21 Giugno 2011 | 10:22

Che belli i cinema all’aperto (zanzare a parte)

Care lettrici e cari lettori, questa settimana su Sorrisi trovate un servizio su «Cars 2», il nuovo capitolo di un film che mi ha fatto sognare. Sognare due volte: da una parte, perché questi cartoni animati, per quanto modernissimi ed elettronici, rappresentano per me da sempre una rappresentazione del sogno; e dall’altra perché protagoniste sono […]

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Che belli i cinema all’aperto (zanzare a parte)

Care lettrici e cari lettori, questa settimana su Sorrisi trovate un servizio su «Cars 2», il nuovo capitolo di un film che mi ha fatto sognare. Sognare due volte: da una parte, perché questi cartoni animati, per quanto modernissimi ed elettronici, rappresentano per me da sempre una rappresentazione del sogno; e dall’altra perché protagoniste sono […]

21 Giugno 2011 | 10:22 di

Care lettrici e cari lettori,

questa settimana su Sorrisi trovate un servizio su «Cars 2», il nuovo capitolo di un film che mi ha fatto sognare. Sognare due volte: da una parte, perché questi cartoni animati, per quanto modernissimi ed elettronici, rappresentano per me da sempre una rappresentazione del sogno; e dall’altra perché protagoniste sono le macchinine, un giocattolo che forse ai bambini di oggi non fa lo stesso effetto ipnotico che faceva a me. Non vedo l’ora di vedere «Cars 2», ma non è questa la riflessione che volevo fare con voi. Pensavo invece a come sono cambiati i tempi: oggi i grandi film escono anche d’estate, pensate alla saga dei Pirati con Johnny Depp, al nuovo Harry Potter, a «X Men», a «Cars 2», appunto. Le sale sono piene, rinfrescate dall’aria condizionata e con le poltrone comodissime. E senza zanzare, il vero grande problema dei cinema all’aperto, dove le sedie erano più scomode delle panche della chiesa e i film ogni tanto si interrompevano illuminando uno schermo bianco dipinto sulla parete della sacrestia: per forza, erano pellicole stremate dall’uso e da anni di peregrinazioni in sale parrocchiali di tutta Italia. Sempre gli stessi titoli: ogni anno, per esempio, rivedevo «Piange… il telefono». E se per miracolo veniva proiettato qualche film più recente, potevo essere sicuro che i due protagonisti non si baciavano mai: ci pensava il parroco a tagliare la scena «inopportuna», quella che noi aspettavamo con ansia… Eppure, zanzare e sforbiciate a parte, in quelle sale cinematografiche col cielo al posto del soffitto spadroneggiava il vero fascino del cinema. Tornatore insegna…

Alla prossima

as@sorrisi.com