19 Febbraio 2009 | 15:39

Il Vaticano stronca il Festival

L’Osservatore romano boccia senza appello il Festival di Sanremo edizione 2009 e il suo conduttore Paolo Bonolis, di più: critica con sarcasmo cantanti e musicisti che mettono a rischio l’incolumità della musica di qualsiasi genere. Non si salva neanche Mina mentre di Bonolis si ricordano le citazioni “da lettura di sussidiario”. In un articolo che […]

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Il Vaticano stronca il Festival

L’Osservatore romano boccia senza appello il Festival di Sanremo edizione 2009 e il suo conduttore Paolo Bonolis, di più: critica con sarcasmo cantanti e musicisti che mettono a rischio l’incolumità della musica di qualsiasi genere. Non si salva neanche Mina mentre di Bonolis si ricordano le citazioni “da lettura di sussidiario”. In un articolo che […]

19 Febbraio 2009 | 15:39 di

Paolo Bonolis
Paolo Bonolis

L’Osservatore romano boccia senza appello il Festival di Sanremo edizione 2009 e il suo conduttore Paolo Bonolis, di più: critica con sarcasmo cantanti e musicisti che mettono a rischio l’incolumità della musica di qualsiasi genere. Non si salva neanche Mina mentre di Bonolis si ricordano le citazioni “da lettura di sussidiario”. In un articolo che non lascia scampo dal titolo “Fossero solo canzonette”, il quotidiano della Santa Sede attacca giù duro.

“Un festival surreale” , si legge ancora, “sembra soprattutto scomodare il gregoriano per poi presentare sul palco personaggi che, complice la diretta, sembrano a disagio proprio con il canto. Qualcuno pretenderà che per esibirsi occorrano doti vocali e tecnica, ma si tratta di critici musicali ormai superati e senza speranza. Con buona pace degli ottimi professori dell’orchestra chiamati anche a tamponare improvvise falle canore. Il festival di Sanremo potrebbe tentare”, scrive ancora il quotidiano vaticano, “di recuperare una sana dimensione di promotore di musica popolare. Puccini lo eseguono già in tutti i teatri dell’opera del mondo, in continuazione, non c’è bisogno che un’artista straordinaria come Mina, nascosta dietro i riverberi dei mixer digitali, renda insapore una delle arie più note della lirica. Largo alla musica popolare, in tutti i suoi risvolti”, prosegue ancora l’articolo , “ma scritta da chi sa ancora tracciare sul pentagramma un motivetto di facile presa, o un ritmo irresistibile. Rap, pop, rock, melodico, jazz, etno, va bene tutto, ma il microfono sia offerto solo a quanti ne garantiscano l’incolumità”.

in collaborazione con il TGCOM