26 Maggio 2009 | 02:00

Brad Pitt: «Sono un felice bastardo in guerra come in amore»

«Non c’è nessuna crisi tra me e Angelina» chiarisce l’attore, che nel film Inglourious Basterds presentato nei giorni scorsi al Festival di Cannes sfodera irresistibili baffetti. «Ho tutto ciò che desidero dalla vita tranne... un po’ di silenzio»

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Brad Pitt: «Sono un felice bastardo in guerra come in amore»

«Non c’è nessuna crisi tra me e Angelina» chiarisce l’attore, che nel film Inglourious Basterds presentato nei giorni scorsi al Festival di Cannes sfodera irresistibili baffetti. «Ho tutto ciò che desidero dalla vita tranne... un po’ di silenzio»

26 Maggio 2009 | 02:00 di

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Brad Pitt arriva un po’ in ritardo. Si toglie gli occhiali da sole e stropiccia gli occhi, sempre carismatici, ma affaticati. E spiega: «Chiedo scusa, ma sono reduce dalla festa di “Inglourious Basterds”. Abbiamo fatto tardissimo. Ecco come ti riduce la mondanità…».
In effetti Brad è stato il vero fulcro di tutto il Festival di Cannes, inseguito ovunque da una folla impazzita di fan e giornalisti. Un po’ perché «Inglourious Basterds» è l’ennesimo capolavoro di Tarantino. E un po’ perché c’è chi dice che il suo matrimonio con Angelina Jolie stia attraversando un momento difficile. Gli chiediamo se è vero. Dai suoi occhi scompare ogni segno di sonnolenza, li pianta nei tuoi e chiarisce: «Non c’è crisi tra me e Angelina. Sono voci costruite ad arte. Una volta mi irritavano. Adesso quasi mi divertono».
È per questo che sul tappeto rosso lei e Angelina vi abbracciavate? Era un modo di rispondere ai malevoli, mostrandovi sereni?
«Questo no. Non decidiamo certo cosa fare a seconda di quello che scrivono su di noi. A dire il vero, sorridevo, ma mi sentivo a disagio. È faticoso gestire tutta questa pressione. È anche per questo che abbiamo deciso di vivere in Francia».
Nel film però a un certo punto si finge italiano. Perché non passate il confine e venite ad abitare da noi?
«Ci avevo pensato, ma il mio amico George Clooney mi ha fregato, ha comprato tutte le ville disponibili! Scherzi a parte, penso che in Provenza abbiamo trovato una sistemazione ideale per i bambini. Sono circondati dal verde e possono giocare senza paura dei fotografi».
Insomma, siete alla ricerca di pace e silenzio…
«Sì. La pace l’abbiamo anche trovata, ma il silenzio non so più cosa sia. Con sei bambini dentro la stessa casa… Però è bello così».
Aveva un maestro di italiano, sul set?
«No. Anche perché in famiglia siamo tutti impegnati a imparare il francese. Per l’italiano bastava e avanzava Quentin Tarantino, che ha il culto del vostro cinema di un tempo. Abbiamo passato notti intere a discutere cosa fare, che modelli seguire. Mi diceva guarda questo e guarda quello, elencando i vostri B-movie. Avrei voluto farlo, ma a casa la tv è sempre occupata dai cartoni. E se li togli, i bambini si imbufaliscono».
Però, fare un film dove va a caccia di nemici a cui tagliare lo scalpo… Non è  preoccupato per la sua immagine?
«Sto invecchiando. È il momento di cercare ruoli nuovi, anche estremi. E per Tarantino avrei fatto qualsiasi personaggio. Girare con lui è stata un’esperienza magica».
E in effetti, il suo personaggio, il capitano Aldo detto l’Apache, è irresistibile. Ma i baffetti da dove arrivano?
«Li avevo fatti crescere per uno spot e a Tarantino sono piaciuti».
Succede mai qualcosa di divertente, in questo set?
«Be’, le riprese erano faticose e a volte qualcuno si appisolava. Così un tizio fotografava i malcapitati e appendeva le immagini su una parete in bella vista. Quentin lo chiamava “Il muro della vergogna”».
Non dica che c’è finito anche lei.
«Due volte».
Allora è proprio un dormiglione…

di Paolo Fiorelli