08 Novembre 2011 | 09:00

L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: Abbiamo bisogno di eroi normali

Care lettrici e cari lettori, mai come in questi ultimi anni sentiamo il bisogno di normalità. Eppure sulla carta sembrerebbe la cosa più semplice: puntare sulla vita di tutti i giorni, con le sue storie, i suoi protagonisti, le sue dinamiche. Siamo stati talmente abituati (a volte perfino educati) a sognare a occhi aperti che […]

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L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: Abbiamo bisogno di eroi normali

Care lettrici e cari lettori, mai come in questi ultimi anni sentiamo il bisogno di normalità. Eppure sulla carta sembrerebbe la cosa più semplice: puntare sulla vita di tutti i giorni, con le sue storie, i suoi protagonisti, le sue dinamiche. Siamo stati talmente abituati (a volte perfino educati) a sognare a occhi aperti che […]

08 Novembre 2011 | 09:00 di

Care lettrici e cari lettori, mai come in questi ultimi anni sentiamo il bisogno di normalità. Eppure sulla carta sembrerebbe la cosa più semplice: puntare sulla vita di tutti i giorni, con le sue storie, i suoi protagonisti, le sue dinamiche. Siamo stati talmente abituati (a volte perfino educati) a sognare a occhi aperti che ormai conosciamo il mondo dell’evasione a memoria. Con i suoi riti, i suoi personaggi, le sue liturgie. Complice la televisione, che ha nutrito per anni l’immaginario collettivo, complici i giornali, che ogni giorno formano la gente. Un processo lungo, che a volte ha portato ad allontanarci dalla realtà, senza considerare che ogni vita, ogni esperienza sono per loro natura uniche, inimitabili e, in questo, straordinarie. Abbiamo bisogno di eroi normali. Lo dimostra la partecipazione emotiva che ha accompagnato la tragica fine di Marco Simoncelli, esempio di un’Italia pulita, sana, che ancora esiste e che sui giornali e in tv è poco rappresentata. Lo dimostra l’enorme commozione che ha sollevato l’improvviso malore di Antonio Cassano, così vicino nelle sue stravaganze, ma anche nel suo anticonformismo, a moltissimi di noi. Ecco, quanto più ci allontaniamo da questa fame di normalità, tanto più non rappresentiamo e non raccontiamo il bisogno della gente. È un principio che ognuno di noi, soprattutto chi opera nel mondo della comunicazione, deve tenere ben presente. Alla prossima!                                                                                                                                                                                                   as@sorrisi.com