10 Dicembre 2011 | 23:39

ELENA SOFIA RICCI, l’intervista: «La mia suor Angela è più divertente di Don Matteo»

«Che Dio ci aiuti!»: così l’8 dicembre Terence Hill nei panni di Don Matteo ha chiuso l’ottava, trionfale edizione dell'inossidabile serie di Raiuno. E ha passato idealmente il testimone a Elena Sofia Ricci, che nel ruolo di suor Angela sarà la protagonista dal 15 dicembre delle otto puntate di «Che Dio ci aiuti», una commedia divertente, spruzzata di giallo, un po’ sentimentale e un po’ spirituale...

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ELENA SOFIA RICCI, l’intervista: «La mia suor Angela è più divertente di Don Matteo»

«Che Dio ci aiuti!»: così l’8 dicembre Terence Hill nei panni di Don Matteo ha chiuso l’ottava, trionfale edizione dell'inossidabile serie di Raiuno. E ha passato idealmente il testimone a Elena Sofia Ricci, che nel ruolo di suor Angela sarà la protagonista dal 15 dicembre delle otto puntate di «Che Dio ci aiuti», una commedia divertente, spruzzata di giallo, un po’ sentimentale e un po’ spirituale...

Foto: da sin. miriam dalmazio,serena rossi,elena sofia ricci,francesca chillemi in basso a sin, laura gaia piacentile

10 Dicembre 2011 | 23:39 di

«Che Dio ci aiuti!»: così l’8 dicembre Terence Hill nei panni di Don Matteo ha chiuso l’ottava, trionfale edizione dell’inossidabile serie di Raiuno. E ha passato idealmente il testimone a Elena Sofia Ricci, che nel ruolo di suor Angela sarà la protagonista dal 15 dicembre di «Che Dio ci aiuti», otto puntate dirette da Francesco Vicario e prodotte dalla Lux Vide (come «Don Matteo») per la nuova fiction di Raiuno. Una commedia divertente, spruzzata di giallo, un po’ sentimentale e un po’ spirituale.

Elena Sofia Ricci, chi è suor Angela?
«È un “personaggione” che sono orgogliosa di aver interpretato. Ricordo la chiamata del regista Vicario che mi diceva: “Ho una proposta indecente per te: una suora ex galeotta, finita in carcere per un caso di omicidio”. Come potevo rifiutare?».

Ma come, una suora… omicida?
«Sì, è una donna dal passato burrascoso, che in carcere ha trovato la fede. E ora è una religiosa un po’ sopra le righe, nelle azioni e nei sentimenti. Confusionaria, ritardataria, spericolata alla guida, si ritrova, spesso suo malgrado, ad aiutare nelle indagini l’ispettore Marco Ferrari (Massimo Poggio), verso cui ha un debito morale gigantesco».

Insomma, è una specie di Don Matteo al femminile…
«Non solo. Don Matteo è più istituzionale, mentre suor Angela è anche scorretta, ma non per questo è meno spirituale o ha meno umanità. Se devo dare un riferimento però penso piuttosto a Don Camillo, al suo tono di commedia e alla sua vena ironica».

Quindi con suor Angela si riderà parecchio?
«Sì. Il tono è quello fresco e frizzante della commedia: si ride tanto ma ci si emoziona e ci si commuove. Si riflette su alcuni temi sociali trattati nei casi di puntata. E non finisce qui».

Cos’altro?
«La spiritualità. L’aspetto più difficile è stato trovare l’equilibrio tra la vena comica di suor Angela e la sua parte spirituale. Non volevo rischiare di farne una macchietta ma nemmeno di cadere nel bigotto e nel retorico. La spiritualità è qualcosa di cui oggi ci sarebbe tanto bisogno, a prescindere dal fatto che si creda o no in Dio».

Lei ci crede?
«All’inizio delle riprese ho conosciuto una suora. Una donna bellissima che a 30 anni, lanciata nella carriera di avvocato e in procinto di sposare il suo fidanzato dopo 12 anni di amore, all’improvviso ha sentito la chiamata e ha preso i voti. Una donna straordinaria. Da quando l’ho conosciuta mi si è aperto un mondo. Io non ho fatto un percorso cattolico: ho preso la prima comunione il giorno del matrimonio con Stefano. Ma interpretando suor Angela ho scoperto il bisogno di entrare in contatto con la mia parte spirituale».

È vero che suo marito era intimidito dal velo?
«Eccome: quando veniva sul set non c’era verso di strappargli una coccola. Diceva: “Non posso mica baciare una suora!”».

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