24 Febbraio 2015 | 12:29

Jovanotti sa leggere: l’editoriale del direttore Aldo Vitali

Un giorno, più di vent’anni fa, andai dal mio direttore Indro Montanelli e gli dissi: «Affidiamo la rubrica di libri del giornale a Jovanotti»

 di Aldo Vitali

Jovanotti sa leggere: l’editoriale del direttore Aldo Vitali

Un giorno, più di vent’anni fa, andai dal mio direttore Indro Montanelli e gli dissi: «Affidiamo la rubrica di libri del giornale a Jovanotti»

24 Febbraio 2015 | 12:29 di Aldo Vitali

Un giorno, più di vent’anni fa, andai da Indro Montanelli (mio direttore a quel tempo) e gli dissi: «Mi è venuta un’idea, affidiamo la rubrica di libri del giornale a Jovanotti». Montanelli mi guardò dall’alto dei suoi dieci metri (quasi due di altezza, più 8 di genio), sgranò gli occhioni azzurrissimi e mi disse: «A chi?».

Con Montanelli avevo due, diciamo così, «fortune»: la prima che essendo toscano come lui accettava con paterna benevolenza che nella mia testa non tutte le cellule funzionassero a dovere. La seconda è che andava matto per le cose controcorrente. Così gli spiegai che Jovanotti era un giovane musicista di grande successo che però i soloni della musica non consideravano, ritenendolo un cantantino pop che sarebbe durato poco.

Era il contrario di quello che io pensavo di lui, dissi al mio direttore, assicurandogli che avevamo a che fare con un ragazzo molto intelligente che avrebbe potuto regalarci un punto di vista originale anche in un mondo, quello dei libri, che non era il suo. «Sa leggere, sì?», mi chiese Montanelli e mi diede il via libera.

Pochi mesi dopo Jovanotti (o se preferite Lorenzo Cherubini) pubblicava il suo primo libro, intenso e profondo, e poco a poco i critici lo «scoprirono». Il finale è che Montanelli e Jovanotti si piacquero molto e la rubrica ebbe successo. Nel corso degli anni, abbiamo imparato che, oltre a saper leggere, Lorenzo sa fare canzoni meravigliose. Come quelle di cui parla con Alessandro Alicandri a pag. 16, contenute nel suo nuovo bellissimo album.