27 Gennaio 2015 | 10:50

Plinio Fernando: dove incontrare la figlia di Fantozzi

Mariangela, primogenita del Ragioniere, oggi fa lo scultore e sino al primo febbraio espone le sue teste di terracotta ad Anzio (Roma)

 di Franco Bagnasco

Plinio Fernando: dove incontrare la figlia di Fantozzi

Mariangela, primogenita del Ragioniere, oggi fa lo scultore e sino al primo febbraio espone le sue teste di terracotta ad Anzio (Roma)

Foto: Lo scultore ed ex attore a casa con uno dei suoi busti.

27 Gennaio 2015 | 10:50 di Franco Bagnasco

Per gli appassionati del vip watching di culto l'occasione è quantomeno ghiotta. C'è tempo sino al primo febbraio, al Museo civico archeologico di Anzio (Roma).

Ricordate Plinio Fernando, ovvero «Mariangela, la figlia di Fantozzi», nella saga ideata da Paolo Villaggio? È uno tra i caratteristi entrati nella leggenda (insieme con Bombolo e Jimmy il Fenomeno) del cinema italiano. Ebbene, oggi Plinio (romano ma nato incidentalmente a Tunisi) ha 67 anni, fa lo scultore e si mostra a dir poco raramente in pubblico. Realizza soprattutto strane macchine e teste di terracotta, molto apprezzate dalla critica. L'occasione per incontrarlo dal vivo è la personale intitolata «S-combinazioni», che oltre alle sue opere ospita nel Museo di Anzio anche quelle della sorella Laura e di altre tre artisti.

Foto: La prima Signora Pina di «Fantozzi» (1975) con la figlia Mariangela.

Il debutto della respingente Mariangela (il suo personaggio), presa in giro crudelmente da tutti i colleghi del Ragioniere più sfortunato d'Italia (Calboni la chiamava «Bertuccia»), avvenne nel 1975 in «Fantozzi», di Luciano Salce, seguito da «Il secondo tragico Fantozzi», «Fantozzi contro tutti», «Fantozzi subisce ancora» e da una serie di titoli destinati a proseguire sino al 1993. «Oggi la mia vita è cambiata» dice Plinio. «Mi hanno chiamato per qualche reality, ma li detesto, quindi ho rifiutato. Col cinema penso di avere chiuso un ciclo. Nella vita non si sa mai, ma lo considero un capitolo chiuso. Preferisco dedicarmi ai miei lavori in terracotta, che a quanto pare piacciono molto».

Gli inguaribili nostalgici, però, ad Anzio, hanno ancora qualche chance di tornare (se non altro con la memoria) alle «fantozzate» più bieche.