22 Novembre 2011 | 09:00

L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: Viva Fiorello, l’antirughe della tv generalista

Care lettrici e cari lettori, ma come, la tv generalista non era morta da un pezzo? Quante volte abbiamo letto che gli ascolti di un tempo non si potevano più realizzare: un programma di successo, ce lo hanno ripetuto in tanti, in prima serata è destinato a fermarsi al 16-20 per cento di share. Colpa […]

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L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: Viva Fiorello, l’antirughe della tv generalista

Care lettrici e cari lettori, ma come, la tv generalista non era morta da un pezzo? Quante volte abbiamo letto che gli ascolti di un tempo non si potevano più realizzare: un programma di successo, ce lo hanno ripetuto in tanti, in prima serata è destinato a fermarsi al 16-20 per cento di share. Colpa […]

22 Novembre 2011 | 09:00 di

Care lettrici e cari lettori, ma come, la tv generalista non era morta da un pezzo? Quante volte abbiamo letto che gli ascolti di un tempo non si potevano più realizzare: un programma di successo, ce lo hanno ripetuto in tanti, in prima serata è destinato a fermarsi al 16-20 per cento di share. Colpa del digitale, che frammenta gli ascolti in una miriade di nuovi canali. Impossibile calamitare l’attenzione del pubblico televisivo. Quanti hanno intonato il «De profundis» probabilmente non avevano fatto i conti con Fiorello. Che con il suo «Il più grande spettacolo dopo il weekend» ha sfiorato i 10 milioni di telespettatori e il 40 per cento di share, facendo ringiovanire d’un colpo non solo la Rai, ma anche Mediaset. Altro che digitale, altro che dispersione: Fiorello è la dimostrazione che quando in tv si fa qualche cosa di buono il pubblico risponde immediatamente e con generosità. Come lo ha fatto? Proponendoci una tv, lasciatemelo dire, «normale». Mediata sempre dalla genialità di uno degli ultimi showman del piccolo schermo, unico vero erede di Walter Chiari, ma comunque tradizionale, nei toni e nei suoi contenuti. È stato bello risentire le vecchie canzoni di un tempo, con le quali siamo cresciuti, rilette da cantanti come Giorgia. È stato bello ridere in uno show che ha posto la parola, il racconto al centro delle sue dinamiche. Grazie a Fiorello, vero botox di questa tv, che anziché guardarsi le rughe allo specchio dovrebbe essere più attenta ai bisogni del suo pubblico. Alla prossima!                                   as@sorrisi.com