23 Settembre 2010 | 12:46

Daria Bignardi torna in tv: «Non sono snob, è solo che vesto Prada…»

Daria Bignardi riapre il suo salotto. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Certe accuse arrivano da chi non mi conosce» spiega la conduttrice, che torna su La7 con Le invasioni barbariche. «E poi è sempre meglio che essere “truzza”»...

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Daria Bignardi torna in tv: «Non sono snob, è solo che vesto Prada…»

Daria Bignardi riapre il suo salotto. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Certe accuse arrivano da chi non mi conosce» spiega la conduttrice, che torna su La7 con Le invasioni barbariche. «E poi è sempre meglio che essere “truzza”»...

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23 Settembre 2010 | 12:46 di

Come sono io? Sono buona». Daria Bignardi non è abituata a rispondere alle domande. E non sembra poter rimanere seria ancora per molto. È mattina presto, ha appena portato a scuola i suoi bambini. Si concede un caffè al solito baretto prima di abbandonarsi a una lunga giornata di lavoro. Dal primo ottobre riapre i battenti su La7 «Le invasioni barbariche». È il suo «ritorno a casa» dopo un anno difficile alla guida de «L’era glaciale»: format quasi identico, ma spericolatamente trapiantato nel complesso ecosistema di Raidue. «Sono buona, o almeno aspiro  alla bontà» corregge il tiro lei.

E chi giudica i risultati?
«I miei bambini. Loro me lo dicono sempre, che sono buona» (ride ndr).

I propri figli non contano.
«Guardi, lo ammetto. Sono una pessima intervistata».

Allora mi aiuti. Lei come condurrebbe un’intervista a Daria Bignardi nella sua trasmissione?
«Farei quello che faccio sempre. Mi preparerei consultando montagne di vecchie interviste, leggendo il suo libro, riguardando i suoi ultimi passaggi in televisione».

Lei si rivede in tv?
«Mai. In tv mi vedo orrenda. Grassa, rigida. E con una voce da gallina. Sono felice di essere sempre in diretta».

In onda sembra inaffondabile.
«Invece chi va in tv diventa fragile e ha sempre bisogno di rassicurazioni. Sei sotto una lente, chiunque ha un’opinione su di te».

La critica che la ferisce di più?
«Mi colpiscono tutte, tranne quelle che non hanno alcun legame con la realtà. Ma alla fine la cosa più antipatica per una ragazza è sempre un commento cattivo sull’aspetto fisico».

Tranne per le ragazze come Belen, magari.
«Chissà. Tutti sono fragili. Tutti hanno una mamma, tutti hanno un dolore, tutti devono fare i conti con la propria coscienza quando tornano a casa».

Allora è vero, lei è buona.
«A volte nella scelta degli intervistati prevale la componente materna, la voglia di dire “io ti salverò, farò vedere al mondo chi sei veramente”. Ma poi la tv è impietosa, mostra chi sei nel profondo. È l’occhio di Dio, come mi ha detto tanti anni fa Lucia Annunziata».

Il nome di un intervistato che non è riuscita a «salvare»?
«Luciano Moggi. In trasmissione  non fu elegante con me. Colpa mia, mio marito m’aveva avvertita».

Molti dicono che lei è snob.
«Un’osservazione generica. Che cosa vuol dire snob? Magari il fatto è che mi vedono con i vestitini Prada e le scarpe con il tacco. Ma è solo un modo per camuffarmi, per vincere la sensazione d’essere rigida come un tronco. Questo vuol dire che sono snob? Beh, allora meglio snob che truzza. Alla fine faccio la vita di tutti, mi sveglio presto la mattina e porto i bambini a scuola. Che c’è di snob in questo?».

Altre voci ricorrenti sul suo conto: è un tipo pignolo e precisetto.
«Sono una perfezionista, non c’è dubbio. Ma con gli anni inizio a perdere colpi e inevitabilmente miglioro. È capitato che mi sia arresa al caso. E ho scoperto che il caso spesso porta le cose migliori».

La accusano anche di interrompere troppo spesso l’intervistato, di non ascoltarlo.
«Questo può essere vero in alcuni casi. Sono impaziente. E ogni intervista ha il suo ritmo, non sempre lo si percepisce subito».

Il palinsesto di La7 è ricco di talk show: finirete a litigarvi gli ospiti.
«Non credo. Ognuno ha il suo stile».

Che cosa ruberebbe alla sua collega Ilaria D’Amico?
«La solarità, la capacità di vedere il lato positivo di ogni cosa».

A Gad Lerner?
«Il passo sicuro».

Victoria Cabello?
«La battuta fulminea».

È proprio vero, allora. Daria è diventata buona.