16 Novembre 2010 | 08:30

La prova dell’esistenza di Babbo Natale

Care lettrici e cari lettori, manca poco più di un mese a Natale e, proprio come mi accadeva quando ero più piccolo, ogni tanto penso ai regali che Babbo Natale mi porterà. Sì, perché io al vecchio con la barba bianca, il vestito rosso, la slitta e le renne credo ancora. E ci mancherebbe! Così, […]

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La prova dell’esistenza di Babbo Natale

Care lettrici e cari lettori, manca poco più di un mese a Natale e, proprio come mi accadeva quando ero più piccolo, ogni tanto penso ai regali che Babbo Natale mi porterà. Sì, perché io al vecchio con la barba bianca, il vestito rosso, la slitta e le renne credo ancora. E ci mancherebbe! Così, […]

16 Novembre 2010 | 08:30 di

Care lettrici e cari lettori, manca poco più di un mese a Natale e, proprio come mi accadeva quando ero più piccolo, ogni tanto penso ai regali che Babbo Natale mi porterà. Sì, perché io al vecchio con la barba bianca, il vestito rosso, la slitta e le renne credo ancora. E ci mancherebbe! Così, non mi ha fatto né caldo né freddo quello spot pubblicitario di una banca che ha sconvolto la Francia. Per chi non lo sapesse, nello spot un padre dice al figlio di una trentina d’anni (un bamboccione, insomma): «Guarda che Babbo Natale non esiste!». La delicatezza dei pubblicitari è stata tale che lo spot è andato in onda prima del film della Disney «Ratatouille», quando cioè davanti ai televisori c’erano milioni di bambini. La (presunta) rivelazione ha provocato ansie e pianti dei più piccoli e lo sdegno dei genitori. Capisco i bambini, un po’ meno i genitori: che Babbo Natale non esista è una frottola a cui i bambini, magari per un momento, possono anche credere. Ma i genitori, possibile che non siano stati in grado di tranquillizzare i figli davanti a una panzana del genere? Perché Babbo Natale non esiste per coloro che hanno abdicato ai sogni, che reputano la fantasia una fastidiosa intromissione nella vita «reale», che hanno perso definitivamente i contatti col bambino che vive dentro ciascuno di noi. Come si fa a credere più a uno spot che al nostro cuore? Io non invidio quei pubblicitari e quei genitori così poco sognatori. E ai bambini mi viene da dire: non date retta ai grandi. La prova? Vedrete che anche quest’anno Babbo Natale vi riempirà di regali. Alla prossima.

as@sorrisi.com