07 Maggio 2015 | 20:47

“Captain America: Civil War”, un cast stellare

Oltre a Chris Evans, nel nuovo film della Marvel, ci saranno anche Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, William Hurt e Martin Freeman, Le anticipazioni del film che sarà tra un anno nelle sale

 di Lorenzo Di Palma

“Captain America: Civil War”, un cast stellare

Oltre a Chris Evans, nel nuovo film della Marvel, ci saranno anche Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, William Hurt e Martin Freeman, Le anticipazioni del film che sarà tra un anno nelle sale

Foto: Chris Evans al lavoro sul seguito di The Winter Soldier  - Credit: © SplashNews

07 Maggio 2015 | 20:47 di Lorenzo Di Palma

Mentre Avengers: Age of Ultron continua a far sfracelli al box office, la Marvel non sta con le mani in mano ma è già al lavoro al suo prossimo film sui supereroi. Oggi è stato annunciato infatti il cast del terzo film della saga dedicata a Capitan America: Civil War.

Accanto a Chris Evans (Capitan America) ci saranno quasi tutti (manca Hulk) gli Avengers: Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Scarlett Johansson (Black Widow), Jeremy Renner (Occhio di Falco), Don Cheadle (War Machine ), Paul Bettany (Vision), Elizabeth Olsen (Scarlet Witch) e Anthony Mackie (Falcon).

Ci saranno inoltre Paul Rudd - protagonista anche di Ant-Man nelle sale 17 luglio - che interpreterà Scott Lang, un ladro professionista, e il grande William Hurt che rivestirà i panni del generale Ross, già indossati per l’Incredibile Hulk. E ancora: Sebastian Stan (Bucky Barnes/Winter Soldier), Emily VanCamp (Sharon Carter), Frank Grillo (Crossbones), Chadwick Boseman (Black Panther), Daniel Brühl (Baron Zemo) e Martin Freeman, che interpreterà un ruolo che per ora non è stato rivelato.

Il film - che sarà nei cinema solo il 6 maggio 2016 - è diretto da Joe e Anthony Russo e la produzione è partita in questi giorni ad Atlanta, ma in seguito si trasferirà anche in Germania, Porto Rico e Islanda.

La trama inizia proprio dove finisce Age of Ultron, con gli Avengers coinvolti in un’altra crisi mondiale con un sacco di danni collaterali, ma anche divisi perché alcuni sono riluttanti a farsi “inquadrare” di nuovo in un super-organismo internazionale che decida quando e come intervenire.