08 Settembre 2016 | 19:18

I primi 50 anni di Adam Sandler

L'attore, che compie mezzo secolo il 9 settembre, negli Usa è una istituzione della commedia di Hollywood

 di Angelo De Marinis

I primi 50 anni di Adam Sandler

L'attore, che compie mezzo secolo il 9 settembre, negli Usa è una istituzione della commedia di Hollywood

Foto: Adam Sandler  - Credit: © Splashnews

08 Settembre 2016 | 19:18 di Angelo De Marinis

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I suoi primi 50 anni li ha passati a fare, soprattutto, autoironia, senza mai prendersi troppo sul serio: Adam Sandler, che negli Stati Uniti è una istituzione della commedia hollywoodiana, compie gli anni il 9 settembre. Nato a New York, nel quartiere di Brooklyn, da una famiglia ebraica di origine russe, figlio di Stanley, un elettricista e di Judy, un'insegnante, Sandler è oggi uno dei comici più ricchi, tanto da essere stato per due anni consecutivi il terzo attore più pagato di Hollywood, secondo la rivista “Forbes”: nel 2011 con 40 milioni di dollari e nel 2012 con 37 milioni di dollari.

Tutto cominci alla New York University, dove Sandler scopre la propria vis comica frequentando i club del campus: l'autoironia è da sempre il suo segreto, e cavallo di battaglia. «Adesso mi rendo conto di quanto sono brutto», dichiarò dopo essersi operato agli occhi per correggere un difetto alla vista. Laureatosi nel 1988, debutterà l'anno precedente quando, ancora studente, interpreterà il ruolo di Smitty - uno dei migliori amici di Theo - in quattro episodi della quarta stagione de “I Robinson”. È proprio in quell'occasione che Sandler viene notato e segnalato al celebre “Saturday Night Live”, dove dal 1990 lavora prima come autore dei testi poi come performer.

È il suo trampolino di lancio, anche se ci vogliono diversi anni prima di riuscire ad affermarsi come uno dei migliori attori comici del grande schermo. Accade nel 1995 con Billy Madison per poi ripetersi con film di grande successo commerciale come “Bulletproof” e “Un tipo imprevedibile”, entrambi del 1996 e “Prima o poi me la sposo”, del 1998. Ma non c'è solo la recitazione nella sua vita: Sandler è infatti anche fondatore della compagnia di produzione cinematografica “Happy Madison Productions”, chiamata così proprio in onore di “Happy Gilmore” (titolo originale di “Un tipo imprevedibile”) e Billy Madison.

La critica però non è sempre stata dalla sua parte, anzi. Nel 1999 recita in “Big Daddy - Un papà speciale”, ma l'unico premio che riceve è il Razzie Award come “peggiore attore protagonista”. Poco male, perché proprio sul set di “Big Daddy” conosce l'attrice Jackieline Samantha Titone, che il 22 giugno 2003 diventa sua moglie e in seguito anche la madre delle sue due figlie: Sadie Madison, nata nel 2006 e Sunny Madeline, nata nel 2008. «Con tutti i soldi che ho a disposizione, è difficile crescere i miei figli nello stesso modo con cui sono stato cresciuto io», ha rivelato tempo fa. Ma le critiche sortiranno i loro effetti, tanto che Sandler passerà dalle pellicole comiche, e spesso demenziali, a commedie più impegnate. È il caso di “Ubriaco d'Amore” (2002), per il quale riceve una nomination al Golden Globe, ma anche “Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare” (2004). Prova addirittura il genere drammatico con “Reign over me” (2007) in cui affronta il tema del lutto dopo l'11 settembre.

«Lo scopo dei miei film non è trovare una risposta, piuttosto focalizzare bene alcune domande basate su dubbi che mi vengono in mente», dichiara a margine di un'intervista rilasciata per “Men, Women & Children”, pellicola del 2014 in cui interpreta un marito apparentemente devoto che non appena ha un attimo di tempo si ritrova armato di computer pronto a cercare la escort più bella con cui intrattenersi per almeno 60 minuti. Il suo ultimo lavoro, “The Do-Over”, è dello scorso maggio: Sandler veste i panni di Max, che in occasione della venticinquennale riunione del liceo incontra un suo vecchio amico, Charlie McMillan, un uomo di mezza età con una vita molto noiosa. Grazie a un escamotage, i due decidono di rifarsi una vita in Porto Rico ma le cose non vanno mai come dovrebbero andare, soprattutto quando c'è di mezzo Adam Sandler.