06 Settembre 2017 | 15:54

Film italiani in concorso a Venezia: «Ammore e malavita»

Il musical sulla malavita dei Manetti bros. sbarca al Lido per Venezia 74

 di Valentina Barzaghi

Film italiani in concorso a Venezia: «Ammore e malavita»

Il musical sulla malavita dei Manetti bros. sbarca al Lido per Venezia 74

Foto: «Ammore e malavita»

06 Settembre 2017 | 15:54 di Valentina Barzaghi

È una panoramica su Napoli ad aprire «Ammore e malavita», il film dei Manetti Bros. in concorso a Venezia 74: una dichiarazione di come la città, per i registi, non sia solo un’ambientazione, ma l’essenza di tutto il film. Napoli e Camorra: il binomio è oggi talmente abusato, tra cinema e serie tv "esportabili", che i Manetti ci tengono subito a mettere in chiaro che non si andranno ad aggiungere alla lunga coda. Ci catapultano su un tour bus diretto a Scampia, dove un improbabile accompagnatore organizza con i locali una divertente messa in scena per regalare ai turisti stranieri l’esperienza che si aspettano dal posto: quella della paura, dei borseggiatori e dei criminali.

I Manetti Bros. tornano a Napoli dopo «Song 'e Napule» (2013), per rivisitare una delle sue forme artistiche più emozionanti e popolari: la sceneggiata, ovvero il dramma musicale. Il risultato è un film inusuale e ben girato che a Venezia 74 ha regalato grandi momenti di divertimento. 

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Ciro (Giampaolo Morelli) è un algido serial killer. Lavora al fianco di Don Vincenzo (Carlo Buccirosso) e sua moglie Donna Maria (Claudia Gerini) da quando era un ragazzino rimasto orfano che il malavitoso ha accolto in casa propria e addestrato. Insieme a lui, l’inseparabile compagno Rosario (Raiz - Gennaro Della Volpe), con cui forma il temuto duo"‘Le tigri". La notte in cui Don Vincenzo lo incarica di uccidere un’infermiera che ha visto troppo, la vita di Ciro subisce un brusco stop. L’algido sicario, infatti, riconosce in lei Fatima (Serena Rossi), l’amore adolescenziale mai dimenticato e a cui nulla si può opporre.

Un musical che non ci si aspetta

In un film che non perde mai il ritmo, i Manetti Bros. si divertono a giocare con i generi e la scelta di costruire un impianto narrativo sul tema trito della Camorra a Napoli, dunque, risulta più che altro finalizzata alla sperimentazione dietro alla macchina da presa. Amore, morte, tradimento, onore e violenza: è grazie al musical che i due registi riescono ad affrontare tematiche profonde e ostiche in modo leggero, lavorando in modo inconsueto sulla messa in scena. Non solo: lo fanno senza mai dimenticare di far ridere e aggiungendo chicche di regia che finiscono per regalare al pubblico esattamente il film che non si aspetta. Che è un bene

I blockbuster americani

In «Ammore e malavita», inoltre, i Manetti Bros. portano la spettacolarizzazione a un livello più alto, giocando con i cliché dei film d’azione a stelle e strisce. Con la scusa che Donna Maria - una spassosissima Claudia Gerini - è un’amante dei blockbuster americani, tra cui i film su James Bond sono i suoi preferiti, non solo i suoi due killer sono stati addestrati e combattono come degli 007, ma anche l’intreccio di trama, parte da un imbroglio da lei architettato dopo aver visto un film della saga.

A Venezia 74

Molto applauditi, i Manetti Bros. hanno conquistato Venezia 74 con il loro anticonformismo e la loro simpatia. Nonostante, come loro stessi ironizzano, sono in gara con big della scena cinematografica internazionale accanto a cui rischiano di sembrare ‘la Sambenedettese che va giocare al Bernabeu contro al Real Madrid’, «Ammore e malavita» è la bella sorpresa del Festival di Venezia 2017, oltre che un film chefinalmente disinnesca umanizzando una città e i suoi abitanti.

Da non perdere, il film arriverà nelle sale italiane il 5 ottobre per 01 Distribution.