20 Luglio 2009 | 00:39

Emblematica storia di Michelle armata di coltello e di talento

Care lettrici e cari lettori, l’immagine di Michelle Hunziker che si addormenta in una squallida stanzetta con un coltello da cucina in mano mentre un maniaco le bussa alla porta, come racconta lei stessa nell’intervista che trovate a pagina 14, è roba da «Psycho». E la dice lunga su come lustrini e paillettes non siano […]

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Emblematica storia di Michelle armata di coltello e di talento

Care lettrici e cari lettori, l’immagine di Michelle Hunziker che si addormenta in una squallida stanzetta con un coltello da cucina in mano mentre un maniaco le bussa alla porta, come racconta lei stessa nell’intervista che trovate a pagina 14, è roba da «Psycho». E la dice lunga su come lustrini e paillettes non siano […]

20 Luglio 2009 | 00:39 di

alfonso_signorini-400x40021Care lettrici e cari lettori,

l’immagine di Michelle Hunziker che si addormenta in una squallida stanzetta con un coltello da cucina in mano mentre un maniaco le bussa alla porta, come racconta lei stessa nell’intervista che trovate a pagina 14, è roba da «Psycho». E la dice lunga su come lustrini e paillettes non siano sufficienti a nascondere (e ripagare) le difficoltà degli inizi, il disagio e certe volte persino i pericoli a cui sono soggette le ragazze che sognano di diventare delle star. Chissà quante Michelle Hunziker ci sono in questo momento, sognatrici ma anche armate fino ai denti. Sicuramente meno di tutte quelle che le armi invece le hanno deposte da un pezzo, convinte che cedere a certe lusinghe possa servire a qualche cosa.
Ora come allora il successo ha un prezzo sempre alto da pagare, troppo alto: perché ora come allora il potere è quasi esclusivamente nelle mani degli uomini. Così alle donne, per affermarsi, tocca faticare il doppio, farsi guerriere, se non kamikaze. Colpa del sistema, certo. Ma anche colpa delle facili illusioni di cui la gente si nutre attraverso i giornali e la tv. Insomma, viviamo in un mondo dove i soldi e la fama sembrano essere a portata di mano, un mondo dove le parole «talento» e «sacrificio» non sono più contemplate. E bisogna interrogarsi allora sulle responsabilità di certi programmi televisivi (chiamateli reality, chiamateli talent, chiamateli come volete) che ci abituano a pensare che basti un niente per farcela. Peccato che la vita dimostri esattamente il contrario.
O per fortuna. È sempre questione di punti di vista.
Alla prossima
Alfonso Signorini
as@sorrisi.com