17 Marzo 2015 | 10:33

Cantando sul triciclo con Bobby Solo: l’editoriale di Aldo Vitali

«Ho appena letto la straordinaria intervista di Sorrisi a Bobby Solo e mi sono improvvisamente ricordato di essere un suo fan sin da quando ero piccolo»

 di Aldo Vitali

Cantando sul triciclo con Bobby Solo: l’editoriale di Aldo Vitali

«Ho appena letto la straordinaria intervista di Sorrisi a Bobby Solo e mi sono improvvisamente ricordato di essere un suo fan sin da quando ero piccolo»

Foto: Bobby Solo  - Credit: © Rino Petrosino

17 Marzo 2015 | 10:33 di Aldo Vitali

E improvvisamente, dal passato, ecco riaffacciarsi canzoni bellissime che hanno accompagnato la mia infanzia: «Una lacrima sul viso», «Non c’è più niente da fare», «Se piangi, se ridi»...

Non ricordavo nemmeno di... ricordarne le parole e per la gioia della redazione, mentre scrivo, canto col volume a palla versi meravigliosi che mi escono in maniera misteriosa dalla bocca, finalmente liberi dopo anni di prigionia nella mia mente: «...è stato bello sognare, la vita ci ha regalato dei lunghi giorni felici, qualcosa che il tempo non cambierà mai».

Mi è chiaro perché tutto questo è successo: ho appena letto la straordinaria intervista a Bobby Solo (è di Andrea Di Quarto, la trovate sul numero di Sorrisi in edicola a pagina 46), in cui il cantante racconta la sua vita davvero spericolata anche oggi che sta per compiere 70 anni (auguroni, Bobby!), una vita talmente rock da essere babbo felice di un bambino di 2 anni.

E mi sono improvvisamente ricordato di essere un suo fan sin da quando ero piccolo: così, nell’impossibilità di girare in redazione col triciclo, torno all’infanzia con le sue magnifiche canzoni cercando, proprio come allora, di imitare quel suo modo di cantare un po’ all’americana, con le parole che finiscono con un suono strano, una specie di «uaouaooò».

Sono insomma, come dicono i giovani, «in fissa» e continuerò a cantare alla Bobby finché i miei amati familiari, esasperati, minacceranno di prendermi a martellate. A meno che le minacce arrivino ora, subito, dai miei amati colleghi giornalisti. Ma fino a quel momento, uaouaooò!