01 Gennaio 2011 | 13:51

Al Bano: «Questa è la mia vita»

pubblicato dul numero di Sorrisi del 22 agosto 1999 Ricordate “Il ballo del qua-qua”? Erano i primi Anni 80. Per uno come Al Bano, che aveva interpretato la lirica e frequentato il folk, ci voleva poco per fabbricare un best-seller. Interpretate in coppia a Sanremo, da lui e Romina sorridenti sul palco dell’ Ariston, canzoncine […]

 di

Al Bano: «Questa è la mia vita»

pubblicato dul numero di Sorrisi del 22 agosto 1999 Ricordate “Il ballo del qua-qua”? Erano i primi Anni 80. Per uno come Al Bano, che aveva interpretato la lirica e frequentato il folk, ci voleva poco per fabbricare un best-seller. Interpretate in coppia a Sanremo, da lui e Romina sorridenti sul palco dell’ Ariston, canzoncine […]

Foto: pubblicato dul numero di Sorrisi del 22 agosto 1999 Ricordate "Il ballo del qua-qua"? Erano i primi Anni 80. Per uno come Al Bano, che aveva interpretato la lirica e frequentato il folk, ci voleva poco per fabbricare un best-seller. Interpretate in coppia a Sanremo, da lui e Romina sorridenti sul palco dell' Ariston, canzoncine come "Felicità" fecero un furore di vendite. E arrivò l' invidia: nacque il pregiudizio dell' Al Bano contadino, arretrato, "terrone", che aveva segregato Romina in una fattoria pugliese, lontano dalla cosiddetta "civiltà". Dopo quindici anni di successi in tutta Europa, i suoi dischi vennero vissuti con fastidio, come spazzatura musicale per emigranti. Nel ' 94 la tragedia: la sparizione di Ylenia, la primogenita. Nacquero polemiche, indiscrezioni, romanzi. Al Bano rispose a tutti col titolo di una nuova canzone, "E' la mia vita". La cantò a Sanremo, senza la moglie. Pochi mesi fa, la separazione. E tutti sono tornati a coccolarlo: di nuovo copertine, interviste, speciali televisivi, adesso anche un film autobiografico sulla sua vita. "Devo dire", risponde Al Bano soppesando le parole, "con molta amara evidenza, che la tragedia ha un po' sdoganato il mio passato. E quanto avrei invece preferito che non fosse cambiato nulla...". Poi aggiunge, un po' piccato: "Io non sono cambiato, sono gli altri che sono cambiati nei miei confronti". Una piccola pausa, riflette. "Bisogna sempre guardare i propri fari. I miei sono la vocazione artistica, la voglia di un certo tipo di valori, uno spiccato senso della famiglia, e soprattutto una grande Fede". Di questi fari parlerà lui stesso nel film Tv "Nel cuore del padre", una chiacchierata-confessione con il padre, don Carmelo. "Incominciamo su una lunga strada bianca, in mezzo agli ulivi", anticipa il cantante. "Un' intervista tra mio padre e me alla ricerca di ciò che eravamo; due vite decisamente diverse, entrambe alla ricerca di un equilibrio, e due professioni diverse ma con molti punti in comune, perché per lui quella del contadino è un' arte. Non sarà esattamente un' autobiografia. Ognuno, nel bene o nel male, è un esempio, piuttosto che fare una cosa finta, meglio mettere in campo quello che hai vissuto, certe sensazioni che restituiscono il sapore della vita: credo più nei film-verità che nella fiction". Perciò accanto alla ricostruzione della vita del cantante da giovane ci saranno filmati di repertorio e soprattutto i colloqui col padre, registrati a Cellino San Marco. "Questo è il nido", spiega Al Bano. "Anni fa non avrei mai immaginato di tornare a vivere al Sud, fu Romina a scegliere questo posto per la nostra casa. Vivo l' ottanta per cento della mia vita nelle città di tutto il mondo, ma almeno il venti per cento torno qui". Dove produce un vino che si chiama come il padre, "Don Carmelo", e continua a lavorare la terra con la convinzione che la ricchezza più grande sta lì, fra zolle e radici, la vita scandita da semine e raccolti. Il film Tv andrà in onda su Raidue, a ottobre. Durerà 70 minuti e sarà aperto e chiuso da un' esibizione canora. Intanto Al Bano passa da un trionfo all' altro: dopo il successo di "Concerto Classico", il suo ultimo Cd, "Volare", è in testa in Austria. E se in Italia tornassero le critiche, i razzismi? "Non sarà un mio problema. Sono sempre stato con i piedi per terra e grazie a Dio nel lavoro mi va tutto bene, senza nessun tipo di compromesso. Se non hai il carro politico non vieni preso in considerazione e io invece sono sempre stato convinto che i valori, se ci sono, prima o poi vengono a galla. Sentirsi libero, ed esserlo, è una scelta che ha un prezzo, io lo pago da quando ho iniziato. Ma non ho mai avuto un momento in cui non sapevo cosa fare. Mai fermo: un grande successo in Sudamerica, all' Est, in Giappone, un concerto in diretta in Spagna". Ma la Tv italiana le ha mai dedicato un concerto in diretta? "In Italia no, ancora no". Allora, prossimamente... "Per adesso facciamo questo, poi...".

01 Gennaio 2011 | 13:51 di

pubblicato dul numero di Sorrisi del 22 agosto 1999

Ricordate “Il ballo del qua-qua”? Erano i primi Anni 80. Per uno come Al Bano, che aveva interpretato la lirica e frequentato il folk, ci voleva poco per fabbricare un best-seller. Interpretate in coppia a Sanremo, da lui e Romina sorridenti sul palco dell’ Ariston, canzoncine come “Felicità” fecero un furore di vendite. E arrivò l’ invidia: nacque il pregiudizio dell’ Al Bano contadino, arretrato, “terrone”, che aveva segregato Romina in una fattoria pugliese, lontano dalla cosiddetta “civiltà”. Dopo quindici anni di successi in tutta Europa, i suoi dischi vennero vissuti con fastidio, come spazzatura musicale per emigranti. Nel ‘ 94 la tragedia: la sparizione di Ylenia, la primogenita. Nacquero polemiche, indiscrezioni, romanzi. Al Bano rispose a tutti col titolo di una nuova canzone, “E’ la mia vita”. La cantò a Sanremo, senza la moglie. Pochi mesi fa, la separazione. E tutti sono tornati a coccolarlo: di nuovo copertine, interviste, speciali televisivi, adesso anche un film autobiografico sulla sua vita.

“Devo dire”, risponde Al Bano soppesando le parole, “con molta amara evidenza, che la tragedia ha un po’ sdoganato il mio passato. E quanto avrei invece preferito che non fosse cambiato nulla…”. Poi aggiunge, un po’ piccato: “Io non sono cambiato, sono gli altri che sono cambiati nei miei confronti”. Una piccola pausa, riflette. “Bisogna sempre guardare i propri fari. I miei sono la vocazione artistica, la voglia di un certo tipo di valori, uno spiccato senso della famiglia, e soprattutto una grande Fede”. Di questi fari parlerà lui stesso nel film Tv “Nel cuore del padre”, una chiacchierata-confessione con il padre, don Carmelo. “Incominciamo su una lunga strada bianca, in mezzo agli ulivi”, anticipa il cantante. “Un’ intervista tra mio padre e me alla ricerca di ciò che eravamo; due vite decisamente diverse, entrambe alla ricerca di un equilibrio, e due professioni diverse ma con molti punti in comune, perché per lui quella del contadino è un’ arte. Non sarà esattamente un’ autobiografia. Ognuno, nel bene o nel male, è un esempio, piuttosto che fare una cosa finta, meglio mettere in campo quello che hai vissuto, certe sensazioni che restituiscono il sapore della vita: credo più nei film-verità che nella fiction”.

Perciò accanto alla ricostruzione della vita del cantante da giovane ci saranno filmati di repertorio e soprattutto i colloqui col padre, registrati a Cellino San Marco. “Questo è il nido”, spiega Al Bano. “Anni fa non avrei mai immaginato di tornare a vivere al Sud, fu Romina a scegliere questo posto per la nostra casa. Vivo l’ ottanta per cento della mia vita nelle città di tutto il mondo, ma almeno il venti per cento torno qui”. Dove produce un vino che si chiama come il padre, “Don Carmelo”, e continua a lavorare la terra con la convinzione che la ricchezza più grande sta lì, fra zolle e radici, la vita scandita da semine e raccolti. Il film Tv andrà in onda su Raidue, a ottobre. Durerà 70 minuti e sarà aperto e chiuso da un’ esibizione canora.

Intanto Al Bano passa da un trionfo all’ altro: dopo il successo di “Concerto Classico”, il suo ultimo Cd, “Volare”, è in testa in Austria.

E se in Italia tornassero le critiche, i razzismi?
“Non sarà un mio problema. Sono sempre stato con i piedi per terra e grazie a Dio nel lavoro mi va tutto bene, senza nessun tipo di compromesso. Se non hai il carro politico non vieni preso in considerazione e io invece sono sempre stato convinto che i valori, se ci sono, prima o poi vengono a galla. Sentirsi libero, ed esserlo, è una scelta che ha un prezzo, io lo pago da quando ho iniziato. Ma non ho mai avuto un momento in cui non sapevo cosa fare. Mai fermo: un grande successo in Sudamerica, all’ Est, in Giappone, un concerto in diretta in Spagna”.

Ma la Tv italiana le ha mai dedicato un concerto in diretta?
“In Italia no, ancora no”.

Allora, prossimamente…
“Per adesso facciamo questo, poi…”.