28 Agosto 2013 | 12:20

Venezia 70, la Mostra del Cinema parte col piede giusto: «Gravity» è un grande film. La recensione

Tredici minuti senza stacchi, senza gravità, nello spazio. Tre astronauti, la Terra sullo sfondo. Con questa complessa sequenza si apre «Gravity» di Alfonso Cuarón, film che inaugura nel modo più spettacolare la 70a edizione della Mostra di Venezia...

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Venezia 70, la Mostra del Cinema parte col piede giusto: «Gravity» è un grande film. La recensione

Tredici minuti senza stacchi, senza gravità, nello spazio. Tre astronauti, la Terra sullo sfondo. Con questa complessa sequenza si apre «Gravity» di Alfonso Cuarón, film che inaugura nel modo più spettacolare la 70a edizione della Mostra di Venezia...

28 Agosto 2013 | 12:20 di

Tredici minuti senza stacchi, senza gravità, nello spazio. Tre astronauti, la Terra sullo sfondo. Con questa complessa sequenza si apre «Gravity» di Alfonso Cuarón, film che inaugura nel modo più spettacolare la 70ª edizione della Mostra di Venezia.

Il suggestivo piano-sequenza (un artificio che il regista messicano aveva già sperimentato ampiamente nel meraviglioso «Figli degli uomini», presentato qui nel 2006) ha entusiasmato la stampa che ha assistito alla proiezione in 3D di questa mattina. La prima ufficiale è in programma stasera con i due protagonisti, Sandra Bullock e George Clooney, attesissimi sul red carpet.

Ma la presenza di due star hollywoodiane non deve trarre in inganno: «Gravity» (nelle sale da ottobre) è un grande film, inaudito e sorprendente, in cui Cuarón, sette anni dopo il suo primo passaggio a Venezia, continua a usare la tecnologia e il puro virtuosismo tecnico per spingere e ampliare il confine di ciò che è rappresentabile sullo schermo. In questo caso lo fa per restituire il senso di vuoto, di silenzio e di abbandono dello spazio profondo, con una ricchezza visiva strabiliante e un’inventiva fuori dal comune, tra ardite soggettive, fughe, improvvisi lampi horror e un clima di tensione che lascia quasi senza fiato per novanta minuti.

Con un impareggiabile senso del racconto, compattezza narrativa e un pizzico di sadismo nei confronti dei suoi personaggi, Cuarón scatena una piccola apocalisse tecnologica (svelandone poi un intento spiccatamente umanista) restituendo un grande film capace di lasciare lo spettatore in balia delle vertigini per novanta minuti. Un modo davvero straordinario di aprire la mostra del 70° anno.

GEORGE CLOONEY E SANDRA BULLOCK PRESENTANO ALLA STAMPA «GRAVITY»

IL TRAILER DI «GRAVITY»