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15 Ottobre 2016 | 17:50

L’ultimo saluto di Wajda

Alla Festa del Cinema di Roma, l'ultimo film del grande regista polacco. E un toccante dramma familiare con Casey Affleck e Michelle Williams.

 di Alberto Anile

L’ultimo saluto di Wajda

Alla Festa del Cinema di Roma, l'ultimo film del grande regista polacco. E un toccante dramma familiare con Casey Affleck e Michelle Williams.

Foto: Powidoki / Afterimage  - Credit: © Fotosy: Jaroslaw Sosinski


15 Ottobre 2016 | 17:50 di Alberto Anile

Terzo giorno alla Festa del Cinema di Roma. E' sabato, e la zona intorno all'Auditorium si riempie sempre più di persone. Nello spirito della manifestazione popolare, al contrario che a Venezia e in altri festival, la tipologia è varia e imprevedibile: c'è il cinefilo barbuto e l'anziana signora a spasso con i nipotini, il blogger onnivoro e il critico blasonato, il passante incuriosito e la fan che bivacca in attesa del red carpet. Entrare dentro l'Auditorium - Parco della Musica significa dover scansare continuamente file e drappelli, o scavalcare accampamenti di spettatori in attesa.

Foto: Festa del cinema di Roma 2016 - Credit: © Alberto Anile

Domani la media dell'età è destinata ad abbassarsi ancora per l'arrivo del cartone «Cicogne in missione» e l'incontro pubblico con Jovanotti; oggi diamo un po' di spazio a un paio di film che hanno convinto buona parte degli spettatori.

Il primo è l'ultimo film di Andrzej Wajda, il maestro polacco di «Cenere e diamanti», «L'uomo di ferro» e «Danton», che oggi avrebbe dovuto partecipare qui a un incontro pubblico e che invece è scomparso, domenica scorsa, all'età di 90 anni. Il suo ultimo film, proiettato in questi giorni alla Festa con lunghe code, è «Powidoki», titolo internazionale «Afterimage», che in italiano si può tradurre come «immagini residue». Il protagonista è una figura storica, il pittore Wladyslaw Strzeminski: secondo lui l'arte è il tentativo di restituire le immagini residue che si formano nel nostro occhio dopo aver guardato qualcosa che ci ha colpito.

Il film racconta gli ultimi giorni del pittore, strenuo difensore dell'arte astratta ma ancora di più della libertà di ogni artista. Siamo nella Polonia degli anni Cinquanta, oppressa da un regime comunista che imponeva precise regole anche agli artisti pittorici, quelle di celebrare in modo realistico la rivoluzione marxista. Strzeminski, già considerato illustre, non accetta di sottomettersi ai dettami del Partito e viene sempre più limitato ed emarginato: gli tolgono l'insegnamento, la tessera di artista, la possibilità di lavorare. Gli rimangono al fianco alcuni giovani ex allievi, e una figlia giovanissima, che sopporta con straordinaria maturità le difficoltà della vita e il carattere brusco di un padre sostanzialmente assente.

Il film è semplice, veloce, antiretorico, fruibilissimo. Rievoca una figura storica per raccontare la tensione di ogni vero artista, e il coraggio con cui un uomo dotato di personalità è in grado di reagire alle assurdità dei burattini che lo opprimono. E lo fa con due magnifiche scene: all'inizio con la finestra dell'artista oscurata da un drappo rosso inneggiante a Stalin, e alla fine con l'artista imbrigliato metaforicamente nei fili di alcuni manichini, nella vetrina di un negozio in cui si è ridotto a lavorare. Purtroppo «Powidoki» non ha ancora, assurdamente, un distributore italiano e quindi al momento non ha una data di uscita.

Foto: «Powidoki» / «Afterimage» - Credit: © Anna Wloch

Una data ce l'ha invece «Manchester by the sea», ed è il 1° dicembre (negli Usa arriverà poco prima, a metà novembre). E' la storia di Lee Chandler, che dopo aver perso in un incidente i tre figli, deve piangere anche la scomparsa di un fratello che nel testamento gli chiede di prendersi cura del nipote adolescente.

La «Manchester sul mare» del titolo non è quella inglese ma la cittadina statunitense in cui Lee è costretto a tornare, rivivendo un dolore che non è mai passato. Si tratta di elaborare una serie di lutti, ma il film di Kenneth Lonergan non sguazza nelle lacrime, anzi, alleggerisce spesso la vicenda con tocchi umoristici e flashback improvvisi. Ciò che dà sale al film è la performance degli attori, a cominciare da Casey Affleck, quasi sempre presente nell'inquadratura, che recita in sottotono il ruolo di un giovane uomo bloccato nei sentimenti da una tragedia irreparabile. Ma è bravissima anche Michelle Williams, nel breve ma intenso ruolo della moglie, protagonista di un duetto eccezionale, in cui chiede perdono, sempre sul filo della lacrime, a un marito che non sa come sfilarsi (la scena è quella della foto qui sotto). Alla Festa di Roma «Manchester by the sea» è stato, finora, uno dei film più apprezzati.

Foto: Michelle Williams, Casey Affleck - Credit: © Festa di Roma