09 Febbraio 2009 | 16:35

Quei 10 cent in più e la battaglia per la qualità

Gentile direttore, perché, proprio in un periodo di crisi come questo, in cui i prezzi volano e gli stipendi diventano insufficienti a garantire uno stile di vita soddisfacente, è aumentato anche il prezzo di Sorrisi? Per pagare le tasse universitarie devo tirare la cinghia, ho già dovuto rinunciare a diverse cose e, mi spiace dirlo, […]

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Quei 10 cent in più e la battaglia per la qualità

Gentile direttore, perché, proprio in un periodo di crisi come questo, in cui i prezzi volano e gli stipendi diventano insufficienti a garantire uno stile di vita soddisfacente, è aumentato anche il prezzo di Sorrisi? Per pagare le tasse universitarie devo tirare la cinghia, ho già dovuto rinunciare a diverse cose e, mi spiace dirlo, […]

09 Febbraio 2009 | 16:35 di

alfonso_signoriniGentile direttore,
perché, proprio in un periodo di crisi come questo, in cui i prezzi volano e gli stipendi diventano insufficienti a garantire uno stile di vita soddisfacente, è aumentato anche il prezzo di Sorrisi?
Per pagare le tasse universitarie devo tirare la cinghia, ho già dovuto rinunciare a diverse cose e, mi spiace dirlo, ma forse sarò costretto a rinunciare anche al suo giornale.
Cordiali saluti.
Michael V.

Caro Michael,
rispondo a te ma anche a quei lettori (per fortuna, pochi) che mi hanno scritto protestando per l’aumento del prezzo di Sorrisi. Lo so, è un periodo difficile e 10 centesimi si finiscono per sentire. E devo confessarti che la decisione di aumentare il prezzo di Sorrisi non mi ha trovato entusiasta, anzi. Devi credermi: ho cercato di posticipare il più possibile questo aumento, e per qualche mese la mia resistenza ha avuto successo. Ma ora non potevamo più rimandare.
Non sto ad annoiarti su quanto siano aumentati, in questo periodo, i costi della carta, della distribuzione, dell’energia: sai già purtroppo come tutto quanto attorno a noi ora costi di più. Mi preme invece sottolineare una cosa a cui tengo molto: questo doloroso aumento di prezzo serve a Sorrisi per mantenere con te e con tutti i suoi lettori quella promessa di qualità che da tanti anni, 57, è la caratteristica del nostro giornale. È vero, alcuni giornali che si occupano di tv costano (un po’) meno: ma in cambio cosa offrono? Informazioni approssimative sui programmi; foto brutte e per lo più già viste; notizie già uscite su giornali e tv (spesso riprese dal Sorrisi della settimana precedente!). La forza di Sorrisi sta invece nella sua continua ricerca di anteprime, di informazioni credibili, di foto inedite, insomma, di tutti quegli ingredienti che fanno la qualità di un giornale.
E la qualità è la storia del tuo e nostro settimanale, il motivo per cui Sorrisi è il più venduto giornale italiano, il più popolare, il più attendibile, la fonte a cui attingono i principali quotidiani (talvolta senza l’eleganza di citarci…).
Sorrisi è tanti giornali insieme: racconta l’attualità, i personaggi, la tv, la musica, il cinema, la cultura. Informa come nessun altro sui palinsesti della tv.
E chi colleziona Sorrisi (moltissimi!) sa che è utile anche quando invecchia: per i consigli sulla vita quotidiana contenuti nelle rubriche, per le ricerche scolastiche dei nostri figli, addirittura – come accade sempre più spesso – per tesi di laurea e studi sul mondo della comunicazione. Non sono così matto o bugiardo da dire che Sorrisi sia un bene di prima necessità, ma certo non è solo un bene voluttuario, con cui divertirsi (anche se divertirsi per me è importantissimo).
Non so se sei d’accordo con me, ma tutto questo può valere 10 centesimi in più anche in tempi molto duri. Spero che tu e tutti i lettori che mi hanno scritto (anche quelli più arrabbiati… con due zeta) capiscano le mie parole e continuino a provare nei confronti di Sorrisi quel senso di appartenenza a una grande famiglia che ci rende orgogliosi e che ci fa lavorare con entusiasmo ogni settimana.
Un caro saluto

Alfonso Signorini

Sorrisi n.7 – 2009