01 Gennaio 2011 | 16:03

Finalmente canto un pezzo scritto da me

pubblicato sul numero di Sorrisi del 3 novembre 2007 Anna Tatangelo ne è certa: non avrebbe potuto trovare un titolo più eloquente di «Mai dire mai» per il suo terzo album, un racconto melodico in 11 capitoli con qualche spruzzo di rock, blues e un pizzico di fado, in uscita il 2 novembre. «Perché» ricorda […]

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Finalmente canto un pezzo scritto da me

pubblicato sul numero di Sorrisi del 3 novembre 2007 Anna Tatangelo ne è certa: non avrebbe potuto trovare un titolo più eloquente di «Mai dire mai» per il suo terzo album, un racconto melodico in 11 capitoli con qualche spruzzo di rock, blues e un pizzico di fado, in uscita il 2 novembre. «Perché» ricorda […]

Foto: pubblicato sul numero di Sorrisi del 3 novembre 2007 Anna Tatangelo ne è certa: non avrebbe potuto trovare un titolo più eloquente di «Mai dire mai» per il suo terzo album, un racconto melodico in 11 capitoli con qualche spruzzo di rock, blues e un pizzico di fado, in uscita il 2 novembre. «Perché» ricorda «mi ripetevo che non avrei mai scritto i testi e invece debutto come autrice di due brani, “Averti qui” (il singolo lanciato a settembre; ndr) e “Lo so che finirà”». E perché l’esordio avviene raccontando un amore come quello con Gigi D’Alessio, già suo mentore, poi produttore, infine compagno di vita: finalmente alla luce del sole, dopo che quest’anno l’artista napoletano ha ufficializzato la fine del suo rapporto con la moglie Carmela. Anno d’oro, il 2007: lei è diventata autrice, si è esibita con Gigi all’Olympia di Parigi e ora siete in tour in Canada e Stati Uniti, sancendo anche all’estero il sodalizio nella vita e nell’arte. «Dov’è la novità? Stavamo sul palco insieme anche quando avevo 15 anni. Certo, prima lui per me era solo un grande artista e mi intimidiva un po’, oggi invece abbiamo una complicità e un divertimento diversi». Insieme a casa, sul palco, in sala di registrazione (D’Alessio firma quattro brani del cd; ndr). In coppia siete anche testimonial di un marchio di borse. Non temete l’effetto Albano&Romina? «Non ci pensiamo proprio. Anche perché noi non facciamo tutto insieme, abbiamo carriere da solisti ben distinte: “Mai dire mai” è un disco di Anna, come “Mi faccio in quattro” è di Gigi. Tra l’altro, il lavoro è l’unico ambito in cui litighiamo: capita di avere idee diverse, siamo due testardi e ci scontriamo di brutto». In un brano esprime la gioia di «baciarci tra la gente che ci guarda indifferente», mentre in «Lo so che finirà» parla del disagio per il passato del suo compagno. È stato difficile mettersi così a nudo nelle canzoni? «Finora avevo raccontato storie di altri. Solo adesso, mai come adesso, ho sentito il bisogno di raccontare la mia, con le sue gioie e le paure. In più, vivere con Gigi (in una villa a Roma, all’Olgiata; ndr), vederlo lavorare, mi ha messo la voglia di scribacchiare. “Lo so che finirà” è nata di getto, una notte, dopo una giornata e una serata... qualunque. A casa con lui, a far niente: come ci capita raramente. Ecco, l’emozione speciale era questa: un assaggio di normalità». Esaurita l’urgenza di raccontare questa storia, si fermerà o scriverà ancora? «Magari ritenterò l’esperienza quando avrò un’altra bella storia da raccontare. Magari anche più bella di questa...». Tipo un figlio? «Proprio quello intendevo. Ci pensiamo, sì. Ma senza fretta». Ci tornerà? «Lo stiamo valutando con Gigi. C’è già nel cassetto un brano bellissimo». Dopo la super minigonna sfoggiata a Sanremo 2007 è tornata a jeans e top. «Allungo sotto, però mi scopro sopra (sfoggia un top scollatissimo, ndr). Anche se Gigi non vuole: pure stamattina, vedendomi uscire, mi ha detto “Anna copriti”. O meglio: “Accomògliete!”». Dal disco emerge chiaramente una donna che sa graffiare e combattere. «Sono io. Reattiva e cocciuta. Quando mi impunto non mi si scolla. Ma in una coppia il peperoncino serve». «Averti qui» si è piazzata nell’airplay radiofonico sopra «Non mettermi in croce» di Gigi. Reazioni a casa? «Gli ho fatto “Tiè!”. Scherzo, non c’è competizione: abbiamo festeggiato». Il lavoro, la convivenza, il progetto di un figlio: è cresciuta in fretta. Cosa le resta di infantile? «Torno bambina quando rido di pancia. E cerco di farlo il più possibile. Sto cercando di convertire Gigi ai film comici...». Su 12 domande, in 9 risposte cita il suo compagno... «Che dire? È la mia vita, sono felice. L’unica ombra è la paura che tutto questo un giorno finisca». E, ridendo, ripete «Tiè!» facendo le corna sotto il tavolo.

01 Gennaio 2011 | 16:03 di

pubblicato sul numero di Sorrisi del 3 novembre 2007

Anna Tatangelo ne è certa: non avrebbe potuto trovare un titolo più eloquente di «Mai dire mai» per il suo terzo album, un racconto melodico in 11 capitoli con qualche spruzzo di rock, blues e un pizzico di fado, in uscita il 2 novembre. «Perché» ricorda «mi ripetevo che non avrei mai scritto i testi e invece debutto come autrice di due brani, “Averti qui” (il singolo lanciato a settembre; ndr) e “Lo so che finirà”». E perché l’esordio avviene raccontando un amore come quello con Gigi D’Alessio, già suo mentore, poi produttore, infine compagno di vita: finalmente alla luce del sole, dopo che quest’anno l’artista napoletano ha ufficializzato la fine del suo rapporto con la moglie Carmela.

Anno d’oro, il 2007: lei è diventata autrice, si è esibita con Gigi all’Olympia di Parigi e ora siete in tour in Canada e Stati Uniti, sancendo anche all’estero il sodalizio nella vita e nell’arte.
«Dov’è la novità? Stavamo sul palco insieme anche quando avevo 15 anni. Certo, prima lui per me era solo un grande artista e mi intimidiva un po’, oggi invece abbiamo una complicità e un divertimento diversi».

Insieme a casa, sul palco, in sala di registrazione (D’Alessio firma quattro brani del cd; ndr). In coppia siete anche testimonial di un marchio di borse. Non temete l’effetto Albano&Romina?
«Non ci pensiamo proprio. Anche perché noi non facciamo tutto insieme, abbiamo carriere da solisti ben distinte: “Mai dire mai” è un disco di Anna, come “Mi faccio in quattro” è di Gigi. Tra l’altro, il lavoro è l’unico ambito in cui litighiamo: capita di avere idee diverse, siamo due testardi e ci scontriamo di brutto».

In un brano esprime la gioia di «baciarci tra la gente che ci guarda indifferente», mentre in «Lo so che finirà» parla del disagio per il passato del suo compagno. È stato difficile mettersi così a nudo nelle canzoni?
«Finora avevo raccontato storie di altri. Solo adesso, mai come adesso, ho sentito il bisogno di raccontare la mia, con le sue gioie e le paure. In più, vivere con Gigi (in una villa a Roma, all’Olgiata; ndr), vederlo lavorare, mi ha messo la voglia di scribacchiare. “Lo so che finirà” è nata di getto, una notte, dopo una giornata e una serata… qualunque. A casa con lui, a far niente: come ci capita raramente. Ecco, l’emozione speciale era questa: un assaggio di normalità».

Esaurita l’urgenza di raccontare questa storia, si fermerà o scriverà ancora?
«Magari ritenterò l’esperienza quando avrò un’altra bella storia da raccontare. Magari anche più bella di questa…».

Tipo un figlio?
«Proprio quello intendevo. Ci pensiamo, sì. Ma senza fretta».

Ci tornerà?
«Lo stiamo valutando con Gigi. C’è già nel cassetto un brano bellissimo».

Dopo la super minigonna sfoggiata a Sanremo 2007 è tornata a jeans e top.
«Allungo sotto, però mi scopro sopra (sfoggia un top scollatissimo, ndr). Anche se Gigi non vuole: pure stamattina, vedendomi uscire, mi ha detto “Anna copriti”. O meglio: “Accomògliete!”».

Dal disco emerge chiaramente una donna che sa graffiare e combattere.
«Sono io. Reattiva e cocciuta. Quando mi impunto non mi si scolla. Ma in una coppia il peperoncino serve».

«Averti qui» si è piazzata nell’airplay radiofonico sopra «Non mettermi in croce» di Gigi. Reazioni a casa?
«Gli ho fatto “Tiè!”. Scherzo, non c’è competizione: abbiamo festeggiato».

Il lavoro, la convivenza, il progetto di un figlio: è cresciuta in fretta. Cosa le resta di infantile?
«Torno bambina quando rido di pancia. E cerco di farlo il più possibile. Sto cercando di convertire Gigi ai film comici…».

Su 12 domande, in 9 risposte cita il suo compagno…
«Che dire? È la mia vita, sono felice. L’unica ombra è la paura che tutto questo un giorno finisca». E, ridendo, ripete «Tiè!» facendo le corna sotto il tavolo.