22 Ottobre 2016 | 17:59

«Captain Fantastic» vince la Festa di Roma

Alla Festa del cinema di Roma, il pubblico sceglie di incoronare vincitore il magnifico «Captain Fantastic», con un grande Viggo Mortensen. Tra gli ultimi film, «Funne» di Katia Bernardi racconta l'eccezionale impresa di un gruppo di «ragazze» ottantenni.

 di Alberto Anile

«Captain Fantastic» vince la Festa di Roma

Alla Festa del cinema di Roma, il pubblico sceglie di incoronare vincitore il magnifico «Captain Fantastic», con un grande Viggo Mortensen. Tra gli ultimi film, «Funne» di Katia Bernardi racconta l'eccezionale impresa di un gruppo di «ragazze» ottantenni.

Foto: Viggo Mortensen e Shree Crooks in CAPTAIN FANTASTIC.  - Credit: © Festa di Roma / Erik Simkins - Bleecker Street

22 Ottobre 2016 | 17:59 di Alberto Anile

E alla fine non poteva che trionfare «Captain Fantastic», un film che ha la vittoria già inscritta nel titolo. Il riconoscimento della Festa del Cinema di Roma è tanto più importante in quanto non viene dato da giurie di addetti ai lavori (il direttore artistico Antonio Monda le ha eliminate l’hanno scorso) ma direttamente dal pubblico, una massa inquieta e appassionata che è spesso più libera di chi giudica per lavoro. Il Premio del Pubblico BNL (la BNL, gruppo BNP Paribas, è il principale sponsor della Festa) è stato assegnato dagli spettatori attraverso myCicero, l’app ufficiale della Festa, e il sito stesso della manifestazione.

Di «Captain Fantastic», presentato nella selezione principale della Festa in collaborazione con la sezione Alice nella città, abbiamo già riferito qualche giorno fa in occasione della prima, ma val la pena ricordare la trama. E’ la storia di Ben, che alleva sei figli a una disciplina durissima fatta di allenamenti nella foresta e letture serali, in aperta polemica col mondo civilizzato di cui rifiuta anche l’energia elettrica; finché la morte della madre, da tempo malata, li restituisce per qualche giorno al mondo moderno facendo esplodere le contraddizioni della loro condizione.

Il film è insieme inquieto e aperto, diverte e fa riflettere, sa raccontare estremismi e scelte dolorose col sorriso sulle labbra; e lascia anche a giorni di distanza un sapore speciale di ambizione risolta, la sensazione di aver passato due ore a ragionare di ideali; di essersi divertiti, sì, ma di essersi divertiti «giusto». E’ una caramella che ci si continua a rigirare per la mente, e che sembra non sciogliersi mai.

Il merito della riuscita va innanzitutto al regista, Matt Ross (questa è la sua opera seconda), che ebbe un’infanzia vagamente simile a quella dei figli di Ben, e che ha saputo portare avanti un progetto nato indipendente e sviluppato alla fine senza le major di Hollywood, portandolo prima al Sundance Festival di Robert Redford, poi a Cannes (dove è stato premiato) e ora a Roma.

Ma una parte del merito va anche a Viggo Mortensen, interprete di questo magnifico Captain Fantastic che coltiva un sogno contro tutto e contro tutti, un attore immerso nel film fino al midollo, e che sa comunicare anche in silenzio, con uno sguardo o una smorfia, la tensione dell’uomo vero, del padre responsabile, che persegue un solo obiettivo: crescere al meglio i suoi figli.

Cercatelo al cinema, questo «Captain Fantastic», a partire dal 7 dicembre. Non vi deluderà.


L’annuncio del premio arriva nella penultima giornata della Festa di Roma. Che nel frattempo, e fino alla fine, continuerà a macinare titoli su titoli.

Uno degli ultimissimi che segnaliamo si chiama «Funne», sottotitolo «le ragazze che sognavano il mare». E' un documentario della trentina Katia Bernardi, e racconta la buffa storia di un gruppo di «ragazze» ottantenni o giù di lì che animano un circolo femminile nel freddo e selvaggio centro di Daone. «La loro vita è sempre stata lì», dice la regista, «in quel piccolo paesino sperduto tra le montagne, con i mariti a lavorare in miniera, crescendo i figli a croste di polenta e a mungere vacche in gelidi inverni».

A un passo dai vent’anni dell’associazione, che le anziane signore vorrebbero festeggiare con la classica gita, la scarsità di fondi le fa giungere a un passo dallo scioglimento. Le «funne» («donne» in dialetto trentino) reagiscono prima organizzando la vendita di un calendario, in cui saranno effigiate loro stesse, e poi ingaggiando un nipote abile con Internet per istituire una campagna di crowdfunding (una raccolta di fondi offerti on line). L’obiettivo non è tanto salvare il circolo, ma soprattutto quello di organizzare l’agognata gita, grazie alla quale la maggior parte di loro potrà per la prima volta vedere il mare. E alla fine ci riusciranno, perché, come dice la regista, «quelle montagne le hanno rese forti e indistruttibili, e le hanno aiutate a non avere paura di nulla».

Realizzato dal produttore Alessandro Carroli, «Funne» è dotato di spirito giocoso e tono favolistico, ma al di là della tenerezza di Erminia, Armida, Iolanda e tutte le altre protagoniste, sorprende perché raccoglie in presa diretta sogni delusioni ed entusiasmi, trasformando quello che avrebbe potuto essere un curioso documentario in una storia di fiction che pare reportage, e viceversa. Quasi un film «normale», che infatti, prima del debutto sul canale 9 di Discovery, arriverà anche al cinema.

Chi poi avrà voglia di saperne di più, potrà leggere la versione cartacea, il libro «Funne» della stessa Katia Bernardi, edito già da qualche mese per i tipi di Mondadori.