28 Settembre 2010 | 06:30

Attenzione alla popolarità usa-e-getta

Care lettrici e cari lettori, questa settimana parto da una lettera molto interessante che ho ricevuto. Eccola. «Caro direttore, sono Lucia De Benedictis, una delle tre finaliste di “Velone” di Antonio Ricci. Intanto le dico che sono stata felicissima dei risultati personali ottenuti. Non discuto sulla giuria, anche se avrei qualcosa da dire sul verdetto. […]

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Attenzione alla popolarità usa-e-getta

Care lettrici e cari lettori, questa settimana parto da una lettera molto interessante che ho ricevuto. Eccola. «Caro direttore, sono Lucia De Benedictis, una delle tre finaliste di “Velone” di Antonio Ricci. Intanto le dico che sono stata felicissima dei risultati personali ottenuti. Non discuto sulla giuria, anche se avrei qualcosa da dire sul verdetto. […]

28 Settembre 2010 | 06:30 di

Care lettrici e cari lettori, questa settimana parto da una lettera molto interessante che ho ricevuto. Eccola. «Caro direttore, sono Lucia De Benedictis, una delle tre finaliste di “Velone” di Antonio Ricci. Intanto le dico che sono stata felicissima dei risultati personali ottenuti. Non discuto sulla giuria, anche se avrei qualcosa da dire sul verdetto. Quello che invece mi è dispiaciuto è stato il trattamento riservato a noi due seconde classificate perché, finito lo spettacolo, le luci si sono spente e noi siamo rimaste da sole sul palco senza un saluto, un commento o quant’altro, a chiederci: “Ma cosa ci stiamo facendo qui?”. Ce ne siamo tornate a casa alla chetichella come se ciò che avevamo fatto in tutti in questi mesi non fosse mai avvenuto! Si sono spente le luci e basta. Così… in pochi minuti sono stata rilanciata nell’anonimato in cui mi trovavo fino a qualche mese fa». La lettera di Lucia, che saluto e ringrazio, illustra meglio di chiunque altro la situazione psicologica di chi per qualche ora, o per qualche mese, si sente travolto da un’improvvisa popolarità mediatica e quel che poi succede nella maggior parte dei casi. Se a vivere certe sensazioni di disagio è una persona adulta e navigata dalla vita, quel che può restare alla fine è solo una sensazione di amarezza destinata a scomparire. Ma quando a provarla è un ragazzo adolescente, come spesso succede, allora cambia tutto. E incominciano i problemi veri. Riflettiamo sui coni d’ombra e diventeremo più forti. Alla prossima!

as@sorrisi.com