29 Gennaio 2015 | 08:38

Elezione del Presidente della Repubblica, le regole

Le votazioni al via oggi alle 15. Più di 1000 i "grandi elettori" del capo dello Stato. Servono i 2/3 dei voti nelle prime tre tornate, poi basta la metà

Elezione del Presidente della Repubblica, le regole

Le votazioni al via oggi alle 15. Più di 1000 i "grandi elettori" del capo dello Stato. Servono i 2/3 dei voti nelle prime tre tornate, poi basta la metà

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29 Gennaio 2015 | 08:38

Con un netto anticipo sul calendario istituzionale - due anni invece che i canonici sette - iniziano oggi in Parlamento le votazioni per l'elezione del 12° Presidente della Repubblica, a seguito delle dimissioni di Giorgio Napolitano annunciate fin dall'inizio del suo secondo mandato. Ancora molte voci e poche certezze sui candidati alla prima carica dello Stato.

Sicuramente uno degli eventi politici più significativi della vita del paese, l'elezione del Capo delle Stato è destinata come sempre a diventare anche un evento televisivo. In attesa delle lunghe dirette dove si snocciolano i nomi dei candidati in attesa del vincitore, ecco un breve riepilogo delle "regole del gioco".


Come funzionano le votazioni

Chi lo elegge. La Costituzione prevede che il Presidente della Repubblica sia eletto dal Parlamento in seduta comune, cioè da tutti i deputati e tutti i senatori, più tre delegati per ogni regione (tranne la Val d'Aosta che ne ha uno solo). In tutto 1009 "grandi elettori".

Chi può essere eletto. Può diventare capo dello Stato qualsiasi cittadino che ha compiuto i 50 anni e sia in possesso dei diritti civili e politici. Il presidente eletto deve abbandonare ogni altra carica pubblica o privata.

Come viene eletto. Per essere eletti è necessario ottenere una maggioranza dei due terzi dell'assemblea (cioè almeno 672 voti) entro le prime tre votazioni. Dalla quarta è sufficiente la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno degli aventi diritto (505 voti). L'elezione è a scrutinio segreto. Lo spoglio delle schede e la proclamazione del presidente eletto spetta al presidente della Camera dei Deputati (ora Laura Boldrini).