01 Gennaio 2011 | 12:28

Giusy Ferreri: «Se mi va male torno alla cassa»

di Ivan Roncalli pubblicato il 5 luglio 2008 Varca la soglia in abitino rosso, stile pin- up Anni 50, e gli occhi sono tutti su di lei. «Ma è la Giusy?» si domanda qualcuno. «Non l’ho mai vista senza camice…». Bastano 30 secondi e le sue colleghe le si fiondano addosso: «Sei bellissima»; «C’è un […]

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Giusy Ferreri: «Se mi va male torno alla cassa»

di Ivan Roncalli pubblicato il 5 luglio 2008 Varca la soglia in abitino rosso, stile pin- up Anni 50, e gli occhi sono tutti su di lei. «Ma è la Giusy?» si domanda qualcuno. «Non l’ho mai vista senza camice…». Bastano 30 secondi e le sue colleghe le si fiondano addosso: «Sei bellissima»; «C’è un […]

Foto: di Ivan Roncalli pubblicato il 5 luglio 2008 Varca la soglia in abitino rosso, stile pin- up Anni 50, e gli occhi sono tutti su di lei. «Ma è la Giusy?» si domanda qualcuno. «Non l’ho mai vista senza camice...». Bastano 30 secondi e le sue colleghe le si fiondano addosso: «Sei bellissima»; «C’è un mio amico che è pazzo di te»; «Andate a prendere i fogli per gli autografi!»; «Lo sai che sono arrivati i cestini con le rotelle?». Siamo al Superstore Esselunga di Corbetta, alle porte di Milano, e la Cenerentola in questione è Giusy Ferreri, seconda classificata a «X Factor», ma già considerata la vincitrice morale. Lei lavorava qui, da dieci anni, fino a pochi mesi fa. Professione: cassiera part-time. Ora è l’esordiente più in ascesa d’Italia: il suo tormentone «Non ti scordar mai di me» la settimana scorsa è stato il brano più scaricato mentre nel Music Control, l’Auditel musicale delle radio, la canzone ha fatto un balzo di ben 20 posizioni (dal 41° al 21°) in una sola settimana e l’omonimo mini-album (uscito il 27 giugno), con la hit e cinque cover, era Disco d’oro ancora prima del debutto (più di 40 mila copie prenotate). Si dice spesso di qualche artista che «è rimasto con i piedi per terra», ma quelli di Giusy sono proprio cementati, perché lei pensa già al dopo, quando la carrozza potrebbe tornare una zucca. «Vivo il successo con indifferenza» spiega Giuseppa Gaetana (il nome della nonna), palermitana trapiantata al Nord. «Me lo voglio godere con la stessa semplicità mostrata a “X Factor”. So che tut- to questo potrebbe finire, ma la cosa non mi mette ansia, perché al massimo tornerei alla vita di prima. Tant’è vero che dal supermercato non mi sono licenziata, sono solo in aspettativa...». Precauzione forse inutile, perché per pubblico e critica Giusy è già la nostra Amy Winehouse. Le piace il paragone? «Ne sono onorata, visto che la sua è una delle voci più grandi degli ultimi tempi. Ma non si può dire che cerchi di imitarla, perché io canto così da quando avevo 17 anni. Avevo la voce grossa già allora: mi chiamavano “la Piero Pelù”...». Ma perché hanno vinto gli Aram Quartet se adesso ha più successo lei? «Loro sono bravissimi e si meritano la vittoria. Forse le ragazzine li hanno favoriti al televoto e il pezzo che ha composto Morgan è un po’ meno popolare del mio». Lei, in compenso, vanta la firma di Tiziano Ferro che ha scritto «Non ti scordar mai di me» apposta per lei. Vi siete incontrati? «Sì, quando ho registrato il brano. E ci siamo fatti i complimenti a vicenda. È scatta-ta subito una certa familiarità: mi sembrava di stare accanto a mio fratello, è simpatico e semplice come lui. Ora lavora con me al mio primo album di inediti, che dovrebbe uscire a ottobre». E un duetto con Tiziano? «Ci avevo già pensato, ma mi ha chiamata l’altro giorno e mi sono dimenticata di dirglielo...». Come Gaetana aveva già tentato di sfondare nel 2005 con un brano dance, «Il party». Cosa non funzionò? «Forse fu un problema di promozione, perché non ebbe un circuito ampio. E poi era uno stile pop-dance che non sentivo mio: me l’aveva consigliato la casa discografica pensando che arrivasse a più persone». Lei era Sony già allora e «X Factor» è legato a quella casa discografica. I maligni hanno parlato di raccomandazione... «Sono stati dei miei amici a segnalarmi il programma. Solo al provino, leggendo il regolamento, ho scoperto che il programma era organizzato da Sony e Magnolia. Tra l’altro, io non avevo più contratti da gennaio del 2006». Quando Simona Ventura la prese a «X Factor» lei rispose con un «Eh, grazie» quasi di suf- ficienza: non la riteneva all’altezza di giudicarla? «No, era un “Eh, grazie” liberatorio, perché nel provino pensavo e tuttora penso di essere stata pes- sima. Lei ha avuto intuito e sensibilità, ma io ero sicura di piacerle». Dalla Ventura a Loredana Bertè, l’altra sua «madrina» a Raidue. Vi sentite? «Tra noi è nata una forte complicità, tanto che mi ha regalato alcuni borsoni di suoi vestiti. Ora mio padre le sta ristrutturando il bagno di casa: sono andati insieme da Castorama e lei voleva comprare tutto: sei rubinetti, sei portasapone... Il papà è disperato, ma lei è un mito!». Sul suo sito MySpace in Internet ha scritto: «Sradicare e piantare... chi è felice è pazzo!». Che significa? «L’ho scritto in un momento di crisi, perché a livello musicale non succedeva niente. Vuol dire: “È tutto da rifare”. Ora dovrei sostituirlo con: “Fiorire e pro- sperare”, lo farò appena ho tempo». Come ha superato i momenti di crisi? Vedo una Bibbia sul comodino... «Nella mia vita la preghiera c’è, anche se non sono praticante. Prego la notte o la mattina presto, ma è una cosa talmente intima che non lo sa neanche mia madre». Le piace stare da sola? «Sì, c’è un mio lato malinconico che non è ancora emerso. Mi piace riflettere mentre lavoro all’uncinetto o disegno con la china. Sono fidanzata, ma alla convivenza non penso: per adesso vo- glio una casa tutta per me». E i figli? «Costruire una famiglia è nei miei programmi futuri: mi sposerò e spero di avere dei bambini». Se non sbaglio, lei ha in cantiere anche Sanremo e un corso di recitazione... «Sì, al Festival vorrei andarci, ma non si può avere certezza. E mi piacerebbe sfondare pure al cinema: adoro le attrici toste come Juliette Lewis, Giuliana De Sio e Asia Argento. Ma la musica ha la precedenza».

01 Gennaio 2011 | 12:28 di

di Ivan Roncalli

pubblicato il 5 luglio 2008

Varca la soglia in abitino rosso, stile pin- up Anni 50, e gli occhi sono tutti su di lei. «Ma è la Giusy?» si domanda qualcuno. «Non l’ho mai vista senza camice…». Bastano 30 secondi e le sue colleghe le si fiondano addosso: «Sei bellissima»; «C’è un mio amico che è pazzo di te»; «Andate a prendere i fogli per gli autografi!»; «Lo sai che sono arrivati i cestini con le rotelle?».

Siamo al Superstore Esselunga di Corbetta, alle porte di Milano, e la Cenerentola in questione è Giusy Ferreri, seconda classificata a «X Factor», ma già considerata la vincitrice morale. Lei lavorava qui, da dieci anni, fino a pochi mesi fa. Professione: cassiera part-time. Ora è l’esordiente più in ascesa d’Italia: il suo tormentone «Non ti scordar mai di me» la settimana scorsa è stato il brano più scaricato mentre nel Music Control, l’Auditel musicale delle radio, la canzone ha fatto un balzo di ben 20 posizioni (dal 41° al 21°) in una sola settimana e l’omonimo mini-album (uscito il 27 giugno), con la hit e cinque cover, era Disco d’oro ancora prima del debutto (più di 40 mila copie prenotate).

Si dice spesso di qualche artista che «è rimasto con i piedi per terra», ma quelli di Giusy sono proprio cementati, perché lei pensa già al dopo, quando la carrozza potrebbe tornare una zucca.
«Vivo il successo con indifferenza» spiega Giuseppa Gaetana (il nome della nonna), palermitana trapiantata al Nord. «Me lo voglio godere con la stessa semplicità mostrata a “X Factor”. So che tut- to questo potrebbe finire, ma la cosa non mi mette ansia, perché al massimo tornerei alla vita di prima. Tant’è vero che dal supermercato non mi sono licenziata, sono solo in aspettativa…». Precauzione forse inutile, perché per pubblico e critica Giusy è già la nostra Amy Winehouse.

Le piace il paragone?
«Ne sono onorata, visto che la sua è una delle voci più grandi degli ultimi tempi. Ma non si può dire che cerchi di imitarla, perché io canto così da quando avevo 17 anni. Avevo la voce grossa già allora: mi chiamavano “la Piero Pelù”…».

Ma perché hanno vinto gli Aram Quartet se adesso ha più successo lei?
«Loro sono bravissimi e si meritano la vittoria. Forse le ragazzine li hanno favoriti al televoto e il pezzo che ha composto Morgan è un po’ meno popolare del mio».

Lei, in compenso, vanta la firma di Tiziano Ferro che ha scritto «Non ti scordar mai di me» apposta per lei. Vi siete incontrati?
«Sì, quando ho registrato il brano. E ci siamo fatti i complimenti a vicenda. È scatta-ta subito una certa familiarità: mi sembrava di stare accanto a mio fratello, è simpatico e semplice come lui. Ora lavora con me al mio primo album di inediti, che dovrebbe uscire a ottobre».

E un duetto con Tiziano?
«Ci avevo già pensato, ma mi ha chiamata l’altro giorno e mi sono dimenticata di dirglielo…».

Come Gaetana aveva già tentato di sfondare nel 2005 con un brano dance, «Il party». Cosa non funzionò?
«Forse fu un problema di promozione, perché non ebbe un circuito ampio. E poi era uno stile pop-dance che non sentivo mio: me l’aveva consigliato la casa discografica pensando che arrivasse a più persone».

Lei era Sony già allora e «X Factor» è legato a quella casa discografica. I maligni hanno parlato di raccomandazione…
«Sono stati dei miei amici a segnalarmi il programma. Solo al provino, leggendo il regolamento, ho scoperto che il programma era organizzato da Sony e Magnolia. Tra l’altro, io non avevo più contratti da gennaio del 2006».

Quando Simona Ventura la prese a «X Factor» lei rispose con un «Eh, grazie» quasi di suf- ficienza: non la riteneva all’altezza di giudicarla?
«No, era un “Eh, grazie” liberatorio, perché nel provino pensavo e tuttora penso di essere stata pes- sima. Lei ha avuto intuito e sensibilità, ma io ero sicura di piacerle».

Dalla Ventura a Loredana Bertè, l’altra sua «madrina» a Raidue. Vi sentite?
«Tra noi è nata una forte complicità, tanto che mi ha regalato alcuni borsoni di suoi vestiti. Ora mio padre le sta ristrutturando il bagno di casa: sono andati insieme da Castorama e lei voleva comprare tutto: sei rubinetti, sei portasapone… Il papà è disperato, ma lei è un mito!».

Sul suo sito MySpace in Internet ha scritto: «Sradicare e piantare… chi è felice è pazzo!». Che significa?
«L’ho scritto in un momento di crisi, perché a livello musicale non succedeva niente. Vuol dire: “È tutto da rifare”. Ora dovrei sostituirlo con: “Fiorire e pro- sperare”, lo farò appena ho tempo».

Come ha superato i momenti di crisi? Vedo una Bibbia sul comodino…
«Nella mia vita la preghiera c’è, anche se non sono praticante. Prego la notte o la mattina presto, ma è una cosa talmente intima che non lo sa neanche mia madre».

Le piace stare da sola?
«Sì, c’è un mio lato malinconico che non è ancora emerso. Mi piace riflettere mentre lavoro all’uncinetto o disegno con la china. Sono fidanzata, ma alla convivenza non penso: per adesso vo- glio una casa tutta per me».

E i figli?
«Costruire una famiglia è nei miei programmi futuri: mi sposerò e spero di avere dei bambini».

Se non sbaglio, lei ha in cantiere anche Sanremo e un corso di recitazione…

«Sì, al Festival vorrei andarci, ma non si può avere certezza. E mi piacerebbe sfondare pure al cinema: adoro le attrici toste come Juliette Lewis, Giuliana De Sio e Asia Argento. Ma la musica ha la precedenza».