12 Febbraio 2009 | 15:39

Brad Pitt: «Vivere al contrario mi ha fatto bene»

«Il curioso caso di Benjamin Button», nelle sale da oggi, è uno dei film più ambiziosi degli ultimi anni. E nella notte degli Oscar, con le sue 13 nomination, potrebbe fare la parte del leone. Anche il suo protagonista ha una grande ambizione: dimostrare di non essere solo bello, ma soprattutto bravo. E così l'attore si è lanciato anima e corpo in questa emozionante avventura: la fantastica storia di un uomo che nasce vecchissimo e, col passare degli anni, ringiovanisce

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Brad Pitt: «Vivere al contrario mi ha fatto bene»

«Il curioso caso di Benjamin Button», nelle sale da oggi, è uno dei film più ambiziosi degli ultimi anni. E nella notte degli Oscar, con le sue 13 nomination, potrebbe fare la parte del leone. Anche il suo protagonista ha una grande ambizione: dimostrare di non essere solo bello, ma soprattutto bravo. E così l'attore si è lanciato anima e corpo in questa emozionante avventura: la fantastica storia di un uomo che nasce vecchissimo e, col passare degli anni, ringiovanisce

12 Febbraio 2009 | 15:39 di

Brad Pitt nel film «Il curioso caso di Benjamin Button»
Brad Pitt nel film «Il curioso caso di Benjamin Button»

È uno dei film più ambiziosi degli ultimi anni. E nella notte degli Oscar, con le sue 13 nomination, potrebbe fare la parte del leone. Anche il suo protagonista ha una grande ambizione: dimostrare di non essere solo bello, ma bravo. Bravissimo. E così Brad Pitt si è lanciato anima e corpo nell’avventura de «Il curioso caso di Benjamin Button»: la fantastica storia di un uomo che nasce vecchissimo e, col passare degli anni, ringiovanisce. Complice il trucco e, soprattutto, il computer, la faccia di Pitt diventa quella di un vecchio raggrinzito, poi torna normale, poi si trasforma in quella di un bambino.
Signor Pitt, come descriverebbe un film così strano?
«Il film ci propone di rivedere la vita al contrario. Così tutte le emozioni che noi diamo per scontate assumono d’improvviso un significato nuovo. Questo film mi ha fatto un regalo, mi ha fatto capire che il tempo che abbiamo è breve. Oggi non so se ho di fronte ancora dieci giorni o 40 anni. Sono alla fine o a metà della mia strada? Non lo so, quindi devo stare attento a non sprecare un singolo momento in meschinità, amarezza o pigrizia. E a circondarmi solo di persone importanti per me».
Sono loro la cosa che conta di più?
«Ne sono convinto. Ho un amico che lavora in un ospizio e mi ha detto che gli anziani, vicino alla morte, non parlano dei loro successi o dei libri scritti o dei trofei conquistati. No, parlano solo delle persone che hanno amato».
A lei queste non mancano. Una moglie come Angelina Jolie e ben sei bambini. A proposito, come va su quel fronte?
«Era tutto sotto controllo quando ce n’erano “solo” quattro. Poi sono arrivati i gemelli, la scorsa estate, e per un paio di settimane c’è stato il terremoto. Ora è di nuovo tutto a posto: la compagnia dei bambini ci riempie di felicità. Sono persino riusciti a farmi spegnere le sigarette, dopo 20 anni da fumatore accanito».
È vero che siete pronti ad avere altri bambini?
«Non abbiamo trovato nessuna ragione per fermarci qui (ride, ndr). A volte la casa è caotica, ma c’è sempre così tanta gioia intorno: i nostri bambini, adottati o no, sono nati in Vietnam, Etiopia, Namibia, Cambogia e Francia, e sono tutti fratelli e sorelle. È straordinario».
Alla fine avete deciso dove abitare?
«Per il momento abbiamo fatto base in Francia, dove sono nati Vivienne e Knox. I bambini già parlano un po’ di francese, anche Angelina è brava. Io invece lo parlo malissimo e i bambini ridono di me a crepapelle».
Nel film viene mostrata la città di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Un evento che l’ha vista in prima fila, vero?
«Sì. Ho contribuito a un progetto di ricostruzione, finanziando 150 case “verdi e intelligenti”, costruite cioè con tecnologie innovative sotto il profilo della sicurezza e del risparmio energetico. Questa città che ha tanto sofferto adesso ha la possibilità di diventare il posto più all’avanguardia d’America. E quest’idea mi esalta».
Lei e Angelina siete entrambi nominati all’Oscar come migliore attore e migliore attrice. Cosa avete detto ai vostri figli?
«Che papà e mamma sono artisti e sono già stati premiati. Avere una nomination vuol dire aver conquistato la stima e l’ammirazione dei tuoi colleghi. Comunque vada, il 22 febbraio per noi sarà una giornata di festa».

(Tv Sorrisi e Canzoni n.7 – 2009)

di Armando Gallo