29 Dicembre 2008 | 23:41

Piccola storia di Ilda, di un autogrill e di un piattino in via di estinzione

Care lettrici, cari lettori, tra le tante novità che il 2009 porterà con sé ce n’è una piuttosto bizzarra: dalla fine di gennaio spariranno dalle toilette degli autogrill in tutta Italia i piattini per gli spiccioli che si lasciavano di mancia. Chissà che cosa avrebbe pensato la Matilda. Matilda (ma per tutti noi era semplicemente […]

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Piccola storia di Ilda, di un autogrill e di un piattino in via di estinzione

Care lettrici, cari lettori, tra le tante novità che il 2009 porterà con sé ce n’è una piuttosto bizzarra: dalla fine di gennaio spariranno dalle toilette degli autogrill in tutta Italia i piattini per gli spiccioli che si lasciavano di mancia. Chissà che cosa avrebbe pensato la Matilda. Matilda (ma per tutti noi era semplicemente […]

Foto: alfonso_signoriniCare lettrici, cari lettori, tra le tante novità che il 2009 porterà con sé ce n’è una piuttosto bizzarra: dalla fine di gennaio spariranno dalle toilette degli autogrill in tutta Italia i piattini per gli spiccioli che si lasciavano di mancia. Chissà che cosa avrebbe pensato la Matilda. Matilda (ma per tutti noi era semplicemente Ilda) era un donnone, una di quelle signore cresciute a mortadella e gnocco fritto sull’Appennino emiliano. Bianca e rossa in viso, con un sorriso meraviglioso accoglieva tutti quanti a un autogrill dell’autostrada del Brennero con il suo grembiulone azzurro e il suo profumo di lavanda fresca. Per noi che andavamo a sciare quasi ogni weekend l’appuntamento con «la Ilda» era un rito imperdibile. Ci si fermava a chiacchierare, a raccontarci di noi, delle nostre vite. Lei era stata una ragazza madre: lavorava come addetta alle pulizie della toilette da quando era giovanissima. Con i soldi delle mance, ci ripeteva spesso, alla fine del mese pagava a suo figlio Mauro la tassa dell’università. Lui era il suo orgoglio. Una delle ultime volte che l’ho vista, Matilda ha accompagnato me e i miei amici al bar: Mauro si era laureato a pieni voti all’Università di Bologna. «Ho un figlio dottore: proprio io, che son figlia di contadini», ripeteva asciugandosi le lacrime. Un giorno Ilda non l’ho vista più. Mi hanno raccontato che se ne era andata all’improvviso per colpa di una brutta indigestione. Con lei se ne è andato un mondo, un pezzo di quell’Italia gentile, onesta, pulita che esiste e che non trova sufficiente voce. Ecco, io sono convinto che dietro quel piattino, della cui scomparsa tra pochi giorni quasi nessuno si accorgerà, scompariranno tante storie meravigliose come quella che vi ho appena raccontato. Oggi abbiamo un medico in più, grazie a pochi spiccioli e a una donna dal cuore grande. Domani, chissà… Alla prossima! Alfonso Signorini

Sorrisi n.1 - 2009

29 Dicembre 2008 | 23:41 di

alfonso_signoriniCare lettrici, cari lettori,
tra le tante novità che il 2009 porterà con sé ce n’è una piuttosto bizzarra: dalla fine di gennaio spariranno dalle toilette degli autogrill in tutta Italia i piattini per gli spiccioli che si lasciavano di mancia. Chissà che cosa avrebbe pensato la Matilda. Matilda (ma per tutti noi era semplicemente Ilda) era un donnone, una di quelle signore cresciute a mortadella e gnocco fritto sull’Appennino emiliano. Bianca e rossa in viso, con un sorriso meraviglioso accoglieva tutti quanti a un autogrill dell’autostrada del Brennero con il suo grembiulone azzurro e il suo profumo di lavanda fresca. Per noi che andavamo a sciare quasi ogni weekend l’appuntamento con «la Ilda» era un rito imperdibile. Ci si fermava a chiacchierare, a raccontarci di noi, delle nostre vite. Lei era stata una ragazza madre: lavorava come addetta alle pulizie della toilette da quando era giovanissima. Con i soldi delle mance, ci ripeteva spesso, alla fine del mese pagava a suo figlio Mauro la tassa dell’università. Lui era il suo orgoglio. Una delle ultime volte che l’ho vista, Matilda ha accompagnato me e i miei amici al bar: Mauro si era laureato a pieni voti all’Università di Bologna. «Ho un figlio dottore: proprio io, che son figlia di contadini», ripeteva asciugandosi le lacrime. Un giorno Ilda non l’ho vista più. Mi hanno raccontato che se ne era andata all’improvviso per colpa di una brutta indigestione. Con lei se ne è andato un mondo, un pezzo di quell’Italia gentile, onesta, pulita che esiste e che non trova sufficiente voce. Ecco, io sono convinto che dietro quel piattino, della cui scomparsa tra pochi giorni quasi nessuno si accorgerà, scompariranno tante storie meravigliose come quella che vi ho appena raccontato. Oggi abbiamo un medico in più, grazie a pochi spiccioli e a una donna dal cuore grande. Domani, chissà…
Alla prossima!
Alfonso Signorini

Sorrisi n.1 – 2009