imminente Dunkirk. Toni scuri e storie drammatiche, che rendono giustizia al miglior Batman mai apparso su grande schermo – secondo noi anche del più recente Batman V Superman. Batman Begins svela le origini del mito di Batman: Bruce Wayne (l’inossidabile Christian Bale) ha lasciato Gotham City e ha vagato per il mondo, finendo in uno spietato penitenziario senza regole ai confini del nulla in oriente. Qua incontra un emissario della Setta delle Ombre, che lo invita nella fortezza di Ra’s Al Ghul (Liam Neeson), il leader della misteriosa congrega. Wayne fugge dal penitenziario e inizia un addestramento ai limiti dell’umano (cosa che spiega la sua superiorità nei combattimenti corpo a corpo futuri contro i delinquenti di Gotham City). La prova finale, però, non è nelle corde di Wayne: decide quindi di lasciare la setta, scelta che non viene presa benissimo da Ra’s Al Ghul e i suoi sgherri. Rientrato a Gotham City, Wayne scopre che il suo patrimonio e le sue aziende stanno andando in rovina: decide quindi di riprendere in mano le sue aziende e vestire l’armatura di Batman per riportare un po’ di ordine nel suo mondo. Se questo film vi piace (e come potrebbe essere altrimenti?), non perdetevi gli altri due episodi della trilogia, Il Cavaliere oscuro e Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno, diretti sempre da Nolan.

Deadpool

Un film con i supereroi vietato ai minori? Negli USA, Deadpool si è guadagnato il rating “R”, ovvero niente bambini non accompagnati. Basta vedere i primi minuti del film per rendersi conto che tutto sommato, oltreoceano, non avevano poi tutti i torti. Il protagonista del film è Wade (Ryan Reynolds, magari l'avete visto in Self/less e nel recente Life), un mercenario sboccato e senza scrupoli che lavora per il miglior offerente: il punto di ritrovo è un bar molto losco, dove tra una birra e un incarico fuorilegge, il futuro Deadpool si innamora della bella Vanessa. Purtroppo, il destino è in agguato: il mercenario scopre di avere un male incurabile. Pur di non soccombere al cancro, accetta la proposta di una specie di “internazionale del crimine” che sperimenta su di lui dei composti chimici ignobili. Molte cavie finiscono male, ma Wade diventa un supereroe, anche se sfigurato dall’incendio che conclude la sua permanenza nel misterioso centro. Da lì in poi, Deadpool avrà una sola missione: vendicarsi dei cattivoni che lo hanno ridotto male, e riuscire a dire più parolacce in un film che in un raduno mondiale degli scaricatori di porto. Un’avventura dal ritmo eccellente e dagli effetti speciali clamorosi, con un personaggio che spesso parla direttamente allo spettatore (rompendo la cosiddetta “quarta parete”). Irriverente, violento e sboccato: perfetto per una serata 16+!

Watchmen

Cui custodiet ipsos custodes? Chi controlla i sorveglianti? Se lo chiedeva Giovenale nel I secolo dopo Cristo, e se lo sono chiesti anche Alan Moore e Dave Gibson, gli autori del fumetto originale, diventato poi film grazie al regista Zack Snyder (quello di 300 e dell’imminente Justice League). Racconta di un gruppo di super eroi, molto caratterizzati e bene assortiti, che intervengono regolarmente sulle vicende degli umani – per esempio, influenzando l’esito della guerra in Vietnam e dando un vantaggio non indifferente allo Zio Sam rispetto all’Unione Sovietica. Il team di supereroi deve però affrontare una nuova minaccia: uno dei membri viene misteriosamente ucciso, e questo è solo l’inizio di un gigantesco complotto globale. La trama di Watchmen è ingarbugliata come un thriller e ricca di colpi di scena, ma vi consigliamo questo film (e il fumetto da cui è tratto, che è un vero capolavoro tra le graphic novel) soprattutto per i personaggi, convincenti e realistici anche quando indossano una maschera da gufo o da femme fatale. L’intransigenza di Rorschach, i dubbi del Dr. Manhattan, la sfrontatezza di Ozymandias, l’apparente vulnerabilità di Spettro di Seta vi faranno innamorare perdutamente. Senza dubbio, un cinecomic che può essere apprezzato pienamente solo da un pubblico adulto.