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26 Settembre 2016 | 15:00

Fuocoammare di Rosi in corsa per la nomination agli Oscar 2017

Il documentario premiato a Berlino con l’Orso d’oro è il film scelto per rappresentare l’Italia ai prossimi Academy Awards

 di Marianna Ninni

Fuocoammare di Rosi in corsa per la nomination agli Oscar 2017

Il documentario premiato a Berlino con l’Orso d’oro è il film scelto per rappresentare l’Italia ai prossimi Academy Awards

 - Credit: © 01 Distribution

26 Settembre 2016 | 15:00 di Marianna Ninni

È Fuocoammare il film italiano scelto come candidato a miglior film in lingua straniera dai commissari incaricati dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali). Il documentario di Gianfranco Rosi, premiato a Berlino con l’Orso d’oro, è il film che proverà a superare le prossime selezioni per conquistare un posto in nomination agli Academy Awards e rappresentare l’Italia agli Oscar 2017.

La vicenda raccontata da Rosi è attuale ed è chiaro che la scelta di questo film rispetto agli altri candidati - Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, Suburra di Stefano Sollima, Pericle il Nero di Stefano Mordini, Indivisibili di Edoardo De Angelis e Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno - voglia privilegiare più l’impegno documentaristico sull’intrattenimento, facendosi testimone del drammatico arrivo dei barconi.

Rosi mostra il dramma attraverso l’arrivo dei migranti, i controlli, le visite mediche, i soccoritori che, insieme al medico dell’isola Pietro Bartolo, si impegnano per accogliere questi uomini e queste donne. A tutto ciò, Rosi lega anche un’altra vicenda, quella di Samuele, un ragazzino che trascorse le sue giornate in giro per esplorare i luoghi dell’isola, giocare con la fionda, osservare la vita degli abitanti e ascoltare i racconti della nonna, che spiega al nipote, e di conseguenza anche a noi spettatori, il significato del termine “fuocoammare”, parola nata ai tempi della guerra in cui si aveva paura di uscire in mare a pescare. Accostando l’esistenza di Samuele all’arrivo degli migranti, Rosi prova ad aprire gli occhi degli spettatori, troppo disinteressati o pigri, proprio come l'occhio che scopre di avere il giovane Samuele nel corso del film, a un dramma a tutti noi molto vicino. 

Un monito a riflettere, ad aprire lo sguardo di fronte a una realtà documentata e raccontata con cura e attenzione e che speriamo possa colpire anche i critici dell’Academy e regalare a questo film, e all'Italia, l’attenzione che meritano.