14 Ottobre 2016 | 15:21

Oliver Stone: il coraggio di «Snowden»

Oliver Stone presenta «Snowden», il suo ultimo film, alla Festa del Cinema di Roma: una storia vera su una questione scottante

 di Alberto Anile

Oliver Stone: il coraggio di «Snowden»

Oliver Stone presenta «Snowden», il suo ultimo film, alla Festa del Cinema di Roma: una storia vera su una questione scottante

Foto: Joseph Gordon Levitt in «Snowden»  - Credit: © Festa di Roma

14 Ottobre 2016 | 15:21 di Alberto Anile

Un giornalista gli fa per errore gli auguri di compleanno. «Grazie», a Oliver Stone scappa finalmente un sorriso. «In realtà ho compiuto 70 anni da un mese ma li accetto lo stesso. Arrivato a questa tappa so che al cinema dobbiamo dire cose importanti, perché non abbiamo molto tempo da vivere».

Il secondo giorno della Festa del Cinema di Roma è dedicato in buona parte a lui, il regista di «Natural Born Killers» e «Wall Street», l'autore fiammeggiante e coraggioso che ha messo tanto spesso sotto accusa le politiche del suo paese. Con «Snowden», presentato al Festival, si dedica a un caso spinoso, ancora non risolto. «Gli americani non lo hanno mai capito bene. Nel 2013, quando è scoppiato il caso, Snowden non era tanto simpatico, la gente lo confondeva con Assange».


Foto: Joseph Gordon-Levitt e Shailene Woodley in «Snowden» - Credit: © Festa di Roma

Il protagonista, interpretato da Joseph Gordon-Levitt, è all'inizio un ragazzo patriottico, che non potendo servire il suo paese nell'esercito riesce a farsi ingaggiare nei servizi informatici della Cia, dove però, scoprirà, non si tengono sotto controllo solo i potenziali terroristi ma virtualmente ogni essere umano dotato di cellulare o computer. «All'inizio Snowden era favorevole a una sorveglianza mirata», spiega il regista, «e lo sono anch'io. Ma non c'è bisogno di controllare chiunque: per evitare l'attacco dell'11 settembre 2001 sarebbe bastato che la Cia, l'Fbi, l'Nsa e la Casa Bianca si fossero scambiati le informazioni che avevano».

Ciò che ha denunciato Snowden (che compare personalmente nell'ultima sequenza del film) è che potremmo essere spiati in ogni singolo momento della nostra vita. Dobbiamo spegnere i cellulari? «Direi soprattutto di fare attenzione», risponde Stone. «Siamo ormai tutti schedati dentro un enorme database, e ciò che oggi è lecito domani potrebbe diventare reato. Se volete un consiglio, usate la crittografia».

Girare il film non è stato affatto semplice. «Non abbiamo trovato alcun finanziatore americano. Alla fine ci siamo rivolti ai francesi e ai tedeschi, e le riprese sono state fatte in gran parte in Germania. Ad alcuni critici statunitensi è piaciuto, ad altri no, ma questo non è un film di spionaggio, è una pellicola realistica».

Nel cast ci sono anche Shailene Woodley («Divergent»), Rhys Ifans e Nicolas Cage. «Snowden» uscirà in Italia il 1º dicembre.

Intanto la Festa del Cinema ingrana: le sale si riempiono di giovani e giovanissimi, Antonio Monda esulta per un aumento dei biglietti del 15%. Oggi, tra l'altro, grande emozione per «After Image», l'ultimo film di Andrzej Wajda, l'appena scomparso maestro del cinema polacco, che avrebbe dovuto essere qui domani in un incontro pubblico. Mentre all'altro grande novantenne appena scomparso, il nostro Dario Fo, il festival ha deciso di dedicare un ricordo proiettando il film «Lo svitato», da lui scritto e interpretato nel 1956 per la regia di Lizzani.