29 Aprile 2009 | 13:36

Wolverine è sempre più sexy

Hugh Jackman torna nei panni del mutante dei fumetti Marvel in «X-Men le origini». L’attore è furibondo. Colpa dei pirati che gli hanno rubato il film online. Ma anche delle troppe docce gelate che ha fatto per calarsi nella parte...

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Wolverine è sempre più sexy

Hugh Jackman torna nei panni del mutante dei fumetti Marvel in «X-Men le origini». L’attore è furibondo. Colpa dei pirati che gli hanno rubato il film online. Ma anche delle troppe docce gelate che ha fatto per calarsi nella parte...

29 Aprile 2009 | 13:36 di

wolverine
Sfoglia la fotogallery di Hugh Jackman (Foto Kika Press & Media)

Muscoloso, arrabbiato e nudo. Hugh Jackman corre sul set come mamma l’ha fatto per sfuggire ai cattivi che gli hanno ammazzato la bella. In un film in cui ci si dà virilissime botte da orbi, questa è la scena che ipnotizzerà il pubblico femminile. Del resto l’attore è stato recentemente nominato da «People» «l’uomo più sexy del pianeta». Un titolo su cui lui scherza; «Lo ammetto, per vincerlo ho fatto anni di campagna negativa contro Brad Pitt, George Clooney e Matthew McConaughey. Non ne sono fiero, ma ero pronto a tutto per averlo…».
La forma fisica che esibisce nel film, in effetti, è ancora più impressionante di quella mostrata in «Australia». Il segreto è un training molto duro, e anche singolare: per un anno e mezzo Jackman ha alternato esercizio fisico e una superdieta a base di proteine e vegetali: «Pollo bollito, pesce bollito, insalata e verdure. Che noia… Se avessi dovuto farlo in Italia sarebbe stato impossibile». Ma era necessario per realizzare il progetto «X-Men le origini: Wolverine». È il quarto episodio della serie, ma il primo in ordine cronologico. Nella pellicola, prodotta personalmente dall’attore, si esplorano stavolta le origini del mutante dagli artigli in metallo, con gran dispiegamento di zuffe, esplosioni ed effetti speciali. «Ho sempre desiderato che Wolverine fosse al centro di un intero film» spiega Jackman. Tanto da sopportare anche gli allenamenti più duri.
E poi c’è la faccenda dell’acqua fredda, una specie di superstizione che girava da tempo e che lui stesso ci conferma. Tutto cominciò in un rigido inverno canadese, a Toronto, durante le riprese del primo «X-Men». Alle 5 e 30 del mattino, Hugh va a farsi la doccia ma scopre che manca l’acqua calda. Il poverino non può neanche urlare, perché l’appartamento preso in affitto è molto piccolo e la moglie dorme, beata e ignara, a un passo dal bagno. E lì, la rivelazione. «Ecco come deve sentirsi Wolverine» si è detto Jackman «un essere sempre pieno di rabbia, che vorrebbe urlare ma non può.
Da allora, quando devo interpretare Wolverine, faccio una doccia fredda tutte le mattine per rientrare nel personaggio. E funziona».
La vera doccia fredda per Jackman, però, è arrivata online. Un hacker è riuscito a scaricare una copia del film ancora in lavorazione, azzardando una recensione (negativa) e scatenando addirittura l’Fbi. Oggi, dietro le quinte, si dice che Jackman sia ancora infuriato ma a tu per tu espone il suo lato migliore, gentile e sorridente. «Quella non era la versione definitiva» spiega. «Il giorno in cui il film è stato scaricato ero appena andato negli studios, dove c’era chi lavorava ininterrottamente da tre giorni per finire il lavoro. Chiunque viva di cinema sa che negli ultimi mesi il film può cambiare parecchio. La cosa positiva è stata il supporto della comunità online: il 90% dei blogger era contro questa anticipazione, e ha deciso di non pubblicare recensioni».
Jackman è molto legato al personaggio. «Ci si può identificare anche un quattordicenne; anche lui di fronte a genitori e insegnanti ha desiderato almeno una volta di avere dei superpoteri. Al tempo stesso, Wolverine è una persona inseguita dalla sua stessa memoria, isolata dalla comunità; è un misto dell’ispettore Callaghan e di Han Solo, è il cavaliere senza nome di tanti western, un vero simbolo cinematografico».
Dotato di artigli infrangibili e praticamente immortale, in effetti Wolverine non è un vero e proprio supereroe ma un mutante, che ospita dentro di sé una natura umana e una bestiale. «Ho imparato che a scappare dalla propria parte oscura si finisce male» prosegue Jackman. «Viviamo in un mondo di dualità, in cui esistono luce e ombra, dolore e piacere. Sarebbe ridicolo dire di essere sempre felici».
Il film è molto atteso, e si è già ipotizzato un seguito. «Ricordo bene il dolore fisico provato nel fare questo» dice Jackman «il seguito dovrebbe essere ancora più grandioso e io sarò un po’ più vecchio. Però è anche vero che una parte di me ama certi stimoli, da questo punto di vista sono un po’ masochista. Molto sarà deciso dai fan della serie cinematografica. Anche se devo confessarlo: il fantasy non è proprio il genere che più mi attrae».
Cosa? E allora perché ha interpretato «X-Men», «Kate e Leopold», «Van Helsing» e «The Prestige»?  «Non so che dire, può darsi che abbia bisogno di un po’ di psicoterapia…».

Alberto Anile