05 Gennaio 2009 | 23:34

Pianto un albero se torna Abbado e due se Valeria non entra in politica

Care lettrici, cari lettori, innanzitutto buon 2009! Ogni anno nuovo porta con sé aspettative e progetti: vi auguro di realizzarne almeno qualcuno. Sarebbe già un buon traguardo. Sarà un anno importante anche per la storia di Sorrisi: tra pochissimo il vostro giornale avrà una veste completamente rinnovata. Ma di questo avremo modo di parlare più […]

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Pianto un albero se torna Abbado e due se Valeria non entra in politica

Care lettrici, cari lettori, innanzitutto buon 2009! Ogni anno nuovo porta con sé aspettative e progetti: vi auguro di realizzarne almeno qualcuno. Sarebbe già un buon traguardo. Sarà un anno importante anche per la storia di Sorrisi: tra pochissimo il vostro giornale avrà una veste completamente rinnovata. Ma di questo avremo modo di parlare più […]

Foto: Alfonso SignoriniCare lettrici, cari lettori, innanzitutto buon 2009! Ogni anno nuovo porta con sé aspettative e progetti: vi auguro di realizzarne almeno qualcuno. Sarebbe già un buon traguardo. Sarà un anno importante anche per la storia di Sorrisi: tra pochissimo il vostro giornale avrà una veste completamente rinnovata. Ma di questo avremo modo di parlare più diffusamente nelle prossime settimane. Per adesso mi limito a fare insieme con voi una piccola riflessione su due notizie molto diverse, che mi hanno incuriosito. La prima riguarda Valeria Marini, che in una recente intervista ha confessato: «Alle elezioni europee se il Pdl mi chiederà di scendere in campo dirò di sì». Anche lei. Dopo Alba Parietti, un’altra showgirl si candida a un futuro in politica. Non so voi, ma io credo che la politica (anzi, l’ars politica, per dirla con Cicerone) non si possa improvvisare. Non basta la popolarità, che certamente Valeria ha, per sedere da un giorno con l’altro nelle fila di un Parlamento. Io spero sia l’ennesima provocazione: ma le soubrette facciano le soubrette. Grazie. L’altra notizia, di gran lunga diversa, è legata a una bella intervista di Claudio Abbado: il grandissimo direttore d’orchestra provoca (sì, anche lui) proponendo di tornare a dirigere alla Scala se il Comune di Milano si impegnerà a piantare 90 mila alberi. Alberi al posto del cachet. Ecco, questa è una provocazione che mi piace. Se l’amministrazione comunale non potesse sostenere un impegno economico di quel tipo, faccia appello alla sensibilità dei cittadini. Io andrei a comperarmi un pioppo anche domani mattina pur di rivedere Abbado alla guida della grande orchestra scaligera (e sono pronto a piantarne due se Valeria non entra in politica...). Sono certo che in tanti la pensano come me: Abbado a Milano sarebbe l’occasione giusta per poter riascoltare un genio musicale che il mondo intero ci invidia e che dal suo teatro (la Scala) non ha avuto il giusto sostegno. Nemo propheta in patria, dicevano gli antichi. Per Abbado il vecchio adagio vale di sicuro. Alla prossima! Alfonso Signorini

Sorrisi n.2 - 2009

05 Gennaio 2009 | 23:34 di

Alfonso SignoriniCare lettrici, cari lettori, innanzitutto buon 2009!
Ogni anno nuovo porta con sé aspettative e progetti: vi auguro di realizzarne almeno qualcuno. Sarebbe già un buon traguardo. Sarà un anno importante anche per la storia di Sorrisi: tra pochissimo il vostro giornale avrà una veste completamente rinnovata. Ma di questo avremo modo di parlare più diffusamente nelle prossime settimane. Per adesso mi limito a fare insieme con voi una piccola riflessione su due notizie molto diverse, che mi hanno incuriosito. La prima riguarda Valeria Marini, che in una recente intervista ha confessato: «Alle elezioni europee se il Pdl mi chiederà di scendere in campo dirò di sì». Anche lei. Dopo Alba Parietti, un’altra showgirl si candida a un futuro in politica. Non so voi, ma io credo che la politica (anzi, l’ars politica, per dirla con Cicerone) non si possa improvvisare. Non basta la popolarità, che certamente Valeria ha, per sedere da un giorno con l’altro nelle fila di un Parlamento. Io spero sia l’ennesima provocazione: ma le soubrette facciano le soubrette. Grazie.
L’altra notizia, di gran lunga diversa, è legata a una bella intervista di Claudio Abbado: il grandissimo direttore d’orchestra provoca (sì, anche lui) proponendo di tornare a dirigere alla Scala se il Comune di Milano si impegnerà a piantare 90 mila alberi. Alberi al posto del cachet. Ecco, questa è una provocazione che mi piace. Se l’amministrazione comunale non potesse sostenere un impegno economico di quel tipo, faccia appello alla sensibilità dei cittadini. Io andrei a comperarmi un pioppo anche domani mattina pur di rivedere Abbado alla guida della grande orchestra scaligera (e sono pronto a piantarne due se Valeria non entra in politica…). Sono certo che in tanti la pensano come me: Abbado a Milano sarebbe l’occasione giusta per poter riascoltare un genio musicale che il mondo intero ci invidia e che dal suo teatro (la Scala) non ha avuto il giusto sostegno. Nemo propheta in patria, dicevano gli antichi. Per Abbado il vecchio adagio vale di sicuro.
Alla prossima!
Alfonso Signorini

Sorrisi n.2 – 2009